MATER LUXURIA

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L'onorevole Guadagno si confessa a tutto campo: dagli impegni di parlamentare alla prova di attrice in 'Mater Natura' di Massimo Andrei, colorato melò sul mondo dei femminielli. Da...

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Eclettica, vera, personaggio controverso finalmente Onorevole a tutti gli effetti: è Vladimir Luxuria alias Wladimiro Guadagno, splendida quarantenne da Foggia, autentica novità di queste sofferte elezioni politiche, capace di far capire a tutti gli italiani che cos’è la destra di oggi (il famigerato ‘Meglio fascisti che froci’ della Mussolini) e quanti pregiudizi corrano ancora sottopelle in Italia (l’infelice ‘dietrologia’ di Mentana). Secondo caso al mondo di transgender che varca la soglia di un Parlamento dopo la laburista Georgina Beyer eletta nel 1999 in Nuova Zelanda, potremo vederla da domani al cinema nello spensierato melò ‘Mater Natura’ di Massimo Andrei, un omaggio spontaneo e un po’ naif al colorato mondo dei femminielli partenopei. Vladimir interpreta un ruolo davvero caduto a fagiolo, quello di un regista teatrale transgender, Massimino, che si oppone alle losche trame del fidanzato, un politico trafficone. Un film doppiamente trans, essendo una miscellanea un po’ scombiccherata di generi, dalla sceneggiata napoletana al teatro filmato passando per il musicarello. La protagonista di ‘Mater Natura’, che esce in 20 copie distribuite dall’Istituto Luce, è la splendida trans Desiderio (la mediterranea e matronale Maria Pia Calzone), innamorata perdutamente dell’aitante gestore di un autolavaggio (quel Valerio Foglia Manzillo de ‘L’imbalsamatore’ al centro delle cronache mondane per il suo recente fidanzamento con Luisa Corna). Abbiamo intervistato Vladimir Luxuria nelle doppie vesti di attrice e parlamentare:

Come vedi a posteriori questa campagna elettorale ora che è stata confermata dalla Cassazione la vittoria della sinistra?

Finalmente spero che la smettano di mettere tutto in discussione con questi riconteggi. Ci manca solo che Calderoni chieda il conteggio dei televoti della vittoria di Lory Del Santo all’Isola dei Famosi. Si mettessero l’anima in pace, la vittoria è nostra.

Hai subito diversi attacchi personali durante la campagna. Come reagisci, adesso, a freddo?

Non sono una persona che riesce a conservare rancori per lungo termine, anche gli atti più offensivi li ho già dimenticati. Adesso si tratta di lavorare, io penso sempre al positivo. Certo, devo registrare che chi ha fatto una campagna particolarmente omofoba non è stato premiato. Non avrò il piacere di vedere la Mussolini alla Camera.

Come mai questi toni così accesi, secondo te? Che cosa ha scatenato tutto questo odio?

Purtroppo il tema delle unioni civili è stato molto cavalcato da parte del centrodestra per segnare una grande differenza rispetto a noi, come se l’approvazione delle Unioni Civili potesse minare la stabilità della famiglia tradizionale. La famiglia ha invece votato per il centrosinistra che si è sentita minacciata dai cinque anni di politica economica di questo governo: dai tagli drastici agli enti locali con l’ultima finanziaria che ha penalizzato fortemente il sistema degli asili nido, al tema del precariato, il vero contraccettivo del futuro, poiché non permette a molti giovani di mettere su famiglia. È un cavallo di battaglia stanco: dovrebbero cambiare cavallo.

Come vedi questo paese spaccato in due da meno di 25.000 voti?

L’Italia era già divisa a metà prima, molte regioni e comuni erano al centrosinistra, tante leggi punitive nei confronti delle amministrazioni locali sono state fatte per tagliare le gambe ad amministrazioni di centrosinistra. Nelle democrazie si vince anche solo per un voto in più. È stata risicata anche la vittoria di Schroeder e di Bush, con la differenza che Kerry telefonò a Bush chiamandolo ‘Mr. President’. In Italia c’è ancora un atteggiamento che da una parte tenta di rovinarci la festa ricorrendo a tutti questi cavilli burocratici e dall’altra punta sul tentativo fallimentare di fare una specie di grossa coalizione per punire le forze di sinistra all’interno dell’Unione. Per fortuna è stato rispedito al mittente: questo sarebbe stato tradire sia gli elettori del centrosinistra che del centrodestra.

Quali sono secondo te le scadenze immediate, le priorità?

Sono tante. Avrò un occhio particolare per l’approvazione immediata del riconoscimento delle Unioni Civili. Poi bisogna mettere mano un po’ su tutto: sulla riforma scolastica, sulle leggi sulla droga, sul precariato. L’impegno è duro, da parte nostra richiederà sicuramente una forte presenza, considerando soprattutto la situazione del Senato dove abbiamo uno scarto minimo.

Hai scelto l’abito con cui entrare in Parlamento?

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Hai scelto l’abito con cui entrare in Parlamento?

Non l’ho ancora scelto. Ma sicuramente entrerò un passo dopo l’altro.

Parlami un po’ di ‘Mater Natura’, come è nato il ruolo di Massimino?

E’ nato con un provino che ho fatto col regista con Massimo Andrei, autore anche della sceneggiatura. Ha visto in me la persona che poteva assomigliare a Massimino, avevo dei colori mediterranei che potevano essere armoniosi con l’aspetto partenopeo del film. Nessuno, né il regista né tantomeno io, immaginava che un giorno Massimino potesse essere così simile a Vladimir.

Che cosa ti ha appassionato di questo ruolo?

Era una storia che aveva l’esigenza di essere raccontata, che non si piange addosso, non è una storia raccontata con la lente deforme della morbosità ma raccontata dall’interno con la chiave della semplicità, senza voglia di scandalizzare. Questo argomento della transessualità che di solito viene considerato un tema sopra le righe, eccessivo, è stato raccontato con semplicità, con una presenza enorme di bambini all’interno del film, senza mai scadere nella volgarità, con la voglia di far conoscere, più che un orientamento sessuale, alcuni sentimenti come l’impegno, l’amore ma anche la rabbia, il dolore.

Come è stato recitare sul set?

Nella scena in cui bisticcio con Luca Ward chiesi a Massimo Andrei come dovevo recitarla. Lui mi ha risposto: “Come se tenissi u’ fuoco in ‘ta a fessa”.

Il tuo rapporto con la città di Napoli?

Sono del Sud, mi sento italiana ma anche un po’ napoletana. Per essere credibile foneticamente ho fatto un corso con un regista teatrale napoletano (Marcello Cutugno, n.d.r.). È una città che già conoscevo, spero di portare fortuna alla squadra di calcio!

Mi ha colpito lo splendido palazzo in cui vive Massimino…

E’ a Largo Carità ed è diventato un albergo. Si chiama ‘Doria D’Angri’ e appartiene alla nobiltà settecentesca napoletana. Ci ho anche dormito, non volevo più andare via, mi trovavo talmente bene! Sono l’unico femminiello ricco del film.

Qual è il cinema che preferisci, da spettatore?

Il cinema vero, non presuntuoso, che tocca le corde umane dei sentimenti, che ha voglia di raccontare, quello che fa conoscere e avvicinare mondi che senti lontani dal tuo. Ho una predilezione per il cinema spagnolo di Almodóvar ma anche per la commedia all’italiana e il neorealismo.

Come concilierai arte e politica?

Il mio impegno prioritario sarà da parlamentare ma vorrei, nel tempo libero, avere la possibilità di esprimermi ancora artisticamente. Purtroppo sacrificherò molto tempo all’attività sessuale!

Sei fidanzato?

No, sono single, superaccessoriata e con vista mare! Affittatemi.

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