AL ROGO LA CULTURA GAY

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Un incontro di scrittori omosessuali a Verona suscita le ire degli integralisti cattolici, che protestano contro i patrocinio concesso dalla Circoscrizione. Solidarietà dagli altri circoli gay.

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VERONA – Persino la cultura suscita le ire degli integralisti cattolici veronesi. Ad alzare il polverone, è stato giovedì scorso, l’incontro intitolato “Letteratura di notte, scrittori gay a Verona” organizzato dal Circolo Pink e patrocinato dalla Prima Circoscrizione. L’associazione Famiglia e Civiltà si è subito mobilitata e così venerdì mattina Palmarino Zoccatelli, presidente dell’associazione Famiglia e Civiltà, e Maurizio Grassi, consigliere della Prima Circoscrizione, hanno fatto una conferenza stampa presso il Comune di Verona per protestare contro il patrocinio dato. Durante la conferenza stampa hanno diffuso due volantini, uno indirizzato al Vescovo di Verona e ai consiglieri comunali, e un secondo volantino in cui si afferma che il patrocinio costituisce un tentativo da parte di “sinistre e circoli omosessualisti” di «vendicarsi della sonora sconfitta del 1995» e «di ottenere dalla maggioranza di Centro-Sinistra guidata da Paolo Zanotto, nel frattempo insediatasi in Municipio, il riconoscimento al loro immorale modello di vita».
Si scandalizzano, gli integralisti cattolici, che la presidente della Prima Circoscrizione, Luisa Caregaro in Guarienti (Margherita), abbia personalmente votato in favore di un’iniziativa che ha visto come protagonisti alcuni «scrittori sodomiti, chiamati a parlare in quanto tali».
Il Circolo Pink di Verona, promotore della iniziativa, rifiuta di considerare Palmarino Zoccatelli o Maurizio Grassi interlocutori con cui parlare: «Per costruire un percorso di cittadinanza – affermano dal circolo – ci vogliono interlocutori che credono che i diritti non sono prerogativa di una maggioranza che li usa a propria discrezione».
Solidarietà al circolo veronese giunge dal Coordinamento Associazioni Gay e Lesbiche Venete, con in testa i Circoli “Pianeta Urano” – Arcigay Verona e Arcilesbica Verona, il Circolo “Tralaltro” di Padova, il CODS Veneto e il Pasolini Veneto, che considera la conferenza stampa ed i volantini “vere e proprie minacce alla cultura e alla libertà d’ espressione della comunità omosessuale veronese”.
«L’attacco contro qualsiasi tipo di cultura – dichiara Zeno Menegazzi, presidente di Arcigay Verona – e contro chiunque faccia cultura, è una cosa gravissima. Basti ricordare come uno dei primi atti del nazismo fu bruciare in piazza i libri saccheggiati dentro l’Istituto Scientifico Internazionale di Magnus Hirshfeld, pioniere del movimento omosessuale».
Purtroppo la città di Verona non è nuova a episodi che vedono protagonista l’integralismo cattolico omofobo e intollerante, che più volte ha unito la sua voce a quella di organizzazioni fasciste come Forza Nuova. Non sono ancora state cancellate, ad esempio, le mozioni del 1995, approvate dal centro-destra, con cui si impegnava l’ Amministrazione Comunale a rigettare le risoluzioni del parlamento europeo sulla parificazione delle coppie omosessuali (risoluzioni che si sono ripetute nel tempo fino ai giorni scorsi).
Anche per dare un segnale diverso, il Coordinamento invita il sindaco Paolo Zanotto ed i consiglieri comunali della città a non farsi intimidire dalle provocazioni degli integralisti cattolici: «Anche l’opposizione di destra a Verona – conclude Rosa Vitale, presidente Arcilesbica Verona – dimostri di non essere ostaggio di gruppuscoli di fanatici che rappresentano una parte ultraminoritaria della società».

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