AMORE E SOLITUDINE

di

"Perché le relazioni gay non sono stabili?"

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Ieri ho dovuto chiudere la relazione che durava da un anno con il mio amore di 17 anni per i suoi genitori che mi odiano e massacravano psicologicamente lei. Sono disperata ho dovuto lasciarla piangendo mi ha detto che non ce la faceva più dei loro soprusi.

Ma perchè le storie devono andare sempre così possibile che le relazione lesbiche non hanno stabilità?

Laura

Cara Laura,

la tua convinzione che "le relazioni lesbiche non hanno stabilità" è una iper-generalizzazione. Deriva forse dalla tua esperienza personale. La realtà lesbica è molto diversa. È piuttosto comune incontrare due donne che vivono felicemente in coppia da anni, in una relazione affettiva stabile e appagante. E ciò avviene sebbene nella nostra società, come sai, le coppie omosessuali vanno incontro a notevoli difficoltà nella vita pratica di tutti i giorni. Malgrado non esista un riconoscimento formale per le coppie di fatto, malgrado non vengano garantiti i diritti di successione o qualsiasi altra forma di tutela legale, malgrado non ci sia nessuna possibilità di adottare figli, di ricevere un sussidio sociale (una casa popolare o gli assegni familiari), le relazioni di coppia omosessuali stabili e durature esistono e sono molto ricercate all’interno della comunità gay e lesbica. È proprio la mancanza di un riconoscimento sociale a far sì che le partner lesbiche abbiano la libertà di scegliere nuovamente, ogni giorno, di stare insieme; che siano consapevoli delle loro decisioni e che lavorino al successo del proprio legame. Ed è proprio questo impegno continuo a far sì che la coppia lesbica, nonostante i problemi, duri negli anni.

Nel tuo caso è intervenuto un problema specifico, l’impatto con l’omofobia dei genitori della tua ragazza: una intrusione così destabilizzante da creare una lacerazione apparentemente insanabile. I nostri genitori sono cresciuti in un’epoca in cui l’omosessualità è stata considerata una malattia, una maledizione, qualcosa da cui fuggire. L’atteggiamento omofobico dei suoi genitori va capito, ma non dovrebbe causare la rinuncia alla vostra relazione d’amore. L’amore è un bisogno primario e come tale non possiamo rinunciarci. Non è certo salutare rinunciare ad una relazione solo per fare piacere agli altri. Interiorizzare il dolore non consente di intraprendere il percorso verso la vostra realizzazione come coppia. Alla tua partner, che non è ancora maggiorenne, non è consentito di agire liberamente, ma potrà scegliere in maniera autonoma già fra un anno.

È normale che loro cerchino di ostacolare in tutti i modi l’omosessualità della figlia, perché scontano una impreparazione nei confronti dell’omosessualità e della diversità sessuale. Le radici di questo disagio risiedono naturalmente nella disinformazione imperante e, come ho già avuto modo di dire più volte, nei principi profondamente omofobici su cui si basa la nostra società. E così molte famiglie danno per scontata l’eterosessualità dei figli e non concedono nessun margine di variazione alla rigida norma eterosessista. I rapporti eterosessuali sono considerati gli unici normali e desiderabili. Queste sono le cause per cui i genitori, di fronte all’omosessualità di una figlia, si trovano a "massacrarla psicologicamente". Pertanto, padri e madri andrebbero educati all’omosessualità, all’omofobia, all’accettazione del diverso, ma mi rendo conto che questa non è una cosa facile da fare. Potrebbe essere utile il sostegno di uno psicoterapeuta (che potrebbe aiutare i genitori ad accettare la figlia) o dell’Agedo (Associazione di genitori di omosessuali).

di Antonella Montano

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