Vicesindaco celebra finte nozze gay, è polemica

Vicesindaco nel cuneese indossa un abito da prete e benedice per scherzo una (finta) coppia gay. Ma le foto fanno il giro del web e lo sdegno del (vero) vescovo non s fa attendere.

Rettifica: il Comune in questione è quello di Monastero Vasco (CN) e il nome del vicesindaco coinvolto è Giorgio Musso. Ci scusiamo con il Comune di Mondovì e il suo vicesindaco.

Giorgio Musso, vicesindaco di Monastero Vasco, un paesino in provincia di Cuneo, si è vestito da monsignore e ha celebrato un finto matrimonio gay. Goliardata, scherzo, un modo per porre al centro dell’attenzione uno dei temi più discussi? Non si sa, ma certo è che il matrimonio burla finisce su Internet e scoppia la polemica. La sceneggiata è stata studiata in tutti i particolari da un gruppo di amici di Monastero Vasco che hanno trovato i due sposi, le comparse e anche l’officiante, ovvero il vicesindaco a impersonare il sacerdote. A far da corona alla festa, con tanto di pranzo nuziale e di partenza per il viaggio di nozze sulla Smart dello sposo, amici e conoscenti.

Poteva finire così, con quattro risate se non fosse che dopo circa un mese (il fatto risale al 24 luglio scorso) il servizio fotografico viene diffuso via web e l’effetto è dirompente. Il vescovo di Mondovì, monsignor Luciano Pacomio, ha preso carta e penna ed ha scritto al parroco del paese, don Giuseppe Catalano, che ha affisso la comunicazione sulla porta della Chiesa.

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«Spero non ci sia stato un atto di vilipendio – scrive il vescovo – ma sia stata una di quelle forme paesane, per nulla raccomandabili e di nessun esempio per i figli. Anche indossare abiti sacerdotali non è di buon gusto! Ci sono mille altre forme per suscitare ilarità, di ben altro livello e di ben altra saggezza! Non mi ergo a giudice di nessuno, ma è necessario che, specie per quanto riguarda le cose di Dio, dica una parola buona, chiara e ferma, che non sia interpretata come una tolleranza per ciò che cristiano e saggio non è».

La risposta dei protagonisti non si è fatta attendere: «L’abito talare era di carnevale e non volevamo offendere nessuno. E non vogliamo polemizzare col vescovo». Il sindaco è in vacanza in Sicilia ma c’è chi già parla di sollevare la questione in consiglio comunale e di chiedere le dimissioni del vicesindaco.