Morto il cardinale Caffarra, omofobo e nemico di divorziati e immigrati

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Nel 2009 sfrattò i musicisti omosessuali da una parrocchia.

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Nemico dei gay, critico verso il divorzio, poco aperto verso i profughi: durante la sua guida della diocesi di Bologna, sono state tante le prese di posizione di chiusura del cardinale Carlo Caffarra.

È morto ieri mattina, improvvisamente e a quanto pare inaspettatamente, il cardinale Carlo Caffarra. Aveva 79 anni.

Correva l’anno 2009 quando esplose il caso Komos, il coro omosessuale che aveva trovato ospitalità per le prove nella parrocchia di San Bartolomeo della Beverara. Reduce da problemi vari, il coro bussò in parrocchia, ma la convivenza durò poco: con una lettera al parroco, l’arcivescovo Caffarra ricordò dell’esistenza di un documento della Congregazione per la dottrina della fede sugli omosessuali datato 1986. Le prove di canto vennero subito bloccate.

Era il dicembre 2006, invece, quando l’arcivescovo tuonò contro il presepe allestito al primo piano di Palazzo d’Accursio dall’artista Wolfango Peretti Poggi. Il motivo fu una statuina in terracotta che l’artista inserì nella natività: Moana Pozzi, raffigurata nuda e inseguita dalla morte a cavallo. La visita e la benedizione del vescovo furono in forse fino all’ultimo: la città si divise mentre l’amministrazione Cofferati si limitò a un no comment. Alla fine, puntuale, Caffarra si presentò ma sbrigò velocemente la faccenda e se ne andò via velocemente.

Si mise anche contro la procura: nel 2007, il procuratore capo Enrico Di Nicola archiviò l’inchiesta per vilipendio relativa allo spettacolo ‘La Madonna piange sperma’. Al caso politico seguì il fascicolo penale, archiviato perché «l’offesa alla Madonna non è una bestemmia perché la Vergine non è una divinità», scriveva Di Nicola nelle motivazioni. La procura «faccia il suo mestiere, non si erga a maestra di fede», fu la sentenza della diocesi di Caffarra, tuonando come una scomunica.

E netto fu, nel 2014, il suo giudizio contro l’eucarestia ai divorziati risposati: «Se la Chiesa ammette all’eucarestia, deve dare comunque un giudizio di legittimità alla seconda unione. È logico. Ma allora che ne è del primo matrimonio?». Più di recente, fu il tema dei profughi a vederlo coinvolto. Nel 2015 Papa Francesco invitò da aprire le parrocchie ai migranti, Caffarra ne corresse subito il tiro, fissando paletti, perché quella delle parrocchie «non sarà una accoglienza emergenziale di persone appena arrivate».

Fonte: Il Resto del Carlino

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