Una lettera svela: Oscar Wilde amò una donna

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Lo scrittore ebbe una relazione eterosessuale con una ragazza americana.

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“Hattie adorata, mi rendo conto di essere assolutamente innamorato di te, e lo sarò per sempre”: il celebre Oscar Wilde scrisse questa lettera nel 1882.

L’identità della giovane e misteriosa Hattie fino a oggi non era mai stata svelata. Ora però Matthew Sturgis, in una nuova biografia in uscita il prossimo ottobre, è riuscito ad attribuire un cognome alla ragazza che fece innamorare Wilde (forse al Palace Hotel di San Francisco, allora l’albergo più grande del mondo dove Wilde era ospite).

Mai, in nessun’altra lettera Wilde si rivolse a una donna in questi termini: “Dell’America porto con me soltanto il ricordo di una persona le cui labbra sono come petali di rose d’estate, che ha il fascino di una pantera, il coraggio di una tigre e la grazia di un uccello”.

Si sarebbe trattato di un amore breve ma intenso: per dieci mesi l’autore del Ritratto di Dorian Grey girò gli Stati Uniti con un tour in cui attirò l’attenzione anche per l’abbigliamento (pantaloncini corti, lunghe calze di seta e capelli alle spalle). Wilde aveva 28 anni e, di ritorno a Londra, avrebbe combinato un matrimonio di facciata con una ricca irlandese soltanto per nascondere la sua appassionata relazione con Lord Alfeed Douglas (ed essere poi condannato per sodomia e atti osceni).

Lunghi capelli rossi e “lineamenti mascolini”, come scrive l’Observer che per primo ha diffuso la notizia. Ma chi era Hattie “la tigre”? Sturgis è sicuro di averla individuata: analizzando i documenti anagrafici del 1880, ha trovato una e una sola ragazza una ragazza che portava quel nome. E i dettagli tornano: Hattie Crocker era figlia di un magnate delle ferrovie, uno degli uomini più ricchi della città.

In una delle due conferenze che Wilde tenne alla Platt’s Hall, ci sono le prove della presenza dei Crocker. Oscar tenne banco parlando dell’“Estetica applicata alla vita casalinga di tutti i giorni” e le cronache raccontarono di uomini perplessi e donne rapite. Tra loro c’era anche Hattie?

Dopo aver visitato Oakland e Chinatown, San José e il Bohemian Club, Wilde ripartì in treno. Per il tour, l’impresario Charles E. Locke gli elargì ben 5mila dollari. Wilde non incontrò più la sua “tigre”. Sulla carta descrisse i suoi occhi bruni, mentre Hattie Crocker nel quadro ce li ha azzurri (una dimenticanza da poeta, scrive il biografo).

Hattie sposò un finanziere e si trasferì a New York. Viaggiò in Europa e morì a Parigi nel 1935, proprio nella città dove, a inizio secolo, si era spento Oscar.

Fonte: Corriere.it

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