RITRATTO DI UNO SCRITTORE SCOMODO

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Dennis Cooper è diventato uno degli scrittori più amati/odiati del nuovo romanzo americano, le reazioni ai suoi libri vengono paragonate a quelle provocate anni prima dalle pubblicazioni di...

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Dennis Cooper nasce nel 1953 a Los Angeles dove vive ancora adesso. Dopo avere tentato la strada del musicista punk rocker, si dedica alla poesia e pubblica le prime raccolte, Idols, The tenderness of the wolfes e The Dream Police. Alla fine degli anni 80 inizia a scrivere romanzi e collabora ad una serie di antologie (la più famosa è Discontents, new queer writers) e fanzine a tematica gay; si occupa anche di teatro vincendo nel 1990 il “Los Angeles International Festival” con The Undead una pièce di teatro danza scritta in colla borazione con il coreografo Ishmael Houston-Jones. Negli ultimi anni Dennis Cooper è diventato uno degli scrittori più amati/odiati del nuovo romanzo americano, le reazioni ai suoi libri vengono paragonate a quelle provocate anni prima dalle pubblicazioni di William S. Burroughs. Cooper parla fondamentalmente delle sue ossessioni, le fa emergere come tematica principale del suo lavoro e intorno fa crescere la sua scrittura che ad ogni lavoro si avvicina sempre più alla assoluta precisione formale. La particolarità che sconcerta i critici più conservatori è che questa precisione viene raggiunta con un linguaggio che fa uso di argomenti scomodi che vanno a rimuovere le nostre paure e fobie e infastidiscono l’anima puritana e borghese delle società civilizzate. Si parla di morte, sesso, omicidi, corpi squartati ed esplorati, amore, passione per la pornografia e droghe; se in certi scrittori accettati e anche osannati dalla critica americana “mainstream” questi soggetti venivano sempre visti come reazione di stimolanti chimici, come visioni intellettuali, qui siamo davanti all’accettazione di tutto ciò come modello di vita e sopravvivenza che porta a rendere noto a tutti il processo mentale che sta dietro a determinati atti. E’ un atto di coraggio e una questione di onestà personale nonchè ricerca della verità per avvicinarsi sempre di più alla droga più grande consumata da sempre da tutta l’umanità, l’amore. Ogni atto “indecente” ha come base il fine amoroso, uccidere l’oggetto del desiderio, tagliare il suo corpo, violentarlo, drogarlo sono azioni che non danno più fastidio ma rappresentano il gesto estremo per potere esprimere appunto l’amore, quello assoluto, quello sublime che ci fa sentire più vicini ad un Dio, alla morte. I romanzi di Cooper potrebbero essere autobiografici e qualcuno lo è (Guide) ma non è questo il punto dell’opera, la perversione dell’autore non nasce esclusivamente dai singoli atti raccontati ma dall’unione delle anime dei personaggi, dalle loro ossessioni, dalle loro gesta drammatiche. Siamo in un mondo metropolitano di artisti, di tossicodipendenti, di perversi, di teenager pornoattori, di musicisti rock, di sfruttatori e marchettari, di innamorati e di delusi.

Dennis Cooper è uno scrittore gay o meglio è un gay che scrive onestamente ma non mette la sua omosessualità al centro dell’opera, il sesso gay è li come dato di fatto, perchè fa parte della sua vita, perchè uno scrive di quello che sa, che è, che vive. Non viene analizzato nessuno stereotipo sessuale, l’autore potrebbe ugualmente essere una donna o un uomo che parla di sesso con le donne. Questo non-dettaglio è importante perchè ha fatto si che Cooper diventasse un autore letto più dagli eterosessuali che dai lettori omosessuali americani; anzi è proprio fra questi che ha ricevuto le critiche più dure venendo definito un gay violento, un Bret Easton Ellis della cultura omosessuale. Nella letteratura è questo un dejà-vu (Bukowski, Burroughs), talvolta l’onestà fa paura e i riconoscimenti tardano ad arrivare, bisogna aspettare la morte dell’autore perchè gli si dia credito unanime, sparito l’oggetto, sparita la paura.

La parte di lavoro più conosciuta è quella del ciclo dei 5 romanzi: Try, Frisk, Closer, Guide e Period.

Try, pubblicato in Italia con il titolo di Ziggy, parla di un teenager figlio adottivo di due padri che lo abusano sessualmente; il fallimento del nucleo famigliare porta il ragazzo a rifugiarsi dallo zio, venditore al mercato nero di video pornografici e durante la fuga a innamorarsi dell’amico tossicodipendente verso il quale diventa devoto in una modo masochista.

Frisk, il romanzo più famoso e forse più provocatorio, è la storia di Dennis, un giovane che a causa di una serie di fotografie pornografiche di un ragazzo mutilato, sviluppa la fantasia estrema di aprire, squartare il corpo dei suoi amanti per arrivare a conoscere se stesso; questa fantasia diventerà realtà (forse) durante un viaggio in Olanda.

Closer ha come protagonista George Miles, oggetto della passione dei suoi amici perversi, bello e passivo attraversa le vite altrui lasciandosi violentare fisicamente e psicologicamente.

Guide è il romanzo autobiografico narrato in prima persona dalla voce dell’autore; è anche il romanzo dove la tecnica di scrittura si evolve maggiormente e raggiunge la maturità. Nasce con le fantasie il conflitto fra la vita raccontata e l’inabilità a rappresentarla sotto forma di linguaggio; un viaggio statico fra pomeriggi trascorsi sotto l’effetto dell’LSD e la vita dei balordi di turno, un pornoattore di film per pedofili, un cavaliere incerto e ascetico, due artisti omosessuali underground ossessionati dalle rockstar.

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