Torre del Lago, arrivano i sigilli ai locali

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Chiusi dall'autorità giudiziaria i due locali da ballo della Versilia gay friendly: Mamamia e Stupida. Disturberebbero da dodici anni la quiete degli animali del parco naturale lì dietro.

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Ennesimo colpo al turismo gay a Torre del Lago. Il giudice per le indagini preliminari Alessando Dal Torrione su richiesta del pubblico ministero, Antonio Mariotti, ha imposto i sigilli agli unici due locali da ballo che si trovano sul "chilometro gay" d’Italia, com’è stato definito: lo storico Mamamia e lo Stupida. Preoprio in questi giorni gli imprenditori del consorzio che riunisce i locali gay e gay friendly si stavano incontrando col Sindaco di Viareggio Lunardini per decidere insieme quale formula mettere in piedi affinché la prossima stagione estiva non si verificassero i disagi che hanno invece segnato l’estate 2011: orari ristretti, terrazze dei due locali chiuse ecc.

Le attività di Mamamia e Stupida creerebbero "Disagi derivanti dall’attività di discoteca svolta compromettendo la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali tutelati con particolare riguardo alla flora e alla fauna protetta ed ai rispettivi habitat", c’è scritto nell’ordinanza. In pratica, la fauna che "risiede" nel retrostante Parco naturale di Migliarino-San Rossore risentirebbe del volume alto della musica.

"È un colpo al cuore della nostra proposta turistica, culturale e sociale", dicono dal consorzio. "Chiudere attività conosciute anche a livello internazionale come il Mamamia e lo Stupida (proprio in questo mese, solo il Mamamia ‘esporta’ il proprio prodotto di divertimento in serate regolari a Milano e Padova), è l’ennesimo colpo all’immagine del nostro territorio e della nostra Regione".

Ma gli imprenditori non demordono e fanno sapere di aver chiesto "al Presidente della Regione un incontro urgente per chiedergli l’unica soluzione possibile, se davvero quell’Ente vuole salvare non a parole ma nei fatti la nostra esperienza che – va ripetuto allo stremo – è l’unica di questo genere in Italia: far uscire dal Parco la striscia di cemento – e solo quella – della Marina di Torre del Lago, in una operazione di taglia e cuci che se è stata possibile a Tirrenia, non si vede perché non possa esserlo a Viareggio".

"Alle Istituzioni, Magistratura compresa, – prosegue la nota del Consorzio – non possiamo che far notare come la stessa efficacia e velocità manifestata contro le nostre attività ci sarebbe piaciuta vederla in azione contro spacciatori ed abusivi questa estate – a difesa della legalità e della nostra clientela – e, tanto per andare qualche anno indietro nel tempo, nella vicenda processuale dei fatti del ’99 sul Lago, quando per arrivare alla chiusura delle indagini servirono quattro anni. E, come sempre, ci chiediamo se le nostre attività siano così uniche nei dintorni di Torre del Lago o se non basti qualche chilometro per vederne di simili che non hanno subito il medesimo trattamento ed i medesimi controlli".

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