Vittorio Feltri elogia il Congresso delle Famiglie: ‘Ogni testa di rapa è nato da rapporto uomo – donna’

Dalle pagine di Libero Quotidiano, Vittorio Feltri pubblica una lettera in cui elogia il Congresso delle Famiglie di Verona.

vittorio feltri
2 min. di lettura

Naturalmente, anche Vittorio Feltri ha dovuto dire la sua sul Congresso delle Famiglie, a due giorni dalla sua apertura a Verona. Difendendo l’evento, il giornalista non ha perso occasione per definire teste di rapa o invasati tutti coloro che denunciano la natura del Congresso da oltre un mese. Aprendo però al fatto che ci possono essere delle alternative al rapporto uomo e donna. A motivare le sue offese, è il fatto che ognuno di noi è nato dall’unione (sentimentale e/o fisica) di un maschio e una femmina, e per questo motivo non trova l’evento tanto deplorevole.

Ma se fosse realmente come dice lui, non ci sarebbe motivo di discutere. I problemi, infatti, sono molto peggio di quelli riguardanti una semplice famiglia tradizionale. Se così fosse, nessuno può negare che il rapporto uomo – donna sia alla base della procreazione. Ma quando si inizia a parlare di limitazioni all’aborto, misoginia e famiglie contro-natura, le teste di rapa e gli invasati, come dice Vittorio Feltri, iniziano la loro battaglia.

Tra qualche giorno a Verona si svolgerà un convegno internazionale sulla famiglia da riportare, secondo i partecipanti, nell’alveo della tradizione. Non mi sembra una iniziativa deplorevole. Visto che qualsiasi testa di rapa in circolazione è venuta al mondo in virtù di un rapporto intimo tra un uomo e una donna di tipo ovviamente classico.

L’ambiguità di Vittorio Feltri nel “sostenere” contemporaneamente la comunità LGBT e il Congresso

A confondere è proprio l’idea di Vittorio Feltri nella sua lettera pubblicata su Libero Quotidiano. Se un attimo prima accoglie anche la possibilità che a qualcuno piaccia avere rapporti sessuali con persone dello stesso sesso, subito dopo sostiene che non c’è un’alternativa al coppia maschio – femmina. E se in questa riga della sua lettera conferma che non ha giudizi negativi sulla comunità LGBT, in quella successiva attacca coloro che contrastano le destre mondiali che appoggiano la famiglia naturale.

Ammetto che le lodate unioni ortodosse spesso sono sede di nefandezze, violenze su minori, liti vergognose tra sposi, incapacità di allevare fanciulli in modo decente. Tutto vero e ricorrente. Ciò non toglie che una alternativa alla relazione spontanea tra maschio e femmina non è ancora stata trovata poiché non esiste e difficilmente sarà escogitata in futuro.

Ma ne ha per tutti, Vittorio Feltri. Anche per Susanna Camusso. L’ex segretaria generale della CGIL il 30 marzo sarà a Verona, con gli iscritti del suo sindacato,  per sostenere la comunità LGBT e gli ideali da Medioevo del Congresso. E per questo sostegno, il giornalista ridefinisce la natura dell’associazione:

In sostanza i rappresentanti dei lavoratori rossi diventano gay e transessuali. Contro i quali non nutriamo un sentimento negativo, riconoscendogli il diritto di scopare con chi vogliono, semplicemente riconosciamo lo stesso diritto a chi proclama di preferire l’amplesso con qualcuno di sesso opposto e si schiera a favore della famiglia millenaria che ha generato l’umanità.

Infine, per l’ultima botta torna proprio alla comunità LGBT.

Tra l’altro si dà il caso che nessuno ha mai inscenato un corteo avverso i gay. E non si comprende perché, invece, costoro critichino pubblicamente gli eterosessuali intramontabili che stanno nel loro brodo e non desiderano contaminarlo.

In pratica, perché i gay si scaldano tanto e manifestano, quando gli altri non lo hanno mai fatto? Vittorio, ricordi per caso i vari Family Day, le Sentinelle in Piedi, le contro-manifestazioni e i rosari organizzati in vista dei Gay Pride?

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Franzc Dereck 27.3.19 - 14:47

Insomma questo signore di una certa età " ci" concede di avere rapporti intimi nel chiuso di una " dark-room"; ma al momento che pretendiamo di avere la stessa dignità di tutti gli altri cittadini che pagano le stesse tasse e contribuiscono al benessere della Nazione , pagando anche per le famiglie tradizionali e non avendo gli stessi diritti , no , a quel punto il discrimine sta nel mero atto meccanico della procreazione. Come se il nostro 4-5 % potesse pesare sulla estinzione della Società.

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