Polemica Fertility Day: il Ministero della Salute accusato sui social oscura il sito

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Il tema centrale del Fertility Day è l'incoraggiamento a procreare - velocemente, abbondantemente e per tempo.

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La fertilità è un affare dello Stato o del singolo? Che diritti ha un nazione sul corpo e sul potenziale procreativo di suoi cittadini?

Pare un ritorno al passato. O un viaggio in un futuro distopico. Il tono è da Ventennio o, a voler essere generosi, da anni ’50. La campagna di sensibilizzazione in vista del nuovo Fertility Day del 22 settembre, il giorno voluto da Ministero della Salute e da Beatrice Lorenzin che lo guida, per portare l’attenzione sulla procreazione precoce, naturale, tutta italiana, è un vero rifiuto di tutte le conquiste, pratiche o teoriche degli ultimi decenni.

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I temi centrali del Fertility Day sono l’incoraggiamento a procreare – velocemente, abbondantemente e per tempo – e la messa in guardia da tutto ciò che diminuisce le nascite nel nostro paese. Sul sito (che al momento oscurato) è addirittura disponibile un giochino: il fertility Game, in cui puoi scegliere di essere un ovulo o uno spermatozoo e schivare i nemici della fertilità, quali fumo, alcol, infezioni, età che avanza. Non viene dichiarato esplicitamente ma facilmente immaginiamo che tra questi ci sia sicuramente anche l’omosessualità.

Le cartoline in particolare diffuse in queste ore sono annichilenti. Analizziamone alcune.

La bellezza non ha età. La fertilità sì.

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Come se una donna avesse bisogno del Ministro della Salute per ricordarsi di fare figli. Clessidra in mano, attenta che il tempo passa. Bada che si avvicina la data di scadenza. E poi? Che ne è di una donna che non fa figli? Qual è il giudizio del Ministero e della ministra Lorenzin sulle donne che si lasciano “scadere”?

La fertilità è un bene comune. 

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Ovvero è importante che facciate figli, perché ci servono, servono alla comunità. Niente viene detto sui requisiti che i genitori dovrebbero avere. Sull’inclinazione, il desiderio, sulla possibilità o meno di essere padre, di essere madre. No, fate figli, e basta. Siete parte di un disegno più grande, a cui dovete piegarvi. Anche se non avete un lavoro, se la persona con cui state non vi convince, se non sapete se volete davvero avere un figlio: bando alla ciance, agite, procreate!

Genitori giovani. Il modo migliore per essere creativi. 

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Non solo il Ministero ci tiene a dire alle donne che non devono lasciarsi scadere e che bisogna fare figli, ci tiene anche a precisare quando i figli vanno fatti. Da giovani, presto. Siate creativi, dicono, azzardando doppi sensi e licenze retoriche che non avremmo voluto sentire. Vi vogliamo genitori e da giovani. Questo è quello che il Ministero di chiede, quello che un buon italiano deve fare.

La costituzione tutela la procreazione cosciente e responsabile. 

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Le vostre gravidanze e i vostri figli sono un affare dello Stato. La fascia tricolore mette il marchio nazionalista sulle culle, roba mussoliniana che si pensava sepolta e che invece no, torna alla grande, addirittura nel 2016, sui siti internet. In rosso, ben in evidenza sta ” procreazione”, non “cosciente e responsabili”. Sia chiaro. Il messaggio è senza ambiguità.

 

 

 

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