"I GAY NON POSSONO EDUCARE"

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Giacomo Annibaldis è entrato nella chat delle Federazione Scoutismo Europeo, per parlare del caso di Stefano, lo scout discriminato perché gay. E ne ha sentite delle belle. Altro...

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Ci scrive da Berlino Giacomo Annibaldis, giá Consigliere Nazionale dell´Arcigay per due anni, dopo aver letto il nostro articolo sulla vicenda di Stefano (clicca qui per l’articolo), lo Scout gay di Perugia appartenente alla FSE (Federazione Scoutismo Europeo). Annibaldis, che abita a Berlino ormai da quasi un anno, ci racconta di essersi "in qualche modo sentito in obbligo di far sentire il mio grido di vergogna di fronte a tale atto discriminatorio".

Poichè si occupa nella sua attivitá lavorativa di Diritti Umani, ha voluto accertarsi come la pensassero altri scout della stessa Federazione. Pertanto è andato sul sito della FSE (WWW.FSE.IT) iscrivendosi, ed entrando in chat con il nick name "AQUILA ROSSA". Ebbene, racconta Annibaldis, aprendo il discorso sulla vicenda dello scout discriminato perchè gay "ho avuto una larga maggioranza di ragazzi e di ragazze che addirittura volevano fare una petizione contro la FSE e dare un segnale di solidarietá a Stefano". Ma, ad un certo punto, continua l’ex consigliere nazionale Arcigay, "sono intervenuti due "adulti" che ovviamente hanno cercato in tutti i modi di portare il discorso su altri argomenti. Non riuscendoci hanno iniziato a sproloquiare contro i gay ("non siamo normali") e quant´altro".

E Annibaldis ha avuto l’accortezza di riportare per gay.it alcuni frammenti di quanto è stato chattato. Un documento che vi proponiamo qui di seguito e che la dice lunga sul grado di "responsabilitá" degli "adulti educatori" negli scout, sui capi in servizio (come Falco tenace nella chat) e sulla loro presunta volontá di educare. Non é un bel leggere: certe frasi sono sconcertanti, se si pensa che a pronunciarle è un capo scout. Che, insieme a un altro, considerano i gay dei malati, e ritengono che un gay non possa essere un buon educatore.

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