SPARARSI DENTRO

di

A Firenze "Le cinque rose di Jennifer",

921 0

Un travestito, un transessuale che indossa abiti femminili, che si atteggia a donna fatale, che ascolta le canzoni di Mina e Patty Pravo e che, ingombro di pseudo-cultura, insegue disperatamente un suo misero sogno d’amore: la telefonata di un certo Franco. E’ llui/lei il/la protagonista della piece teatrale "Le cinque rose di Jennifer", scritto da Annibale Ruccello e interpretato da Geppy Gleijeses e Gennaro Cannavacciuolo, in scena al teatro Puccini di Firenze dal 4 al 7 dicembre, ogni sera alle 21.

Mentre il transessuale si distrae col suo impossibile viaggio sentimentale, la radio alterna brani di canzoni e messaggi con dediche ad avvisi sul maniaco omicida del quartiere, e avverte che c’è davvero una situazione di pericolo. La signorina che irrompe potrebbe essere l’omicida camuffato da vicino di casa. Come in un labirintico incubo, anche la signorina ha paura di qualcosa e ha ricevuto strani segnali di morte: la sua gatta trovata sgozzata sul tavolo. Continue telefonate accrescono ulteriormente l’ansia, sia perché non sono quella che Jennifer aspetta, sia per il clima di interferenza continua, di violazione della privacy vissuto nel quartiere. Sono il caos e il disordine che interferiscono con il delirio amoroso. Ma quando la signorina andrà via, quando sarà giunto l’ultimo messaggio della radio, Jennifer punta contro di sé una pistola e si uccide, così come l’avrebbe uccisa il vero – o presunto – maniaco. Ed ecco che l’intero percorso del dramma si rivela fittizio e illusorio, che il fuori è alterato dalla visione e dal delirio della protagonista, che forse nessuna signorina è mai esistita, e nemmeno un maniaco. Forse è il malessere interiore ad inventarsi il dramma, e forse la radio è soltanto uno strumento della insostenibile narrazione.

Annibale Ruccello è stato tra i protagonisti di una fervida stagione di rinascita e di rinnovamento della drammaturgia italiana che lo ha visto affacciarsi sulla scena, alla soglia degli anni ottanta, con una intensa attività di regista, autore e attore: a Napoli principalmente ma poi, confortato da improvvisi consensi, nel panorama nazionale. Un’attività stroncata sul nascere da un tragico incidente che a Ruccello costò la vita e che giunse proprio all’inizio di tali riconoscimenti nazionali faticosamente conquistati dall’autore napoletano.

Quando scomparve nel 1986, all’età di trent’anni, Ruccello era un autore "emergente", segnalato da un premio IDI per il suo testo "Ferdinando" che aveva da poco debuttato a Napoli con vasta eco sulla stampa e una calorosissima accoglienza. Dopo i primi incerti passi nei teatrini napoletani, dal Na Babele Theatre al Sancarluccio, dopo le precarie produzioni fatte per la cooperativa Il Carro, di cui era fondatore e animatore, Ruccello era riuscito a conquistare un clamoroso successo, e proprio in quei giorni, alla vigilia della morte, piovevano su di lui offerte di lavoro, richieste di regie e testi, e il delinearsi di numerosi progetti:

la collaborazione con il Teatro Nuovo di Napoli con cui formare un centro di produzione napoletano dedicato alla ricerca e ala drammaturgia; la regia di "La fiaccola sotto il moggio" di Gabriele D’Annunzio per il Teatro popolare di Roma e, inoltre, collaborazioni con altri registi, con attori, produttori, compagnie. Era iniziato per Ruccello un meritato periodo di fortuna e il giovane autore cominciava già a preoccuparsi della gestione di una svolta così positiva senza perderne in identità. A Napoli era già ampiamente conosciuto. Aveva conquistato la critica locale con "Le cinque rose di Jennifer", da lui scritto, diretto e interpretato nel 1980 in un piccolo teatro della città..

Teatro Stabile di Calabria
Le cinque rose di Jennifer
Di Annibale Ruccello

Con Geppy Gleijeses e Gennaro Cannavacciuolo
Regia Geppy Gleijeses
Scene Paolo Calafiore
Costumi Ludovica Leonetti
Musiche a cura di Matteo D’Amico
Dal 4 al 7 dicembre a FIRENZE, Teatro puccini, via delle cascine 41 tel.055.362067
www.teatropuccini.it info@teatropuccini.it

Prezzo biglietti:
Biglietti L.35.000 (I settore) L.30/25.000 (II settore) L.25/20.000 (III settore)
Prevendite presso cassa teatro puccini da lun a ven (16-19.30) sab (10-13/16-19.30), box office di Firenze (055.210804) e circuito regionale box office (www.boxoffice.it).

di Demetrio Fury

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...