Marina Rei: “Io, la musica, la tv e le leggende sul mio carattere”

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"Non ho intenzione di condizionare la mia vita artistica rispetto ad una apparizione televisiva. Sanremo? Chissà.."

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Non crede nella condivisione forzata, non ama parlare di gossip e non nasconde di avere un ‘caratterino’ niente male. Marina Rei è tornata, o forse non se ne è mai andata, a fare la cosa che le riesce meglio: suonare dal vivo. Infatti, da poche settimane, è partito ‘Canzoni contro la disattenzione’, un nuovo tour assieme all’amico Paolo Benvegnù dove i due cantautori più raffinati del panorama musicale italiano si esibiranno in un concerto di esposizione della memoria, di disobbedienza verso la disattenzione e di gioiosa appartenenza, che si snoderà tra brani inediti, riletture di classici della canzone italiana e momenti più significativi dei rispettivi repertori.

Non c’è estate dove non è in tour. Le vacanze estive proprio non le piacciono, vero?

Presumo che una vacanza si possa fare in ogni momento dell’anno, o sbaglio? Da sempre mi preme di più il mio lavoro, ma non rincorro l’estate per questo, suono quando è il momento disconoscendo priorità stagionali.

Questa volta sarà un tour speciale in compagnia di Paolo Bevegnù. Com’è nato questo nuovo progetto?

Con Paolo c’è un legame affettivo, artistico e di enorme stima reciproca che dura da anni. È iniziato tutto quando decisi di interpretare il suo capolavoro “Il mare verticale”. In quell’occasione ebbi la fortuna di conoscerlo e da lì abbiamo condiviso il palco dello storico Festival Italia Wave, abbiamo scritto “Nei fiori infranti”, provato alcuni set live, fino a riprometterci che un giorno saremmo andati in tour insieme. E quel giorno finalmente è arrivato.  

‘CANZONI CONTRO LA DISATTENZIONE’. Pensa davvero che la musica possa tornare ad essere inclusiva come un tempo? 

Questo progetto nasce proprio per dare importanza alla parola. Ecco perché la scelta del titolo, e di una scaletta che cercherà di focalizzare l’attenzione su di essa scegliendo alcuni brani importanti della canzone d’autore Italiana. La musica deve avere un peso specifico di un certo rilievo, non può essere un diversivo, ma una occasione di attenzione per l’appunto.

Il suo ultimo singolo ‘Portami a ballare’ uscì due anni fa. I suoi fan reclamano un nuovo album..

Quella canzone fu un regalo ad un amico caro e onestamente non la catalogherei rispetto a nessuna uscita. Sto lavorando al nuovo disco da tanto tempo e credo che, proprio per il rispetto che ho verso chi mi segue da anni, dietro ogni canzone debba esserci un grande cura, per esserne felice e per lasciare poi delle belle sensazioni a chi ascolta. 

E non ha paura che tutto questo silenzio possa disorientare il suo pubblico?

Assolutamente. Il silenzio è preziosissimo. Credo di essere fortunata per questo.

In fondo c’è chi dice che il proprio pubblico vada coltivato giorno dopo giorno..

Non credo ci sia un decalogo che stabilisca delle regole comportamentali. A dispetto di molti che scelgono costanti apparizioni mediatiche, io preferisco lasciar parlare ‘e apparire’ la musica. Ecco perché sono molto spesso in tour. Il mio lavoro è la musica, e da musicista sento la necessità di esprimermi su un palco con gli strumenti. Per quel che mi riguarda è il modo migliore per coltivare il mio pubblico che dopo tanti anni è abituato a conoscermi così. E lo amo per questo.

Ad ascoltarla attentamente sembra molto cambiata rispetto alla Marina di ‘Un inverno da baciare’. 

Grazie al cielo aggiungerei. Una persona cresce, cambia e si trasforma naturalmente, nella vita privata così come in quella artistica. Si va avanti per fortuna, ponendosi di volta in volta degli obiettivi diversi. Mi piace pensare di poter migliorare, amo imparare, crescere, diventare grande. Si passa attraverso se stessi e le proprie esperienze, si cade e ci si rialza, questo è il senso della vita. Ecco quindi che il passato artistico diventa una parte importante del proprio percorso senza il quale non si arriverebbe a chi siamo oggi. 

Le manca quella continua esposizione mediatica che la musica garantiva agli artisti?

Sicuramente negli anni sono cambiate tante cose. Non ci sono più quegli spazi musicali che permettevano agli artisti di presentarsi suonando dal vivo le proprie canzoni. Questo è un vero peccato. Ora i dischi si presentano andando in tour, di fronte alla gente. Un po’ come si faceva tanti anni fa. 

Qualche tempo fa si parlava di una band tutta al femminile composta da lei, Paola Turci e altre colleghe. Poi?

In verità non ne sapevo nulla..

Paola Turci, grazie all’ultimo Festival di Carlo Conti, ha avuto una seconda rinascita. Lei ci pensa mai a tornare su quel palco?

Magari un giorno accadrà, chissà. Quello che posso dirle è che non ho intenzione di condizionare la mia vita artistica rispetto ad una apparizione televisiva. Né scriverò canzoni per accontentare, ma per emozionare.

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