“Fin*cchi qui non ne voglio”: ragazzo gay buttato fuori dal negozio di souvenir a Venezia

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Il ragazzo vuole tornare al negozio con il suo ragazzo, mano nella mano.

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È successo ieri a Venezia. Il ragazzo è stato prima trattato male dal proprietario del negozio, poi fatto uscire con violenza.

Il ragazzo, Tito, si trovava ieri pomeriggio in Strada Nova, nel centro di Venezia. Voleva semplicemente acquistare un souvenir ed è entrato in uno dei tanti negozi che si possono trovare lungo le calli.

All’interno del locale avrebbe chiesto se tutti i souvenir presenti fossero realizzati a Venezia, e il proprietario avrebbe risposto “Secondo te? Evitiamo domande sciocche che non servono a nulla“. Tito, rimasto deluso dalla risposta scorbutica dell’uomo, saluta e si avvia verso l’uscita. Ma poco prima di uscire, il proprietario del negozio gli si avvicina, dimostrandosi per quello che è realmente: l’ennesimo omofobo.Viva la f*ga comunque, eh? Viva la f*ga sempre!” dice. Vedendo la faccia stranita di Tito, e alla sua richiesta se ci fosse qualche problema, l’uomo conclude con l’insulto: “Si, clienti finocchi nel mio negozio non ne voglio“.

E per Tito, l’ultima botta. Viene spinto violentemente contro l’uscita dal proprietario omofobo, il quale poi chiude la porta con una cordicella.

Il negozio di Strada Nova a Venezia non è nuovo a discriminazioni

Tito ha voluto raccontare la sua storia sul web, pubblicando un post su Facebook che è stato subito condiviso da centinaia di utenti, migliaia sono le reazioni raccolte. Tito ha anche scritto di voler tornare tra qualche giorno al negozio con il suo ragazzo, mano nella mano. E vedere quale sarà questa volta il comportamento dell’uomo.

Nei commenti sotto al post si scopre inoltre che il negozio e il suo proprietario non sono di certo nuovi ad atti discriminatori di fronte a persone omosessuali. Tanti poi i messaggi di solidarietà e sostegno al ragazzo, mentre altri invitano a denunciare la discriminazione ad Arcigay e ai carabinieri per le percosse ricevute. In molti si dichiarano inoltri disponibili a sostenerlo attivamente quando andrà con il suo ragazzo a ritrovare l’uomo.

Credits: Ca’ Bibi Venezia

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2 comments

  1. Giulio Rispondi

    Quando si entra in un negozio, bisogna ricordarsi che si entra nella proprietà di altri e se, per una propria deteriore condizione particolare, si è sgraditi al padrone di casa, bisogna prenderne atto e agire di conseguenza, levando l’incomodo, mentre qui si vuole persistere a irritare e provocare la pazienza del padrone di casa, persona con gusti normali e particolarmente suscettibile
    se esposto ad atteggiamenti avvilenti e disonorevoli per ogni uomo degno di questo nome

  2. mcorbettaliveit Rispondi

    caro Giulio, io la penso diversamente. Un negozio è un’attività aperta al pubblico la quale non può discriminare. la definizione avvilente e disonorevole è il tuo punto di vista, ma non di tutti. Qui è stata violata la sola legge sulle pari opportunità.