Barbara D’Urso: in un’altra vita ero sicuramente gay

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Sono le 19 e Barbara è tutta per noi: intervista alla conduttrice più friendly d'Italia

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Se c’è una donna che stermina tutti e tutte, a colpi di share, è proprio lei. Avvicinarsi alla corte della conduttrice di punta delle reti Mediaset non è facile come sembra, anzi. Soprattutto per una Donna che lavora sette giorni su sette, dalla mattina alla sera. L’appuntamento è alle ore nove, poi posticipato, alle diciannove del giorno stesso. Il motivo? Cambio di scaletta all’ultimo secondo. Pare che la regina dei pomeriggi italiani segua in prima persona ogni aspetto delle sue trasmissioni. Quando il telefono inizia a squillare, Barbara d’Urso risponde subito. E’ da poco finita la diretta pomeridiana del suo fortunato Pomeriggio5, ma la voce della d’Urso nazionale resta quella euforica di sempre. Il tempo che mi dedica è centellinato per esigenze lavorative e, a dire il vero, non ho potuto chiederle tutto quello che avrei voluto. Anche se, Barbara, dall’alto della sua esperienza, non ha bisogno di domande specifiche. E’ lei stessa a condurre l’intervista. Ha scritto sette libri, girato dieci film, quindici serie televisive, cinque spettacoli teatrali e ha inciso due singoli che, a fine intervista, mi ha chiesto di cantare. “Dolceamaro è un cult per il mondo gay”, mi confessa l’iconica Barbara ed aggiunge: “in un’altra vita, anch’io ero sicuramente gay“.

Oltre ad essere la punta di diamante di Mediaset è anche tra i personaggi più seguiti sui social. Quanto contano, quest’ultimi, nella sua vita?

Tantissimo è dir poco. Mi diverto come una pazza a condividere e a postare tutto quello che mi passa per la testa. Pensi che ora sto lavorando anche ad un nuovo progetto cibernetico, del quale vi parlerò a tempo debito.

Pubblica solo quello che deve pubblicare o, ogni tanto, si dimentica di essere la regina di Canale 5?

Ma io non sono la regina di Canale 5 (ride, ndr). Io sono una ragazza normalissima, che ha una vita fuori dal lavoro piuttosto semplice e pubblico sempre quello che voglio, e non quello che devo.

Se dovesse fare un bilancio della sua vita, si sente più amata o più odiata?

In tutta sincerità, non mi sono mai posta il problema. Immagino di essere molto amata visto che sono quarant’anni che faccio questo mestiere. Il pubblico che mi segue da casa è sempre tanto; inoltre lo percepisco quotidianamente dal calore delle persone che mi fermano per strada. E’ pur vero che non si può piacere a tutti, e ci sarà sicuramente qualcuno a cui piaccio di meno, ed è giusto che sia così.

Eppure, a proposito di pubblico, lei piace molto al mondo gay.

Come dice la mia imitatrice ufficiale (Valeria Graci, ndr) io: “Adoro”.

Si è mai chiesta come mai?

Non lo so, ma solo che ne vado fiera. Sa una cosa?

Prego.

Ogni volta che vado a cena fuori, con i miei amici, sono sempre l’unica etero. Nelle tavolate ci siamo sempre io e, almeno, dieci gay. E mi creda, non è proprio un bene per il mio sentirmi donna, ma torno a casa sempre felicissima. Le dirò, in un’altra vita, devo esser stata sicuramente un ragazzo gay. Sono troppo gay inside.

Cos’è che l’ha spinta a schierarsi sempre dalla parte del mondo lgbt?

Sono almeno nove anni, che tutti i giorni, in video e non, mi batto in prima persona per i diritti civili. E mi creda che nove anni fa, tutto ciò era piuttosto anacronistico. Oggi fa comodo un po’ a tutti battersi per i diritti civili ma io, a differenza loro, ci credo davvero e ci metto la faccia. Ho anche creato un “timbro” che appare in sovrimpressione quando tratto questi temi con la scritta “Stop omofobia”. La mia battaglia per i diritti viaggia di pari passo con quella contro la violenza sulle donne.

Eppure, nei suoi talk pomeridiani, ha anche invitato personaggi dichiaratamente omofobi. Non si potevano evitare?

Si chiamano talk proprio perché deve esserci un confronto. Ho invitato tanta gente a parlare di argomenti legati al mondo lgbt, ma mai nessuno si è permesso di offendere il mondo gay. Qualora qualcuno ci abbia provato, in parte, è stato anche un bene.

In che senso?

Nel senso che almeno li abbiamo smascherati e sappiamo chi sono. Comunque, mi ripeto, ho sempre difeso ad alta voce il mondo gay e mai nessuno si permetterà di offenderlo a casa mia.

Pensa che Renzi riuscirà quest’anno nella fatidica impresa delle unioni civili?

Ne sono certa. L’Italia è assolutamente pronta ed è una vergogna che siamo il fanalino di coda dell’Europa. Lo sa che io sono stata testimone di nozze dei miei più cari amici? ho chiesto io, in prima persona, che si sposassero. A officiare la cerimonia è venuto Don Franco Barbero, un prete meraviglioso che è stato scomunicato. Durante il rito ha parlato per tutto il tempo di amore universale, proprio come Gesù.

Il ddl Cirinnà la soddisfa?

Abbastanza, credo sia un buon compromesso.

E la stepchild adoption le piace?

Mi piace soprattutto perchè, in caso di decesso del genitore naturale, il convivente si può prendere cura del figlio del compagno. Più che un diritto, a me sembra un dovere a tutela del minore.

Cos’è che ha impedito sino ad oggi il riconoscimento dei diritti civili?

La presenza del Vaticano sicuramente non ha aiutato, in termini di rigidità e ti parla una donna molto credente. Sono felicissima dell’arrivo di Papa Francesco perché, come ben sai, sta aprendo le porte della Chiesa a tutti. Deve passare il concetto che dare diritti a qualcuno non significa toccare quelli di altri.

Come sceglie gli ospiti per la sua trasmissione?

C’è un lavoro grandissimo dietro. Sia per la cronaca che per le storie che voglio raccontare. Cerco sempre di scegliere quelle che mi prendono il cuore e che possano emozionare il pubblico da casa.

C’è qualcuno che avrebbe tanto voluto, ma che le ha detto di no?

Non ho ricevuto un no, ma vorrei tanto Agnese Renzi. Anche se, per ora, l’invito ufficiale non è mai stato fatto.

E qualcuno che, invece, non inviterà mai più?

Io non sono una che chiude le porte, anzi. Le mie porte sono aperte a tutti.

Il suo ultimo libro s’intitola: Se lo desideri accade. E se non accade?

E se non accade, insisti.

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