VOGLIO SBATTEZZARMI

di

Un lettore condivide con don Franco la sua scelta: "Non mi riconosco più nei dogmi della Chiesa Cattolica". La risposta: "Giusto, occorre imparare a disobbedire alle gerarchie".

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Caro don Franco, ci siamo conosciuti durante la sua permanenza a Riccione lo scorso anno e conservo di Lei una grande stima e un bellissimo ricordo.
Le scrivo perchè ho deciso di sbattezzarmi, di togliermi dal registro dei battezzati della Chiesa Cattolica, perchè non mi riconosco più nei suoi dogmi, nei suoi sacramenti, nel culto dei santi e nei miracoli. Inoltre contesto e mi disgusta la sua politica sull’omosessualità e detesto la sua smisurata ricchezza e il suo potere, nella storia e nel presente. Scriverò al parroco della chiesa dove sono stato battezzato e alla Curia.
Le scrivo anche per farmi consigliare qualche testo sul tema dell’incarnazione: cosa significa “Verbum caro factum est”? Cristo è veramente risorto? Di queste tematiche vado riflettendo in questo periodo.
La ringrazio tanto per la sua attenzione, leggo i suoi interventi sulla rivista di Viottoli e mi sono sempre molto preziosi.
Arrivederci speriamo di cuore, a presto , tanti auguri per la sua salute e ogni bene per la sua comunità
Luca

Caro Luca,
la tua simpaticissima lettera richiederebbe un “dialogo” lunghissimo. Io mi limiterò ad alcune brevi riflessioni che ti propongo con convinzione.
1) La tua decisione di toglierti dal registro dei battezzati della chiesa cattolica, così come la presenti e la vivi tu, mi sembra davvero significativa ed apprezzabile. A mio avviso rappresenta una maniera concreta di esprimere una motivata protesta verso una istituzione ufficiale che non ha più nulla in comune con la fede predicata e praticata da Gesù di Nazareth.
Si tratta, ovviamente, di una scelta personalissima ed originale che io apprezzo perché è un modo chiaro per dire un “no” fermo alle prepotenze, alle ideologie e alle manipolazioni gerarchiche ed evidenziare che si può vivere la fede senza bisogno di riconoscere il potere sacrale di una casta che pretende di “possedere” la volontà di Dio. Troppi cristiani non hanno ancora imparato a disobbedire ai poteri oppressivi e allora “trangugiano” dogmi, sacramenti, riti non vedendo un’alternativa all’intruppamento. Ma una “religiosità” di questo genere rischia di ridursi ad una vernice anziché incidere nella vita.
2) Insomma, io ho l’impressione che vuoi “sbattezzarti” proprio in nome di una fede più genuina. Penso che quanto più si obbedisce al vangelo tanto più si disobbedisce alla gerarchia e ai suoi diktat. Effettivamente anche come gay credente hai mille e una ragione per protestare contro le gerarchie cattoliche che dall’emarginazione ora sono passate alla persecuzione degli omosessuali. Sui sacramenti è prezioso il libro di CASTILLO, Simboli di libertà, Edizioni Cittadella, Assisi.
3) Nella tua lettera mi domandi quale significato abbia la formula giovannea “il verbo si è fatto carne”. A parte ti invierò un’ampia bibliografia su cui puoi documentarti seriamente e diffusamente.
Tradotto in termini non ideologici e dogmatici, questo linguaggio trasmette un messaggio essenziale: l’uomo Gesù di Nazareth, con tutta la sua vita, è “trasparenza” e parabola di Dio. Attraverso l’esistenza storica, umana, “carnale” di Gesù Dio ci indica la “via della vita”, cioè i sentieri dell’amore. Si tratta di un brano poetico successivamente inserito nel Vangelo di Giovanni che, dato il suo particolare genere mitico e letterario, non può essere letto con una interpretazione letterale come se Gesù prima di nascere in Palestina, fosse stato un essere preesistente presso Dio. Gesù è nato da donna, ci dice l’apostolo Paolo. Esattamente come ogni altro essere umano, Gesù è nato dall’amore di Maria e di Giuseppe, ma in lui le comunità delle origini hanno riconosciuto un “particolarissimo testimone e messaggero di Dio”. Questo è il significato della metafora ”figlio di Dio”, il “verbo fatto carne”, espresso nel linguaggio mitico della preesistenza.
4) Caro Luca, sei davvero un curioso sbattezzato… pieno di interesse per la ricerca teologica. Spero proprio che tante persone imparino dal tuo coraggio e dalla tua passione. A volte un cammino di fede può passare anche attraverso un costruttivo “sbattezzamento”.
Ti saluto con un forte abbraccio.
don Franco Barbero (franco.barbero@viottoli.it – www.viottoli.it)

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di Franco Barbero

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