QUANDO LA COPPIA GAY VA IN VACANZA

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Tempo di vacanze: un momento critico per la coppia gay, in cui occorre conciliare le singole esigenze. Eccovi qualche consiglio e qualche richiamo al buon senso per una...

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Durante l’anno siete riusciti più o meno ad andare d’accordo, avete smussato gli angoli, accettato qualche compromesso? Tutto bene, ma attenzione: a maggio la decisione su come passare le vacanze estive può diventare una lotta tra i due partner.

Che tipo di vacanza fare, dove andare, per quanto tempo, quanti soldi spendere. Tutte scelte che possono causare non poche discussioni. Come in ogni altra questione inerente la vita di coppia, infatti, anche sul tema vacanze ognuno dei due partner ha una diversa idea su cosa il termine significhi.

Può darsi che per uno dei due voglia dire stare sdraiato al sole tutto il giorno in una spiaggia semideserta, mentre per l’altro equivalga ad andare in una grande città per visitarne l’architettura e i musei. Certo non è una situazione facile da conciliare. Tuttavia, anche se i vostri punti di vista sembrano differire completamente, ricordate che esiste sempre una soluzione alternativa, un terreno comune che può mettervi d’accordo entrambi, così da evitare la soluzione delle vacanze separate. Se proprio uno dei due ci tiene a vedere un posto a cui l’altro non è per niente interessato, ci vada pure da solo.

Ma è sempre meglio riservare almeno una parte delle proprie vacanze per stare insieme. Un periodo di riposo da passare vicini, magari da soli, senza amici intorno, a rilassarsi e coccolarsi reciprocamente, può essere un’occasione straordinaria per riscoprire il sentimento che vi lega e che durante l’anno può talvolta essere appannato da preoccupazioni e stress.

Fin qui il discorso vale per ogni tipo di coppia, gay o etero che sia. In realtà, come spesso accade, essere gay può rendere le cose un po’ più complicate. Infatti, a meno di non andare in posti notoriamente gay o gay-friendly, sarà opportuno non sottovalutare gli spiacevoli effetti dell’eventuale omofobia dell’albergatore o del posto in cui state andando.

Può essere molto increscioso infatti trovarsi alla reception di quel bellissimo alberghetto sul lago, così romantico, dove avevate prenotato due mesi prima, e scoprire che l’albergatore non ha nessuna intenzione di assegnarvi la stanza col letto matrimoniale, perché siete due uomini (o due donne). E anche se non si verifica una situazione così sgradevole, può comunque risultarvi poco rilassante essere guardati a vista sui bordi della piscina o al ristorante dagli altri venti ospiti dell’albergo.

In definitiva, siccome lo scopo principale di una vacanza è riposarsi, sarà meglio informarsi bene in anticipo sul tipo di albergo che si sta prenotando. In che modo? La strada più semplice è specificare che siete una coppia gay all’atto della prenotazione telefonica o chiedere espressamente un letto matrimoniale. Usate il buon senso: un grande albergo a Parigi è diverso dalla pensioncina a picco sul mare.

Nel primo caso non avrete problemi, nel secondo è impossibile saperlo in anticipo a meno di non informarsi. E ricordatevi che è meglio scoprire di non essere i benvenuti in un posto prima di esserci arrivati.

Se il pensiero di telefonare vi imbarazza, chiedete consigli ad amici che abbiano viaggiato più di voi o, meglio ancora, rivolgetevi a un agente di viaggio gay o gay-friendly, una figura professionale che si sta sviluppando molto anche in Italia. Nessuno meglio di lui sarà in grado di consigliarvi sulla migliore sistemazione nella località che avete scelto, o eventualmente avvertirvi che sarà opportuno non abbandonarvi a troppi romanticismi in quel determinato posto.

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Ovviamente quanto detto sopra non vale affatto quando si va in paesi nei quali l’omosessualità costituisce reato. In questi casi la cosa più importante sarà piuttosto non attirare l’attenzione su di sé, comportandosi come se si fosse una semplice coppia di amici. Se dunque il vostro ideale è una vacanza romantica, o piuttosto una vacanza allegra dove conoscere persone nuove, potrebbe essere più opportuno andare altrove, dove non metterete a rischio la vostra incolumità o la vostra libertà.

di Antonio Zagari

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