Pacs? Dico? Cus? No, DiDoRé!

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DIritti e DOveri di REciprocità dei conviventi. E' la nuova sigla per la proposta di legge sulle coppie di fatto, anche gay. Si apprestano a lanciarla i ministri...

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In un’intervista di Aldo Cazzullo a Renato Brunetta e pubblicata oggi sul Corriere, emerge qualche dettaglio in più sulla proposta di legge annunciata dal ministro della Funzione Pubblica e dell’Innovazione e redatta insieme al suo collega per l’Attuazione del programma Gianfranco Rotondi.

Ad iniziare dal nome: DiDoRe, o DiDoRé come lo pronuncia lo stesso ministro. L’acronimo sta per "diritti e doveri di reciprocità dei conviventi", e indica un quadro di nuovi diritti (e doveri, appunto) individuali fino ad oggi non espressamente previsti dai codici. Quali? Nell’elenco che fa Brunetta ci sono: il diritto di visitare e accudire il partner in caso di malattia; il diritto ad essere il rappresentante del proprio partner in caso di decisioni fondamentali come la donazione degli organi, i dettagli del funerale, e, in generale, le decisioni sulla salute; la successione nel contratto di locazione. I doveri? Gli alimenti, dice Brunetta.

Il ministro, fra i più graditi dai cittadini secondo tutti i sondaggi, precisa che «Da buon laico, non voglio uno Stato che si infili in camera da letto e guardi sotto le lenzuola. Se due persone decidono di vivere insieme — non mi interessa se vadano a letto o no, se siano etero o omo; purché si scambino affettività e solidarietà —, credo possa essere considerato positivo».

Ma non ci sarà nessuna battaglia coi cattolici spiega il ministro. «Nel rispetto reciproco, nel confronto, nella collaborazione. Se invece si va alla rottura, io rinuncio. Il paese ha ben altri problemi, e il lavoro non ci manca». Come dire: la proposta c’è, se siamo tutti d’accordo si approva altrimenti amen.

I costi saranno pari a zero secondo le previsioni dei tecnici. Lo Stato non sborserà un centesimo per nessuno dei nuovi diritti. Sarà una motivazione in grado di convincere anche i cattolici?

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