Cuba rinuncia ai matrimoni gay nonostante il favore della maggioranza nel Paese

Politica e cittadini sono a favore, ma la modifica della Costituzione sul tema non è stata preso in considerazione.

La discussione della riforma costituzionale appariva come un enorme passo in avanti per Cuba, che negli ultimi mesi si è riformata completamente. L’arrivo del presidente Miguel Diaz-Canel ad aprile di quest’anno ha definitivamente chiuso il capitolo castrista, portando un’aria di rinnovamento anche per la comunità LGBT cubana. 

E proprio dallo stesso presidente era giunta questa apertura nei confronti delle coppie omosessuali e del matrimonio egualitario, tramite una piccola modifica della Costituzione. Per la quale i parlamentari sono già al lavoro.

Nella modifica della Costituzione di Cuba mancano i matrimoni gay

Si pensava, però, che i lavori comprendessero anche una modifica degli articoli che riguardavano il matrimonio. Eliminando dal testo i termini marito e moglie, sostituendoli con due persone. Questa semplice modifica, di fatto, avrebbe aperto la strada ai matrimonio tra coppie LGBT. Non si conosce ancora le motivazioni di questa grave mancanza, dopo che anche i cittadini di Cuba avevano più volte confermato il loro appoggio alla questione.

Da giugno, quindi dopo pochi mesi dall’elezione del presidente Diaz-Canel, si era aperta questa possibilità, e il primo presidente post era rivoluzionaria aveva spiegato “Credo che non ci debba essere nessuna discriminazione”. Per questo motivo sembra molto strano che L’Avana abbia deciso di non trattare il tema. La riforma costituzionale doveva essere votata, oltre che dai politici dell’isola, anche dai cittadini, attraverso un referendum nazionale.

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La chiesa contraria alla riforma

Unica ad essere contraria alla riforma del matrimonio era la Chiesa evangelica. Una ventina di chiese di Cuba si erano difatti opposte alla proposta di legge, sostenuti da una parte della popolazione (una minoranza).

Nonostante questa piccola opposizione, non ci sarebbero stati comunque ostacoli all’approvazione. Pochi anni fa, Raul Castro aveva affermato che era ora di cambiare la Costituzione (compresi il tema del matrimonio), e ancora prima Fidel aveva chiesto perdono per le persecuzioni contro le persone omosessuali negli anni ’70 e ’80. Anche per questi primi passi i cubani più giovani, sostenuti dalla convinzione che l’omosessualità non sia una pratica contro-natura, erano completamente d’accordo nella riforma costituzionale, comprendente per l’appunto il matrimonio egualitario.