IL CORAGGIO DI DENUNCIARE

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Gay e lavoro 1 - Dopo il caso di Asti, Gigliola Toniollo e Massimo Mariotti della Cgil 'nuovi diritti', spiegano come reagire alle discriminazioni per orientamento sessuale.

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Facciamo chiarezza. A Castelnuovo Don Bosco, piccolo centro dell’astigiano, Paola Martinelli ed Emanuela Tione sono state licenziate perchè lesbiche: la comunità gay è insorta e lo scorso 18 maggio ha manifestato nel piccolo paese. Paola è già tornata al lavoro: la Cgil ha vinto la causa. Per Emanuela, assunta con contratto a termine, la posizione è più difficile. La storia è emersa all’attenzione della cronaca per il coraggio di Paola ed Emanuela che senza timori hanno denunciato la discriminazione di cui sono state oggetto. Ma quanti episodi del genere restano oscuri? Abbiamo deciso di raccontarli, e di capire cosa si può fare quando si diventa soggetti passivi della discriminazione. La piccola inchiesta comincia con l’intervista ai responsabili degli sportelli operativi dei "Nuovi diritti" di Milano e Roma, Massimo Mariotti e Gigliola Toniollo: esistono in Italia quattro sportelli attivi: a Roma, Torino, Milano e in Puglia. Racconteremo poi, nelle prossime due puntate, le storie di Fabio, Enzo, Maria e Valentina. Storie di lavoratori discriminati sui luoghi di lavoro per motivi di orientamento o identità sessuale.

^SROMA. Intervista a Gigliola Toniollo^s

Dottoressa Toniollo, come è nata in CGIL l’idea di aprire gli sportelli dei "nuovi diritti"?

Dalla considerazione che purtroppo nel mondo del lavoro il fenomeno della discriminazione legato all’orientamento sessuale o all’identità di genere è ancora molto diffuso. L’input partì dieci anni fa dalla Camera del Lavoro di Milano sulla spinta di lavoratori gay e transessuali discriminati. Poi altri sportelli dei "Nuovi diritti" sono stati aperti a Roma, Genova, Torino, Bologna, Bari ed altri si stanno aprendo nel Lazio e nel Veneto. Si sta formando in questo modo una rete di comunicazione regionale che dovrebbe coprire tutto il territorio.

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