IL SENSO DEL DESIDERIO

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È il titolo dell'importante antologia di poesia gay che l'editore Crocetti manda in libreria fra qualche giorno. Ne parliamo con Nicola Gardini, curatore del libro.

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Nicola Crocetti è un raffinato editore milanese che dedica i suoi sforzi imprenditoriali interamente alla poesia. Pubblica e dirige tra l’altro il mensile "Poesia" che per diffusione e numero di lettori è un fenomeno unico in Italia.

Abbiamo incontrato il condirettore della rivista, Nicola Gardini, che ha curato l’antologia Il senso del desiderio: poesia gay dell’età moderna (191 pagine, Lire 30.000) in libreria fra qualche giorno.

La prima domanda è ovvia. Perché questo libro?

Ce n’era bisogno. È un libro che mancava. Forse molti lo avevano già composto mentalmente, anche con altri materiali, secondo i gusti e le idee personali. Ma non c’era, almeno in Italia. Mentre in America e in Inghilterra non c’è libreria che non abbia, nella sezione gay, qualche antologia di poesia omosessuale.

L’uscita è casuale o credi che prima di adesso non era possibile un’antologia simile in Italia?

No, l’uscita non è casuale. Mi sono dato a questo lavoro dopo mesi di riflessione e di discussione, anche interiore – sicuramente non poco incoraggiato dal Gay pride e deluso dalla generale indifferenza per le questioni di ordine sessuale. L’Italia è, sul piano sessuale, un Paese spaventosamente arretrato, dove vita e forme di vita si corrispondono sempre meno.

È vero secondo te che l’omosessuale è un essere più sensibile degli altri o si tratta di un luogo comune? Voglio dire, nella tua esperienza di critico credi che gli omosessuali siano poeti migliori di altri?

Non necessariamente. Basta notare che anche tra questi scrittori gay ce ne sono alcuni più bravi di altri. Il comune desiderio per il maschio non dà a tutti la stessa capacità espressiva. Io ho scelto, comunque, voci molto forti e abili, escludendo una massa sterminata di poeti mediocri. Resta vero che chi, come i gay, fin da giovane si è dovuto proteggere dalla derisione sa meglio di altri che cosa sia la sofferenza. Molti, però, non hanno usato questa sofferenza per diventare persone migliori. Inoltre, non bisogna mai dimenticare che il poeta della pagina e il poeta della vita sono due entità distinte, anche se corrispondono allo stesso essere biologico. Nessuno nella scrittura è come lo vediamo di persona. I bravi poeti a volte sono creature insopportabili. Potrei fare molti nomi, anche tra gli etero. Ma non è questo il luogo.

Raccogli e traduci in questa antologia le poesie di alcuni fra i più grandi poeti moderni di tutte le letterature. Sono tutti artisti omosessuali o c’è fra loro qualcuno che ha parlato di omosessualità senza esserlo?

Sono tutti omosessuali, anche se è pensabile tutta un’antologia di voci di confine. Ma io volevo lavorare con testi inequivocabilmente gay, anche per informare l’eventuale lettore etero di certe cose. L’ambiguità sessuale, o almeno l’ambiguità della formulazione linguistica potrebbe incoraggiare forme di timidezza o di mitizzazione letteraria, o avallare il già troppo lungo silenzio di molti, gay inclusi, su tutta la questione. Questa antologia si propone almeno di informare, e di farlo attraverso alcuni testi stupendi, sempre dignitosi, anche quando entrano nella carnalità più elementare.

Non mi pare che il tema dell’identità sessuale sia un’ossessione per questi artisti. Mi sembra invece che la maggior parte di queste poesie cantino l’amore.

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È vero. La sezione che ho intitolato Sodoma, però, rivela quanto fondante sia il senso di colpa per alcuni di questi poeti, come Garcia Lorca o Pasolini.

Ci sono delle differenze fra i poeti anglosassoni che provengono da una cultura più progredita rispetto ai nostri poeti italiani oppure la poesia è un campo di libertà artistica assoluta?

Le differenze ci sono, eccome. La poesia non è assolutamente un campo libero, ma una zona predestinata dove sta all’abilità del poeta condurre il gioco. Proprio come un campo di calcio. Diciamo che i poeti anglosassoni sono in attacco, quelli italiani in difesa.

La suddivisione che hai operato fra le poesie che presenti è nata in corso d’opera o è frutto di un progetto prestabilito?

No, la suddivisione è venuta dopo, quando ho raccolto abbastanza materiale. Il primo criterio è stato quello della qualità artistica. Solo dopo che ho raccolto e tradotto ho potuto riconoscere delle costanti tematiche rispetto alle quali ordinare il tutto: la smania erotica, l’unione sentimentale, il senso di colpa, la rottura, la morte dell’amato e l’incontro occasionale. Il sesso è chiaramente in ognuna di queste sezioni. L’amore gay ha delle regole tutte sue, e queste poesie le fanno vedere chiaramente.

Che consigli daresti a un giovane poeta omosessuale di oggi?

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