Il Consiglio d’Europa pressa l’Italia: combattere il bullismo omofobico

Situazione preoccupante in Italia per il bullismo omofobico. E la politica dovrebbe intervenire.

bullismo omofobico
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La commissione contro il razzismo e l’intolleranza (Ecri) se la prende con l’Italia. Deve attivarsi per promuovere il rispetto e la tolleranza nelle scuole verso gli studenti LGBT. L’organo di monitoraggio del Consiglio d’Europa avverte il nostro Paese sulla questione del bullismo omofobico, che crea disagi pesanti alle persone omosessuali. “Le autorità italiane devono metter in atto nelle scuole di ogni livello misure per promuovere la tolleranza e il rispetto tra gli alunni a prescindere dal loro orientamento sessuale o identità di genere“. Queste le parole dell’Ecri, in un documento pubblicato oggi.

Secondo il documento, le azioni intraprese dal governo italiano degli ultimi anni sono risultate insufficienti. Azioni di informazione e di supporto solo su attività extrascolastiche non sono quindi abbastanza per sensibilizzare gli studenti sulla tema dell’omofobia, soprattutto perché il più delle volte non sono promesse dalle istituzioni, bensì da associazioni che si propongono alle scuole per affrontare il problema. Anche se queste iniziative hanno destato una grande partecipazione da parte dei presenti, non si può affermare con sicurezza che gli studenti e le studentesse gay, lesbiche o transgender siano protetti.

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Secondo richiamo dall’Europa sul bullismo omofobico

Il primo richiamo dell’Ecri sulla questione è avvenuto nel 2016, quando la commissione aveva chiesto all’Italia di preoccuparsi del problema. Oggi, l’ECRI ha specificato che alcune iniziative ci sono state. Sarebbe cioè alcune delle direttive presenti sulla riforma della “Buona Scuola“. Queste però sono su base volontaria e spesso non trovano l’appoggio e l’interessamento dei docenti. Altro problema, inoltre, è la contrarietà di alcuni genitori, che non accettano che si parli di orientamento sessuale, identità di genere e nemmeno di omofobia e conseguenza anche bullismo omofobico.

A impedire lo svolgimento di queste iniziative ci sono poi le istituzioni, le regioni e i comuni. Questi bloccano corsi e aggiornamenti, considerandoli una spesa non necessaria. Quello che chiede il Consiglio d’Europa è che l’Italia si attivi seriamente per limitare i fenomeni di intolleranza e discriminazione con progetti obbligatori e in orario scolastico. Ma forse, per il governo in carica, il bullismo omofobico può anche aspettare. 

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