Renato Zero ai funerali di Umberto Bindi

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Zero canta commosso, mente Memo remigi chiede "scusa per quello che non hai ricevuto da noi". Assenti i cantanti genovesi.

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ROMA – "Umberto, scusa per quello che non hai ricevuto da noi". Ha usato poche parole semplici e commosse, al termine della cerimonia funebre, Memo Remigi per chiedere perdono "a nome degli artisti e del pubblico" a Umberto Bindi, il cantautore genovese morto venerdì scorso dopo una vita di scelte coraggiose pagate con l’isolamento dal mondo dello spettacolo.

Al funerale erano presenti proprio gli artisti che cercarono di farlo uscire dall’isolamento negli anni in cui dichiarare la propria omosessualità, come Bindi aveva fatto senza vergognarsi, era ancora uno scandalo. C’era Renato Zero, che singhiozzando ha cantato tra la folla "Il nostro concerto", alcuni artisti dei New Trolls, il paroliere e fido amico di Bindi Giorgio Calabrese e il cantautore Ernesto Bassignano. Tranne la cantante genovese Aura D’Angelo, mancavano – e la loro assenza è stata notata dagli amici intimi – i cantautori della scuola genovese mentre erano tanti gli esponenti della comunità gay romana e i fans che commossi hanno accompagnato, prima con le parole poi con un lungo applauso, i due grandi successi di Bindi negli anni ’60, "Arriverderci" e "Il nostro concerto", intonati da alcuni amici dall’altare.

"Umberto, sei stato un padre per quello che ci hai insegnato, un figlio per come andavi protetto" ha detto Memo Remigi, cercando di sintetizzare la complessa eredità lasciata dal cantautore genovese. Ma anche mons. Marco Frisina si è augurato che "l’eredità poetica di Bindi possa essere colta da nuove generazioni di autori e artisti" e, alludendo al Vangelo Secondo Matteo, ha descritto il cantante come "una persona piccola, oppressa e affaticata che spesso, come molti artisti, ha vissuto fatiche, scoraggiamenti e tristezze profonde". Per tenere viva la memoria di Bindi il Comune di Roma, che ha pagato le spese del funerale e ha disposto la sua sepoltura nel Cimitero Monumentale del Verano, sta pensando di "mettere in ordine – ha spiegato l’assessore capitolino alla cultura Gianni Borgna, alla fine della cerimonia funebre – tutte il suo materiale artistico, comprese tutte le canzoni inedite e quelle mai incise ufficialmente".

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