PROFESSIONE…ALZATORE

Ecco cos’è un ‘Fluffer’, figura indispensabile nei film pornogay. In un’intervista, Damian si racconta: "Eccito i pornodivi, e mi pagano pure bene". Ma dietro le quinte nascono invidie.

Alcuni gay avranno avuto il loro primo impatto con il termine "fluffer" forse con l’uscita dell’omonimo film. Ambientato nell’industria del porno, è essenzialmente la storia molto ben scritta, di un amore non corrisposto.

Ma ciò che attira la curiosità di molti è sapere esattamente cosa è un fluffer.

Dopo aver visto il film e aver interrogato un paio di amici, che magari vi avranno risposto con il classico "Ma come? davvero non lo sai?" alcuni di voi l’avranno ormai capito. Il fluffer è il ragazzo che fornisce una stimolazione sufficiente per permettere a un attore porno di dare il meglio di sé non appena la macchina da presa comincia a girare.

Per chiarire in cosa consiste il lavoro del fluffer, la cosa migliore è farselo raccontare da uno di loro. Ma non è così facile: sarebbe assolutamente fuorviante pensare che il mondo del porno è pieno di esibizionisti egocentrici che non aspettano altro che aprire la bocca e raccontare tutto di sé e dell’ambiente. Sbagliatissimo. Soprattutto se si commette l’errore di dimenticare che tutto è business. Comunque, dopo sospettosi interrogatori sul tipo di intervista che si intende fare, e richieste di denaro degne di dive super-pagate, ecco che la ricerca ha avuto esito positivo. Luci, camera, azione! Damian, fluffer delle star, è pronto per il suo primo piano!

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L’inizio è d’obbligo: ti piace fare il fluffer?

Certo che mi piace. Me la spasso con gli uomini per uno stipendio. Ho le mie soddisfazioni. E loro hanno le loro. Così ognuno è contento. In più vengo pagato, e anche piuttosto bene. E’ una situazione ideale. A quale gay non piacerebbe?

Cosa comporta il tuo lavoro?

Io scendo in campo quando la "star" [dice questa parola con grande disdegno] non è in tiro. Ho una serie di giochini ai quali posso fare ricorso. Qualche volta è facile, e basta che io gli stia davanti completamente nudo per farglielo drizzare, cosa che, devo dire, è molto lusinghiera per il mio ego. E’ una posizione di potere. Altre volte, però, devi tirare fuori le armi più pesanti: un po’ di discorsi sconci, un po’ di lavoro di mano o magari di bocca. Però questo mi fa incazzare: se questi ragazzi non riescono a fare il loro lavoro efficacemente, allora perché sono delle "star"? Secondo me non ha senso.

Ma questo è il brutto di fare il fluffer: sei sempre il cantante di supporto, mai il leader.

E’ questo che mi urta dell’industria del porno. Puoi farti il culo, ma non otterrai mai il riconoscimento che meriti. E’ proprio ingiusto. Voglio dire, sono carino come chiunque lì fuori, no? Ho tutto l’equipaggiamento a posto. Conosco tutte le mosse. Come mai non mi viene mai data la possibilità di mostrare quello che so fare? Perché non mi viene offerto un film per conto mio?

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Ma se credi che il porno sia così ingiusto, perché continui a lavorarci?

Io vivo e respiro di questo lavoro. Alla fine non puoi fare altro. Ti consuma. Ma in un senso buono. Tutti i miei amici sono in questo ambiente e ho avuto anche delle relazioni piuttosto lunghe con persone che ci lavorano. Non tutti ci si trovano male.

di Gay.com UK