Quando Fidel Castro chiese scusa ai gay per averli perseguitati e schiavizzati

È morto l'uomo fautore della rivoluzione del 1959: negli anni 60 e 70 attuò una forte repressione dei dissidenti considerati omosessuali.

fidel castro
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2 min. di lettura

Fidel Castro è morto ieri, 25 novembre 2016. Aveva 90 anni.

Leader carismatico e dalle molteplici contraddizioni, Fidel Castro conquistò il potere sull’isola di Cuba nel 1959, rovesciando la dittatura di Fulgencio Batista.

Tra le contraddizioni del suo operato, anche il comportamento nei confronti dell’omosessualità: che l’intolleranza verso la comunità LGBT sia un qualcosa di ascrivile alla destra è solo un luogo comune. I gay vennero fatti oggetto di vere e proprie persecuzioni da parte del líder máximo, raccontate poi nel film Prima che sia notte di Julian Schnabel. Molto interessante è anche la storia raccontata da Massimo Caprara, ex segretario di Palmiro Togliatti.

Caprara racconta che “le accuse nei Tribunali sommari rivolte ai controrivoluzionari vengono accuratamente selezionate e applicate con severità: ai religiosi, fra i quali l’Arcivescovo dell’Avana, agli omosessuali, perfino ad adolescenti e bambini”. Ad applicarle proprio Ernesto “Che” Guevara, che aveva ricevuto l’incarico provvisorio di Procuratore militare: bisognava reprimere con la forza le possibile forze oppositive alla rivoluzione.

fidel castro
Fidel Castro ed Ernesto “Che Guevara.

Nei primi mesi del 1960 viene aperto nella penisola di Guanaha un “Campo di lavoro correzionale” proprio da Guevara: seguiranno quelli di Arco Iris, Nueva Vida e Capitolo, nella zona di Los Palos (quest’ultimo costruito per i figli dei dissidenti). Gli omosessuali (o presunti tali) incarcerati in questi campi erano soprattutto attori, ballerini, “artisti”, anche se avevano partecipato alla rivoluzione. Le sevizie, racconta Caprara, erano atroci: “punizioni corporali, salire le scale con scarpe zavorrate di piombo, tagliare l’erba coi denti, venire immersi nei pozzi neri“. Sulla base di questi dettami negli anni successivi nacquero le Unità Militari per l’Aiuto alla Produzione, destinate proprio alla persecuzione dei gay.

Negli anni successivi viene aperto il “Nueva Carceral de la Habana del Est”, che ospita omosessuali dichiarati o meno (sempre in base a supposizioni: è questa la storia raccontata in Prima che sia notte, che racconta la storia del poeta dissidente Reinaldo Arenas). Le condizioni erano atroci: i dissidenti erano costretti a vivere in celle di 6 metri per 5 e si arrivava ad essere anche in 42 in una sola stanza. Secondo Amnesty International, più di 100.000 cubani sono stati imprigionati nei campi di lavoro; sono state assassinate dal regime circa 17.000 mila persone in modo certo.

Solo sei anni fa, nel 2010, Fidel Castro chiese scusa agli omosessuali per averli perseguitati. “Se qualcuno è responsabile, sono io. Non darò la colpa a nessuno”, dichiarava Castro al quotidiano messicano La Jornada. “Personalmente non ho pregiudizi. L’aver inviato tutti quegli omosessuali nei campi di lavoro forzato è stata una grande ingiustizia“.

Il riscatto è arrivato attraverso la figlia di Raul CastroMariela Castro Espìn, psicologa di 47 anni: la donna capeggia la lotta contro la discriminazione della comunità LGBT, con particolare focus sui diritti transgender. L’omosessualità è stata depenalizzata a Cuba tra il 1979 e il 1986 e il primo Pride si è tenuto all’Avana solo 8 anni fa.

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Moro Mauro 27.11.16 - 11:20

Quello che Fidel Castro ha fatto alle persone omosessuali cubane è inaccettabile e non può essergli perdonato. Sotto questo specifico aspetto (anche se non sotto molti altri) egli ha avuto un comportamento del tutto simile a un Hitler o a uno Stalin; c'è però una differenza, rispetto a questi ultimi, che consiste nel fatto che Castro a un certo punto ha interrotto le persecuzioni, ha capito l'enorme errore e ha saputo scusarsi: se ciò non lo assolve dai crimini commessi in precedenza, ne riscatta almeno in parte (sottolineo: in parte) la persona. Che le persecuzioni e/o le discriminazioni verso le persone omosessuali non siano un'esclusiva dell'estrema destra mi pare evidente: non si spiegherebbe, altrimenti, quanto hanno fatto Castro e Stalin e nemmeno (in tema di discriminazioni senza persecuzione) l'identico moralismo che, nell'italia del secondo dopoguerra e almeno fino agli anni '70, ha accomunato DC, PCI e destre nell'emarginare gli omosessuali. Io credo che le persecuzioni, l'emarginazione e le discriminazioni nei nostri confronti provengano da schieramenti molto diversi, spesso addirittura agli antipodi l'uno dell'altro, ma accomunati da un denominatore: l'estremismo e l'integralismo, non importa se di destra, di sinistra o, in particolare negli ultimi anni, di stampo religioso da parte di moltissime credenze (soprattutto da parte di frange più o meno ampie delle tre religioni bibliche).

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    E pperò 27.11.16 - 12:14

    una tesi interessante,perchè il fanatico non approfondisce le culture che sono il suo bersaglio;come un neofascista accomuna trans e gay, lo jihadista non capirà mai la bellezza di una vergine delle rocce (il dipinto di Da Vinci) perchè nel suo libro sacro c'è scritto che le icone religiose sono bestemmia.

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E pperò 26.11.16 - 16:06

ah,è morto?poveretto.bhe per forza che ci perseguitava,negli anni '50 la dirigenza comunista era a Mosca.gli ci è voluto un po' per capire,ma ha chiesto scusa.peccato...

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Giovanni Di Colere 26.11.16 - 13:35

Ottimo articolo che rappresenta le cose come sono. A sinistra su Cuba, come prima sui regimi comunisti dell'est, c'è stata ipocrisia a tal punto che un ministro della Repubblica Italiana dei comunisti italiani, Oliviero Diliberto ministro della giustizia, definì Cuba la terra del diritto e della giustizia. Detto tutto. Una pagina nera nella storia del nostro Paese una vergogna nell'Europa dei diritti. Le scuse di Fidel io non le ho mai accettate anche perché coprivano Che Guevara che organizzò delle battute di "caccia ai Maricones", gli omosessuali. Le ideologie, tutte, totalitarie, che siano fascismo o comunismo hanno sempre e comunque violato i diritti umani compiendo orrori contro il genere umano. E sia chiaro: a Cuba ancora oggi gli omosessuali sono perseguitati in base a un codice penale che lascia l'arbitrio al giudice, membro del partito unico e nominato da questo, di valutare la sua omosessualità come contraria alla morale dello Stato. Molte professioni e attività tipicamente gestite da omosessuali sono state vietate per legge. E' ancora una dittatura.

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