Portrait de la jeune fille en feu apre il festival In & Out di Nizza

Il vincitore della Queer Palm premiato a Cannes scelto per inaugurare la cinerassegna nizzarda alla presenza della regista Céline Sciamma.

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Ieri sera era quasi piena la sala grande del cinema Le Rialto di Nizza per l’inaugurazione del festival queer In & Out. L’occasione per i cinefili era ghiotta: la proiezione di Portrait de la jeune fille en feu, premiato a Cannes per la migliore sceneggiatura e vincitore della Queer Palm, seguito da un dibattito con la regista Céline Sciamma.

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Un film molto diverso dai precedenti per la regista dei dinamici Tomboy e Naissance des pieuvres, assai rigoroso e cesellato nei minimi particolari. Siamo nel 1770. La pittrice Marianne (Noémie Merlant) viene ingaggiata da una contessa (Valeria Golino) affinché realizzi in un bastione-fortezza bretone un ritratto alla figlia Héloïse (Adèle Haenel) da inviare al pretendente milanese che non ha mai visto. Ma lei non ne vuole sapere, ci ha già provato inutilmente un altro pittore, per cui Marianne dovrà fingersi dama di compagnia e dipingere di nascosto il quadro a memoria.

La relazione passionale tra le ragazze carbura molto lentamente al punto che solo a un quarto d’ora dalla fine s’infiamma la tensione lesbica. La regista Sciamma mescola abilmente elementi del melò romantico col gotico settecentesco (la sorella di Héloïse morta suicida gettandosi da una scogliera). Anche se a tratti sembra un manifesto programmatico femminista – non appare alcun uomo se non all’inizio e alla fine del film – la Sciamma denuncia la condizione femminile dell’epoca (matrimonio imposto, la domestica che abortisce clandestinamente, i quadri firmati col nome del padre) senza farne una battaglia ideologica a priori, e anche questo è un gran pregio del film. Bravissime le protagoniste, non solo cromaticamente complementari (bruna e bionda, timida ed estroversa) ma capaci di generare un’empatia solidale sincera che buca lo schermo. Da segnalare la magnifica fotografia di Claire Mathon, la stessa del cult gay Lo sconosciuto del lago.

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C’è anche una citazione esplicita di Jane Campion: tela e tavolozza alla deriva all’inizio del film come il pianoforte in Lezioni di Piano.

Scena bellissima: un gruppo stregonesco di donne canta intorno al fuoco “Fugere non possum” (“Non posso fuggire”) e poco dopo s’infiamma il vestito di Héloïse: “Abbiamo iniziato a girare la scena alle sette di sera e abbiamo finito alle cinque del mattino – racconta la regista – e ci siamo immersi in questo onirismo, questo immaginario della strega. Ho ascoltato molte canzoni bretoni, al punto che meriterei un dottorato in musica bretone. Per il vestito abbiamo inserito un meccanismo che al momento avrebbe generato la fiamma. C’erano persino i pompieri!”

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Portrait de la jeune fille en feu uscirà in Italia per Lucky Red durante l’autunno.

 

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