Padova Pride Village: appena iniziato ed è già un successo

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Sono passate solo due settimane dall'inizio della manifestazione lgbt padovana e gli organizzatori già puntano a superare le presenze degli altri anni. Divertimento, ospiti, ma anche diritti.

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Il Padova Pride Village, manifestazione organizzata dal Circolo Tralaltro Arcigay Padova alla Fiera di Padova, è stata inaugurata ufficialmente il 6 luglio con Piero Chiambretti e Paola Concia e ha già avuto ospiti importanti quali Paolo Rossi, Arisa, Lella Costa, Francesca Reggiani, Alessandro Cecchi Paone, Rossana Casale e Tosca. In concomitanza con il Festival è stata lanciata la campagna nazionale “Una volta per Tutti”, per il riconoscimento delle unioni civili senza alcuna discriminazione di genere, promossa e coordinata da Padova Pride Village e supportata da Ben&Jerry’s, multinazionale green del gelato che è sponsor ufficiale dell’estate gay padovana.  Ne parliamo con Alessandro Zan, Portavoce del Padova Pride Village e della  campagna di raccolta firme.

Il Padova Pride  Village è partito da due settimane. Vogliamo fare già un piccolo un bilancio?

È sorprendente come il Village stia diventando, di anno in anno, la festa estiva per eccellenza della città di Padova, nonchè uno degli eventi LGBT più grandi del Nord Italia. E’ diventata una manifestazione autorevole con un calendario di ospiti di assoluto prestigio e artisti che arrivano da ogni parte della Penisola. La nostra mission è quella di accogliere le persone che vengono al Village come facessero parte della famiglia: da parte dell’organizzazione, di tutti gli animatori e il personale c’è una grande attenzione e disponibilità per far sentire le persone, che vengono qui a divertirsi, a mangiare, a godersi lo spettacolo, come i veri protagonisti della manifestazione. Obbiettivo che possiamo dire essere stato pienamente raggiunto.

Parliamo del pubblico. Hai notato delle differenze, non necessariamente solo numeriche, rispetto agli anni passati?

C’è stato sicuramente un aumento, dal punto di vista numerico, degli avventori. Una buona maggioranza arriva dal mondo LGBT però c’è anche una significativa percentuale di persone eterosessuali e di famiglie che vedono il Padova Pride Village come una manifestazione importante, dove si sta bene e dove prevale il principio dell’accoglienza, della contaminazione, della comunicazione. Un luogo dove si abbattono ogni muro di diffidenza, di sospetto  e di omofobia. Il fatto che vengano famiglie con i bambini rappresenta un successo per noi perchè significa che la città di Padova può vantare una grande sensibilità laica, di accoglienza nei confronti di tutte le diversità.

Quest’anno il Padova Pride Village si è fatto promotore di un’iniziativa nazionale per la tutela delle coppie di fatto. Di che cosa si tratta?

È una campagna dal titolo “Una volta per tutti”, nome abbastanza esplicativo di ciò che vorremmo ottenere. La campagna è promotrice di una proposta di legge di iniziativa popolare, l’unica presente ad oggi nel paese, che vede il sostegno di forze politiche e di associazioni LGBT ma non solo, sono moltissime le personalità del mondo dello spettacolo, della cultura e della società civile, che hanno già apposto la loro firma e offerto il loro sostegno. È una proposta di legge organica che introduce delle tutele importanti sia per coppie omosessuali che per le coppie eterosessuali. Per le copppie omosessuali vi è la parificazione, in termini di diritti e doveri, al matrimonio eterosessuale. In più la nostra proposta di legge prevede l’introduzione della cogenitorialità, un passo estremamente  importante: una persona che si unisce civilmente al proprio compagno o compagna che ha un figlio diventa il cogenitore di quel bambino o di quella bambina. Questo principio è estremamente importante. La proposta di legge si pone come una proposta organica di riforma del diritto di famiglia e introduce anche la tutela delle coppie di fatto, sia eterosessuali che omosessuali attraverso i pacs che sono l’istituto giuridico introdotto in Francia che regolamenta da un punto di vista giuridico e patrimoniale i rapporti tra due persone.

Da quando avete presentato alla stampa la campagna, a Milano, alla presenza del Sindaco Pisapia, in molti hanno cominciato ad esporsi e esprimere la propria opinione sui cosiddetti “matrimoni gay”, l’Idv, poi il PD. Tu definiresti questa l’”estate dei matrimoni gay”?

Sicuramente. Vi è un dibattito molto acceso tra i partiti, tra le associazioni, nella società tutta e ciò che emerge è che gli italiani sono ormai assolutamente favorevoli a riconoscere gli stessi diritti delle coppie sposate alle coppie omosessuali, così come sancito dalla Corte di Cassazione. La nostra proposta si pone in linea con questo principio che è largamente maggioritario nel paese ed è ancora purtroppo non maggioritario tra le forze politiche salvo alcune forze politiche della sinistra come Sel, l’Italia dei Valori il Movimento a 5 stelle, che magari non si può definire di sinistra ma che si è comunque dichiarato a favore dei matrimoni gay. Vi sono invece nel Partito Democratico ancora delle posizioni che non corrispondono a quelle dei grandi partiti socialdemocratici europei che si sono detti favorevoli ai matrimoni tra omosessuali. Spero che questo palese punto di arretratezza di una parte della politica italiana orienti anche gli elettori alle prossime elezioni politiche.

All’interno della comunità LGBT, c’è chi vi accusa di aver spaccato il movimento gay. Come risponderesti a questo tipo di accuse?

Francamente non so se il movimento sia spaccato e non so, qualora fosse realmente spaccato, quali siano le ragioni che hanno portato a questa spaccatura. Forse ragioni che non attengono ai contenuti e ai meriti della proposta di legge che noi sosteniamo. La campagna “Una volta per tutti” sostiene  una proposta di legge che sancisce il principio di uguaglianza tra le coppie omosessuali e le coppie eterosessuali che possono sposarsi. In più introduce alcune tutele sull’omogenitorialità che oggi non sono previste nella legislazione italiana. Costituisce un punto avanzato nel panorama legislativo Europeo.

Torniamo alla manifestazione. Da tre anni a questa parte il Padova Pride Village ha superato ogni anno le 130.000 presenze. Vogliamo fare già una scommessa per quest’anno?

Quest’anno, certamente,  tenteremo di superarle. Io, tuttavia,  tengo molto di più alla qualità che non al numero. E’ bello quando una manifestazione ha successo per la grande partecipazione di pubblico. Però una manifestazione può definirsi di successo quando oltre al pubblico numeroso esprime una qualità nell’offerta culturale, dei dibattiti, degli spettacoli e del divertimento, che vanno ovviamente a vantaggio di chi frequenta  la manifestazione. Penso che il Padova Pride Village  rappresenti un connubio perfetto tra la qualità e la quantità.

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