GAY, RICCHI E COCCOLATI

Il Private Banking è in crescita esponenziale, e le banche fanno a gara per accparrarsi i clienti. I più ricercati? I gay, naturalmente. Quando i soldi fanno la differenza…

Nonostante i segnali di ripresa sull’economia americana e mondiale si facciano sempre più importanti e realistici, i mercati azionari continuano a vivere momenti difficili sotto le pressioni delle tensioni politiche internazionali e delle incognite societarie.

Soprattutto le difficoltà di grosse aziende di ogni settore ed il nascere di nuovi scandali paralleli all’ormai tristemente famoso caso "Enron" stanno pesando come macigni sulle quotazioni dei titoli.

E proprio la sfiducia nelle società innesca nel popolo dei borsini la voglia di vendere azioni e di parcheggiare i propri risparmi su posizioni più liquide e sicure.

Ormai risulta difficile anche il trading giornaliero, e le speculazioni non attecchiscono più come nei tempi dell’euforia.

La paura della gente è un problema che potrà essere scacciato molto lentamente ed attraverso concrete certezze che il peggio sia veramente alle spalle.

Forse una manovra di rialzo tassi da parte della Fed, sebbene possa creare un momentaneo sbandamento sui mercati, potrebbe davvero convincere tutti quanti che l’economia sta andando forte e che c’è addirittura la necessità di contenerla perché la sua crescita non sia deleteria.

Per il momento però, il grande guru tace….

LA LENTE DI INGRANDIMENTO

Gia tempo addietro abbiamo evidenziato la crescita esponenziale del private banking, e cioè di quella personalizzazione del servizio finanziario (e non solo) che le maggiori istituzioni creditizie creano per i clienti più facoltosi.

Ebbene, il trend è indubbiamente ancora in fortissima ascesa (secondo Merrill Lynch l’85% delle famiglie italiane milionarie non ha tuttora un private banker) e le principali banche fanno a gara per accaparrarsi il maggior numero di clienti costituendo addirittura delle strutture separate al loro interno, proprio per garantire una più alta specializzazione e personalizzazione dei servizi.

Tutto questo appare evidente visto l’alto ritorno che questo segmento offre in termini reddituali e dato che nonostante i clienti "Vip" siano pochi rispetto alla massa, detengono grosse fette nella torta dei risparmi globali.

Di qui la necessità di coccolarli di più, corazzandoli dall’attacco agguerrito di altri operatori.

Anche il mondo gaio è abbastanza interessato al settore private in relazione agli elevati standard di ricchezza storicamente propri dell’omosessuale medio.

Di sicuro data l’importanza del segmento per le istituzioni finanziarie, i servizi offerti risultano qualitativamente buoni e rivestono anche la sfera personale oltre a quella puramente patrimoniale; tuttavia occorrerà del tempo prima di poter valutare a tutto tondo la reale valenza di questa offerta differenziata.

In ogni modo credo che non cambierà molto rispetto al passato visto che ancora determinanti per i risultati saranno le capacità tecniche, relazionali e professionali degli operatori, ed i servizi accessori avranno forse bisogno di un po’ di anni prima di essere assorbiti dal vivere quotidiano.

Ritengo che i banchieri debbano lavorare di più sulla preparazione dei loro dipendenti evitando la politica degli alti profitti a tutti i costi e dei budget oppressivi; questo significherebbe vera crescita qualitativa e reale interesse del cliente.

di Sirio Belli