SULLE ORME DI CATULLO

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I week-end di Settembre sul Lago di Garda, con un tuffo nelle notti di Brescia e Verona: un itinerario pieno di avventure sulle orme del poeta latino, che...

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Catullo, che di feste godereccie se n’intendeva, aveva preso casa proprio a Sirmione, sul Lago di Garda, giusto a metà strada tra Brescia e Verona. All’epoca di Catullo però Sirmione era un centro termale dalle immense saune (se ne possono ancora visitare i megalitici resti) che offrivano infinite possibilità di bagordi, mentre oggi, pur bellissima, risulta però meno vivace. Se ci si stabilisce invece a Desenzano, sempre sulle rive del lago, le possibilità aumentano in misura notevole tanto che vi troviamo un bar ed una discoteca gay. Allo “Scarabeo Bar”, appena rinnovato con un look d’avanguardia (Ikea 2002 con un tocco di underground), ad accogliere i clienti c’è Carlo che, tra una battuta e l’altra, serve drink cocktail magistralmente preparati da Roby, fisso dietro al bancone. Si entra senza bisogno di tessere, basta solo un bel sorriso.

Per abbronzarsi ammirando le bellezze del luogo vi sono due possibilità. Sulla sponda veronese c’è la spiaggia di Punta San Vigilio, bella, non troppo difficile da raggiungere e con un buon numero di tedeschi; sulla sponda bresciana c’è la spiaggia della Rocca di Manerba, immersa nella rigogliosa natura del Parco Naturale San Giorgio. Lasciata la macchina nel parcheggio del bar, che al ritorno dalla spiaggia diventa un bar gay, si scende fino al lago all’ombra degli alberi.

Per ballare non serve muoversi da Desenzano, c’è l’Art Club

Se si sceglie di andare a verso Brescia troviamo in città il “Re Desiderio”, bar storico dei gay bresciani. Presa una birra e messi gli occhi su qualche giovincello della zona (incredibile il numero di under 20) ci si può far indicare dal padrone, di una gentilezza affascinante, la strada per il Trap.

Al sicuro nella zona industriale, circondato da un battuage di dimensioni colossali, il Trap

Dal lato opposto, poco dopo Verona, c’è il B-side

Appena entrati al Romeo’s c’è Paolo ad accoglierci: ci vuole un attimo per ritornare padroni di noi stessi e capire che ci sta chiedendo la tessera UNO. Ancora in subbuglio ci si tuffa nell’esplorazione del locale, della sua pista da ballo (bellissimo e bravissimo il d.j. Alex, col solo difetto di gradire più le donne che gli uomini) e della labirintica dark. Per riprendere fiato si può bere qualcosa al banco, serviti dall’affascinante e spassosa Patty e mentre con lo sguardo si vaga da uno schermo all’altro, l’occhio casca giusto su quel ragazzo all’altro capo della sala.

di Riccardo Gottardi

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