Beirut Pride 2019: terzo anno di minacce e pressioni dalle istituzioni religiose e Polizia

Arresti, minacce e violenze: dal 2017 organizzare il pride a Beirut è un’impresa non da poco.

Niente concerto di apertura per il Beirut Pride, quest’anno organizzato dal 28 settembre al 6 ottobre. Per il terzo anno consecutivo, quindi, gli attivisti LGBT non avranno vita facile per l’organizzazione della parata e della settimana di eventi, tra minacce, arresti da parte delle autorità e boicottaggi. Nonostante tutti questi impedimenti, le presenze agli eventi hanno sempre superato le aspettative, dimostrando una grande comunità LGBT in Libano, primo Paese arabo a istituire una settimana dedicata al pride ma che non garantisce alcun diritto. Basti pensare che l’omosessualità non è più considerata malattia solo dal 2013. 

A creare problemi al Beirut Pride 2019 sono state come sempre le istituzioni religiose, le quali hanno chiesto alle autorità di intervenire. Gli organizzatori, in un comunicato, hanno riportato la notizia:

Non appena è stata annunciata la serata di apertura del Beirut Pride 2019 al The Palace, le istituzioni religiose hanno chiesto la cancellazione del concerto, collegandolo alla promozione del matrimonio tra persone dello stesso sesso e associandolo alla dissolutezza e all’immoralità.

Con il loro potere, hanno quindi eliminato il concerto d’apertura, che doveva ospitare la band Mashrou’ Leila, il cui cantante è apertamente gay. Da quanto si apprende, le autorità hanno contattato i proprietari del The Palace, intimandoli di non autorizzare il concerto di sabato. Inoltre, sono infinite le minacce che sia gli organizzatori che la gestione del luogo indicato per l’evento hanno ricevuto in questi giorni, proprio in vista dell’apertura della Pride Week. Dietro le indicazioni delle autorità, la pressione delle istituzioni religioso e le minacce, si è deciso di cancellare il concerto.

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Da 3 anni, milioni di problemi per il Beirut Pride

E’ dal 2017 che il Beirut Pride viene organizzato in Libano. Il primo pride era stato organizzato dal 14 al 21 maggio 2017. Una settimana ricca di eventi a cui hanno partecipato oltre 4.000 persone, molte più di quelle stimate. Anche i negozi del centro avevano sostenuto l’evento, esibendo delle bandiere arcobaleno all’esterno dei loro locali. Visto l’alto numero di partecipanti, gli organizzatori hanno annullato la parata, poiché non potevano assicurare l’inclumità dei presenti. Hanno invece organizzato un grande ritrovo su una collina con la vista sul mar mediterraneo. Una marcia insolita, ma sicuramente riuscita. L’intervento delle istituzioni religiose ha poi bloccato l’evento.

Il 2018 è stato l’anno peggiore. Organizzato dal 12 al 20 maggio 2018, ha chiamato 800 persone, ma il terzo giorno alcuni omofobi diffusero un falso programma attribuito al Beirut Pride. Le autorità hanno arrestato il responsabile della parata, Hadi Damien, scarcerato dopo una notte con la caduta di tutte le accuse. Nonostante la sua innocenza, la Polizia aveva disposto la chiusura della Pride Week.

Quest’anno è stata la volta del concerto d’apertura. A maggio, il Libano aveva bloccato l’accesso all’app Grindr. Si vedrà nei prossimi giorni se la chiesa e gli omofobi continueranno a fare pressioni, intervenendo anche sugli eventi organizzati fino al 6 ottobre.