Siamo ovunque: cosa aspettarci dalla Biennale queer e decolonizzata di Adriano Pedrosa

La 60. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia con 332 artisti, 30 eventi collaterali, e 90 paesi di cui 4 per la prima volta alla Biennale. E un nuovo modo di pensare l'arte.

ascolta:
0:00
-
0:00
Biennale Arte Venezia 2024 - Foreign Everywhere by Adriano Pedrosa
Biennale Arte Venezia 2024 - Foreign Everywhere by Adriano Pedrosa
3 min. di lettura

Si intitolerà Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere, il tema della 60. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, in esposizione alla Biennale dal 20 aprile al 24 novembre 2024.

Ad introdurla sono stati questo mercoledì il presidente uscente della Fondazione, Roberto Cicutto, e il curatore artistico della nuova edizione, Adriano Pedrosa, primo direttore artistico della Biennale Arte sud-americano e dichiaratamente queer.

Un’edizione che si pone – nelle parole di Cocciuto – come un “osservatorio privilegiato sullo stato del mondo attraverso l’arte e la cultura”, e dove la parola ‘straniero’ ha un significato più grande di quello che solitamente pensiamo.

Foreigners Everywhere (2005)
Foreigners Everywhere (2005)

Lo stesso titolo dell’esposizione trae direttamente ispirazione da alcune sculture al neon realizzate nel 2004 dal collettivo Claire Fontaine, che riportavano tutte le parole ‘stranieri ovunque’, scritte in lingue diverse. La frase è stata ripresa successivamente anche da un collettivo torinese per battersi contro xenofobia e razzismo in Italia. Come spiega Pedrosa, ovunque andremo incontreremo e saremo stranieri: “Sono/siamo dappertutto” dice il curatore “A prescindere dalla propria ubicazione, nel profondo si è sempre veramente stranieri”. Termine che per Pedrosa ha un’importanza specifica a Venezia: città di profughi romani, punto punto di ritrovo per snodi mercantili, con oltre 50.000 abitanti (ma anche 160.000 con la presenza dei turisti).

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da La Biennale di Venezia (@labiennale)

Un’edizione che accoglierà 332 artisti, 30 eventi collaterali, e 90 paesi di cui 4 per la prima volta alla Biennale: Repubblica del Benin, Etiopia, Repubblica Democratica di Timor Leste e Repubblica Unita della Tanzania.

La mostra si articolerà in due sezioni: il Nucleo Contemporaneo che accoglierà artisti stranieri, immigrati, espatriati, diasporici, émigrés, esiliati e rifugiati’ tra cui anche artisti queer, che avranno una sezione dedicata nelle Corderie e un’altra nel Padiglione Centrale, outsider che rimangono “ai margini del mondo dell’arte” insieme all’artista autodidatta e folk, e gli artisti indigeni con un murale esposto nel Padiglione Centrale realizzato da Mahku, collettivo brasiliano, fino all’installazione nelle Corderie del collettivo Maataho, provenienti direttamente da Aotearo e Nuova Zelanda.

Il Nucleo Contemporaneo avrà anche una sezione speciale intitolata Disobedience Archive, progetto di Marco Scotini che riflette sulla relazione tra arte e attivismo, che vedrà la partecipazione  di Juliana Ziebell, che ha lavorato anche all’architettura dell’Esposizione Internazionale, divisa nelle due sezioni Attivismo della diaspora e Disobbedienza di genere.

La seconda sezione, il Nucleo Storico, invece accoglierà opere del XX secolo provenienti da America Latina, Africa, Asia e mondo arabo,  in tre sale divise per tema: la sala dei Ritratti – che “rifletterà sulla crisi della rappresentazione dell’umano che ha caratterizzato gran parte dell’arte del XX secolo” con le opere di oltre 112 artisti, comprese tra il 1905 e il 1990 la sala delle Astrazioni – che accoglierà artisti indigeni Maori come Selwyn Wilson e Sandy Adsett – e la sala dedicata alla diaspora artistica italiana nel mondo, con 40 opere di 37 artisti di prima o seconda generazione.

Sono stati due i leitmotiv della selezione: “Il primo è il tessile, esplorato da molti artisti coinvolti, a partire da figure chiave nel Nucleo Storico, fino a molti autori presenti nel Nucleo Contemporaneo” spiega Pedrosa “Un secondo elemento è rappresentato dagli artisti – molti dei quali indigeni – legati da vincoli di sangue. Anche in questo caso la tradizione gioca un ruolo importante: la trasmissione di conoscenze e pratiche da padre o madre a figlio o figlia oppure tra fratelli e parenti”.

Come dice Pedrosa in un’intervista con Artribune, questa edizione è un ulteriore step in avanti per la Biennale, sempre più pronta ad aprirsi a nuove storie e voci che non siano esclusivamente occidentali. Accogliendo  una prospettiva intersezionale e stratificata, che guarda al futuro senza dimenticare quel passato ‘largamente ignorato’: “Spero solo che possano essere un’occasione di apprendimento e apertura a nuovi modi di pensare l’arte”.

Gay.it è anche su Whatsapp. Clicca qui per unirti alla community ed essere sempre aggiornato.

© Riproduzione riservata.

Partecipa alla
discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.

Trending

Alex Wyse in concerto

Alex Wyse contro i pregiudizi: “Siate liberi di essere ciò che siete. Nessuno può porci confini”

Musica - Emanuele Corbo 13.6.24
Sarah Paulson vince il suo primo Tony Award e celebra Holland Taylor: "Grazie, perché mi ami" (VIDEO) - Sarah Paulson e il dolcissimo post di auguri ad Holland Taylor - Gay.it

Sarah Paulson vince il suo primo Tony Award e celebra Holland Taylor: “Grazie, perché mi ami” (VIDEO)

Culture - Federico Boni 17.6.24
Dennis Gonzalez, il nuotatore artistico fresco di trionfo europeo che ha sconfitto anche l'omofobia - Dennis Gonzalez - Gay.it

Dennis Gonzalez, il nuotatore artistico fresco di trionfo europeo che ha sconfitto anche l’omofobia

Corpi - Redazione 13.6.24
Torino Pride 2024, i 150.000 volti della lotta intersezionale: ecco com'è andata - GALLERY - torino pride 2024 17 - Gay.it

Torino Pride 2024, i 150.000 volti della lotta intersezionale: ecco com’è andata – GALLERY

News - Francesca Di Feo 17.6.24
Erika Colaianni e la compagna Manuela si sposano

Erika Colaianni e la compagna Manuela si sposano! La proposta di matrimonio durante il concerto di Ultimo – video

Culture - Luca Diana 15.6.24
Serena Bortone chiude Chesarà in difesa del Pride e fa presagire un addio: ”Sono stata onorata di lavorare in questa grande azienda" (VIDEO) - CheSara - Gay.it

Serena Bortone chiude Chesarà in difesa del Pride e fa presagire un addio: ”Sono stata onorata di lavorare in questa grande azienda” (VIDEO)

Culture - Redazione 17.6.24

Hai già letto
queste storie?

Madonna e Chiesa Cattolica - "Cristo Queer", una rubrica di Gay.it a cura di Marco Grieco

Madonna “rifugio dei peccatori”, scomunicata tre volte: il suo rapporto incendiario con la Chiesa cattolica

Culture - Marco Grieco 5.4.24
Foto di Jamie Mccartney

Il Museo della Vagina include anche le persone trans*

Culture - Redazione Milano 18.1.24
BigMama Sangue Sono fiera della mia queerness

BigMama “Sono fiera della mia queerness, è un punto fondamentale della mia vita” – VIDEO

Musica - Mandalina Di Biase 8.3.24
5 pubblicità queer natalizie che non dimenticheremo: ecco perché

Le 5 pubblicità queer natalizie che non dimenticheremo

Culture - Emanuele Cellini 19.12.23
Cate Blanchett insieme a Coco Francini e la Dott.ssa Stacy L. Smith (Good Morning America)

Cate Blanchett a sostegno dellə cineastə donne, trans, e non binary

Cinema - Redazione Milano 19.12.23
2023: Le cose da portate con noi

10 cose che vogliamo portarci nel 2024

Culture - Redazione Milano 27.12.23
ARIA! di Margherita Vicario

Mani in ARIA! insieme a Margherita Vicario, ascolta il nuovo singolo dal film GLORIA! – VIDEO

Musica - Redazione Milano 28.3.24
disability pride milano 2024, programmi e orari

Disability Pride Milano 2024: il 15, 16 e 17 giugno

News - Gio Arcuri 11.6.24