L’ULTIMA PAROLA SU TONDELLI

di

Molto è stato scritto sull'autore di "Camere serparate" e "Altri libertini". Ma qualcosa forse mancava: il ritratto intimo e esauriente che ne fa Minardi nel suo ultimo libro.

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
847 0

Parlare ancora di Pier Vittorio Tondelli dopo dodici anni dalla sua morte potrebbe sembrare banale. Pare che sia stato detto tutto sullo scrittore di Correggio e sulla sua opera. Il curatore ufficiale, Fulvio Panzeri, ha pubblicato due volumi esaurienti e definitivi di “Opere” (Bompiani 2000 e 2001) che raccolgono tutti i suoi scritti. Qualche mese fa la rivista «Panta», fondata dallo scrittore stesso insieme ad Alain Elkann e ad altri, gli ha dedicato un numero monografico, Tondelli Tour, che raccoglie saggi e testimonianze di studiosi e amici che commentano e ribadiscono il grandissimo valore letterario della sua opera. E si continua a parlare di lui. Si prosegue a commentare e analizzare i suoi scritti, gli interventi giornalistici e le conversazioni. Lo si celebra in congressi (un po´ dovunque in Italia), lo si rievoca perfino in un romanzo (Solitudini imperfette di Andrea Mancinelli che da Tondelli fu lanciato nella celebre iniziativa editoriale “Under 25”).
Nessuno nella letteratura italiana ha lasciato un segno così marcato del proprio passaggio. Forse prima di lui Pier Paolo Pasolini, ma non in maniera così immediata. I critici di quegli anni erano ancora troppo democratico-cristiani e bacchettoni per osare di riconoscere subito e all´unanimità l´importanza dello scrittore friulano. Tondelli è stato assolto con formula piena nel processo intentato contro le oscenità di Altri libertini. Il povero Pasolini di tutte le cause subite non ne ha vinta neanche una.
Quello che la casa editrice fiorentina Cadmo pubblica in questi giorni è un libro che, in qualche modo, mancava e che può certamente aiutare chi, intimorito da tanta celebrità e autorevolezza, stenta ad accostarsi alle opere di Pier Vittorio Tondelli. Si tratta di un breve volumetto (155 pagine appena), che illustra in modo rapido ed efficace la figura e l´opera dello scrittore. L´autore è Enrico Minardi, un giovane studioso di formazione fiorentina e di approfondimenti internazionali (si è specializzato alla Sorbonne di Parigi e insegna negli Stati Uniti). Ma è significativo che questo libro esca nella collana «Scritture in corso» che è dedicata esclusivamente agli autori che scrivono oggi (esce nella stessa collana un volume dedicato a Dacia Maraini e sono state appena pubblicate le monografie su Isabella Santacroce e su Luigi Meneghello). Come a dire che Tondelli, anche se è morto da più di dieci anni, appartiene ancora alla nostra contemporaneità perché la sua opera non va considerata come il mero “documento” di una generazione ma piuttosto come la più schietta ed esplicita esemplificazione di una sorta di poetica, tuttora viva e presente nella nostra letteratura, che passa sotto il nome di postmoderno.
Un breve saggio iniziale racconta la formazione e gli esordi del giovane Tondelli, lo inquadra nel panorama culturale di quei fervidi anni settanta segnati dagli insegnamenti semiotici di Umberto Eco e dalle teorizzazioni di Giuliano Scabia e Gianni Celati. Anni in cui Alberto Arbasino pubblica le sue cose migliori e in cui la Beat generation di Jack Kerouac ha già influito su molti. Anni percorsi dalla musica di Fabrizio De Andrè, Francesco De Gregori, Banco, Lolli, Cohen, Nina Simone, Cat Stevens, Neil Young. E per il ritmo narrativo e il fluire della prosa le opere di Tondelli sembrano avere a che fare più con la musica che con la letteratura in senso stretto.
Enrico Minardi in poche pagine riesce a mettere a fuoco con chiarezza alcuni punti fondamentali della poetica di Tondelli utili a comprendere meglio le motivazioni e i temi principali che vengono approfonditi nella seconda parte del libro in cui è presentata ciascuna delle sue opere, inclusa la sua attività di pubblicista e di promotore culturale. Il libro è arricchito da un´aggiornatissima bibliografia degli scritti di e su Pier Vittorio Tondelli e si chiude con la conversazione che lo scrittore ebbe a più riprese con Fulvio Panzeri e che appare nei volumi di Bompiani già citati.
Nella recentissima seconda raccolta di narrativa gay di Mondadori, “Men on men 2” il curatore Daniele Scalise dichiara con forza che la letteratura omosessuale esiste a dispetto di chi ancora tentenna, dubita e minimizza. Leggendo però alcuni dei racconti, nasce spontanea l´osservazione che per proseguire il cammino cominciato da Tondelli bisogna puntare alla qualità più che ai temi. Solo in questo modo, così come è avvenuto con Tondelli e come sottindente Minardi nel suo saggio, la letteratura di genere può uscire dai binari tracciati dalle facili etichettature della critica per diventare letteratura totale e universale.
Pier Vittorio Tondelli di Enrico Minardi Cadmo, 2003, p. 155, Euro 12,00 www.cadmo.com

di Alberto Bartolomeo

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...