Alimentazione nella transizione: che ruolo ha?

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Le buone pratiche da seguire in un percorso di riattribuzione di genere

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L’esperienza di vita che certe persone vivono sulla propria pelle, quella della riattribuzione di genere, mi ha sempre incuriosito. Specificamente, vedere i prodigi del corpo umano durante la terapia ormonale. Allora, in quanto food writer mi sono domandato: che ruolo ha l’alimentazione nella transizione, se ce l’ha?

Com’è noto, ogni individuo ha una risposta metabolica diversa all’assunzione degli alimenti, non è solo una questione matematica di calorie o grassi ingeriti come si credeva fino a qualche tempo fa. Gli ormoni prodotti dal nostro apparato endocrino hanno una parte fondamentale nell’alimentazione, perchè alcuni di essi hanno un’azione lipogenetica – di accumulo di grassi – mentre altri un’azione lipolitica – di consumo di grassi.

Alimentazione nella transizione: buone praticheLa terapia ormonale sostitutiva cui si debbono sottoporre gli individui che iniziano un percorso di transizione ha l’obiettivo di ridurre i livelli degli ormoni endogeni, nonché la sostituzione degli ormoni sessuali con quelli del sesso riassegnato. Come conseguenza desiderata, si ha l’adeguamento dei caratteri sessuali secondari al genere d’orientamento.

Sul web e nei canali d’informazione dedicati si trova poco o nulla circa l’esistenza di una letteratura scientifica che valuti il ruolo dell’alimentazione nel caso specifico delle transizioni FtoM (da genere femminile a genere maschile) e MtoF (viceversa). Così ho deciso di chiedere a Monica Romano, esperta di variabilità di genere e donna transgender.

“Più che una vera e propria letteratura scientifica sul tema, sicuramente ci sono delle buone pratiche che i medici consigliano di rispettare per quanto riguarda l’alimentazione nella transizione”. “Il fegato e l’apparato cardiocircolatorio“, continua Monica, “sono l’organo e il sistema che vengono più sovraccaricati durante la terapia ormonale, così i consigli di massima che vengono dati a chi inizia il trattamento sono quelli che vengono dati anche ad altre categorie di persone: evitare i cibi troppo elaborati, i fritti, i condimenti grassi, e consumare il più possibile frutta e verdura. E ovviamente, fare tanto movimento e mantenere uno stile di vita salutare”.

Ma ci saranno differenze specifiche sui consigli nutrizionali dati a chi fa un percorso MtoF rispetto a chi fa il percorso inverso? “Agli individui che effettuano una transizione verso il genere maschile, in genere, viene consigliato di consumare più carne rossa, onde aumentare la massa muscolare”, mentre coloro che hanno vissuto il percorso di Monica possono seguire diete anche meno proteiche.

Ho un ultimo dubbio. Una terapia ormonale può determinare l’insorgenza di desideri o necessità di cibi particolari, che prima della cura non erano particolarmente bramati? Monica dice che nella sua esperienza personale non ha notato nuove voglie alimentari, ma che sicuramente ha dovuto limitare il consumo di dolci, che già amava, perché con l’assunzione di estrogeno possono trasformarsi più facilmente in massa adiposa!

 

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