Gli artisti del Papa rappresentanti italiani al Gay Circus

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I quattro equilibristi che con le loro nudità si sono esibiti davanti al papa, suscitando le ironie del web, sono anche gli unici italiani del Gay Circus spagnolo....

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Si dice che all’approssimarsi del Natale tutti diventano più buoni. In Vaticano probabilmente diventano anche più distratti, è il caso di dire. Perlomeno a giudicare da quello che è successo da quell parti per l’ultima udienza generale del Papa. In quell’occasione qualcuno ha infatti pensato di allietare il clima natalizio convocando quattro acrobati pluripremiati in diversi festival circensi in tutto il mondo: i fratelli Pellegrini. Numerose foto hanno fatto presto il giro del web dando perenne memoria ad Andrea, Ivan, Ernaldo e Natale Pellegrini, i quattro equilibristi chiamati per la gioia del Pontefice ma i cui nomi circolano già da tempo, anche e non solo per il loro fisico statuario (da notare lo strip iniziale, parte integrante del loro show).

L’ostentazione di fisicità in un’udienza papale ha fatto discutere, sghignazzare perfino. Ciò che è davvero simpatico notare, però, è che i fratelli Pellegrini sono stati gli unici artisti selezionati per rappresentare l’Italia al Gay Circus di Barcellona. Il Gay Circus è stato uno spettacolo messo insieme un paio di anni fa in Spagna, e che ebbe un grande successo proprio perchè proponeva spettacoli circensi a misura di gay: non c’erano gruppi di artisti misti uomo/donna e ogni numero doveva avere una buona dose di sensualità gay, dei risvolti omosessuali o magari omoerotici, che talvolta potevano anche sfiorare la provocazione.

Possibile che, fra tanti artisti circensi presenti in Italia, siano stati scelti proprio i quattro chiamati a tenere alta la bandiera dell’Italia nell’unico spettacolo dichiaratamente rivolto al pubblico gay della storia del circo? E senza che nessuno abbia spulciato il loro curriculum o abbia avuto niente da ridire? La svista è piuttosto singolare, ancor più alla luce della posizione ufficiale del Vaticano su certi temi – costantemente ribadita e mai mutata nemmeno di una virgola. E poi, ecco lì, l’apertura involontaria di papa Ratzinger: portare in Vaticano lo stesso spettacolo messo in scena al Gay Circus spagnolo.

Le presenze ufficiali ai grandi eventi in Vaticano sono una spina nel fianco della gerarchia. Il caso dei fratelli Pellegrini si aggiunge infatti all’ospitata – questa volta volontaria – dell’icona lesbo Deborah Anne Dyer, meglio nota come Skin, che sarà presente per la seconda volta al concerto di Natale. La voce degli Skunk Anansie non ha mai fatto mistero della sua sessualità alternativa, fin dagli esordi, tant’è che in diversi brani e video del gruppo non sono mancati omaggi dichiarati alla comunità lgbt. In una storica intervista Skin disse chiaro e tondo che di lei i giornalisti potevano permettersi di dire di tutto, ma non che fosse eterosessuale.

Lesbica che torna, gay che se ne vanno. Tiziano Ferro non partecipa al concerto vaticano dal 2001, ma non aveva fatto ancora il suo coming out, ben più recente. Renato Zero vi partecipò nel 2005, ma tutt’oggi afferma di preferire le donne. Venne invitata Anna Tatangelo nel 2008, quando cioè partecipò a Sanremo col brano "Il mio amico", omaggio al suo parrucchiere gay. Per i cerimonieri vaticani certi artisti sono soltanto nomi. Ai gay italiani, invece, le loro esibizioni davanti al pontefice suonano come grottescamente ironiche. Come l’arrivo di questi particolari Pellegrini in San Pietro.

di Valeriano Elfodiluce

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