PORNOSTAR DAL CUORE D’ORO

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Al 53° Festival del Cinema di Berlino, scandalo per il film italiano su Riki Kandinski, attore hard gay che cercò di adottare un bambino. Ma non sarà il...

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Un film gay italiano sta per infiammare il 53° Festival di Berlino (6 – 16 febbraio), ‘Poco più di un anno fa‘ di Marco Filiberti, che verrà presentato in anteprima mondiale il giorno dell’inaugurazione nella sezione ‘Panorama’. E già le codine malelingue dei benpensanti parlano di scandalo e turbamenti, al solo scorrere la trama. Sicuramente non lascerà indifferenti questa storia dell’ultimo anno di vita di una pornostar gay dal cuore d’oro, Riki Kandinsky, che cercò di ottenere l’affidamento di un bambino orfano di madre lesbica, combattendo i pregiudizi della sua famiglia e della società.

Morì in circostanze misteriose quindici anni fa.

Grazie a un documentario e a un diario tenuto dal fratello di Riki Federico con cui il pornoattore era inizialmente in cattivi rapporti, il regista tenta di ricostruirne la vicenda e chiarire i punti oscuri.

Il fascinoso protagonista è interpretato dallo stesso regista, definito una sorta di ‘primo Helmut Berger’ per aspetto e atteggiamento, e il suo rapporto puro e affettivo per un ragazzino di sette anni sicuramente scatenerà inevitabili dibattiti su improponibili sottotesti in odor di pedofilia. Ma la storia è presentata come commovente e appassionante, il personaggio gay come scolpito a tutto tondo, dichiarato e felice della sua sessualità, mentre la maestria narrativa di Filiberti evocherebbe addirittura Visconti: speriamo.

Nel corposo cast Erica Blanc (era la mamma ficcanaso di Margherita Buy ne ‘Le Fate Ignoranti’), Alessandra Acciai, Rosalinda Celentano, il signorile Urbano Barberini, Caterina Guzzanti, sorella minore di Corrado e Sabina, Francesca D’Aloja e Franco Oppini. Nelle sale italiane dovremmo vederlo a marzo. Intanto è in pubblicazione presso le Edizioni Libreria Croce un volume che racchiuderà i testi del film, le immagini più significative, le note di regia, un’analisi critica di Italo Moscati. Quanto prima sarà anche in vendita su gayshopping.

Il documentario gay sembra essere un tema dominante di questo Berlino 2003 guidato da Dieter Kosslich, da sempre il festival internazionale non a tematica più queer del mondo (e l’unico che assegna un premio ufficiale e trasversale al miglior film gay, il Teddy Bear). Sempre battente bandiera tricolore sarà presentato il riuscito ‘Ottavio Mario Mai‘ (foto sotto) firmato da Giovanni Minerba, direttore del Festival Gay di Torino, e dallo scrittore Alessandro Golinelli, sul cofondatore del Togay e attivista del Fuori morto dieci anni fa, da sempre compagno di vita di Minerba, eclettico regista, poeta, filosofo, tassista. Tra le numerose e intense testimonianze, Leo Gullotta, Ida di Benedetto, Alberto Barbera, Fabio Bo.

Dalla Germania arriva ‘Talk Straight – The world of rural queers‘ di Jochen Hick sull’omosessualità vissuta nelle zone di campagna in contrasto con la modernità della cultura gay urbana. ‘Fight Back, fight Aids – 15 years of Act Up‘ di James Wentzy racconta dell’anniversario dell’organizzazione gay più combattiva e delle sue azioni pubbliche più spettacolari mentre in ‘The Gift’ di Louise Hogart si affronta il nuovo e preoccupante trend di rilassatezza sulla prevenzione Aids e del fenomeno barebacking (sesso a rischio senza preservativo).

Grande attesa nel concorso lungometraggi per ‘The Hours – Le Ore‘ (foto) di Stephen Daldry, sfuggito all’ultimo minuto al Festival di Venezia, ormai in zona Oscar e già premiato con due Golden Globes (miglior film e attrice, Nicole Kidman) tratto dall’intenso omonimo libro premio Pulitzer di Michael Cunningham il cui capolavoro resta però ‘Una casa alla fine del mondo’, lunga saga di due famiglie e un amore gay nato nell’infanzia da cui sarà tratto un altro film già in preproduzione. La Kidman, imbruttita e con naso finto, interpreta in ‘The Hours’ niente meno che Virginia Woolfe, la grande autrice bisessuale morta suicida nel 1941. Mentre scrive ‘Mrs Dalloway’, le sue vicende si legano con un sottile filo rosso ad altre due donne di epoche diverse, un’editor newyorchese contemporanea innamorata di un gay aidizzato (Meryl Streep) e una casalinga degli anni ’50 frustrata e depressa (Julianne Moore). In ‘Suo fratello‘ di Patrice Chèreau, già Orso d’Oro per ‘Intimacy’, due fratelli si riavvicinano dopo che uno si ammala gravemente. Nel cast Bruno Todeschini, Eric Caravaca e Maurice Garrel.

A difendere i colori nazionali della competizione un solo film, ‘Io non ho paura’ di Gabriele Salvatores tratto dall’omonimo romanzo di Nicolò Ammaniti. Consuete anteprime Usa di filmoni spettacolari come ‘Solaris‘ (foto) di Steven Soderbergh con George Clooney (che si vedrà nudo in più scene), remake del capolavoro di Tarkovskij, ‘Confessioni di una mente pericolosa‘ con Julia Roberts firmato dallo stesso Clooney che esordisce nella regia, ‘Adaptation‘ di Spike Jonze con un doppio Nicolas Cage e Meryl Streep, il nuovo Spike Lee con ‘La venticinquesima ora‘ (foto sotto) sull’ultimo giorno di libertà di un futuro carcerato (Edward Norton).

Dalla Cina, con controllato furore zen, il nuovo Zhang Yimou ‘Hero‘, dramma storico su intrighi amorosi, fedeltà e gelosia, farcito da un’abbondante dose di acrobatici combattimenti marziali modello ‘La Tigre e il Dragone’.

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Presidente di giuria l’atipico regista canadese Atom Egoyan, membro italiano la burrosa Anna Galiena.

Insomma, chi passa dalle parti dell’avveniristica Potsdamer Platz non si perda uno degli eventi cinematografici più gay-friendly del mondo in una delle città più aperte d’Europa.

Indicatissimo per i cinefili omo amanti del genere Orso.

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