Valeria Vaglio, l’amore lesbico da Sanremo al Pride

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Intervista alla giovane cantautrice che ha portato una canzone lesbica all'ultimo festival. "Stato innaturale" è il titolo del suo primo album che presenterà dal vivo sul palco di...

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Non è stata Anna Tatangelo l’unica ad aver portato l’omosessualità sotto i riflettori dell”ultimo festival di Sanremo. In maniera molto più semplice e naturale, senza fanfare né proclami, la giovane cantautrice pugliese Valeria Vaglio ha cantato sul palco del teatro Ariston "Ore ed ore", una canzone lesbica. Si è esibita a tarda notte, nella categoria giovani e, purtroppo, non è riuscita a guadagnarsi la finale, ma in tanti si sono accorti di lei e hanno letteralmente invaso di messaggi il suo myspace. Adesso la sony/bmg pubblica "Stato innaturale", il suo primo album, dove canta l’amore in tutte le sue forme e sfaccettature. Noi siamo andati a conoscerla.

Valeria, complimenti per il tuo disco, davvero carino!

Grazie, sono contenta che ti piaccia.

Senti andiamo subito al sodo: sei lesbica o fai finta?

No, non faccio finta anche se non ritengo che la vita privata di un artista vada messa in piazza. Capisco che se sei un personaggio pubblico non puoi far finta di niente e nasconderti. Però sono anche del parere che se vuoi parlare di un determinato argomento non è necessario entrare nel tunnel della Tatangelo che dice: "Io sono etero, ma guardate come parlo dei gay!". Io non l’ho mai né affermato né negato solo per proteggere la mia vita privata.

Credo che tu comunque abbia avuto molto coraggio a chiamare le cose con il proprio nome, usando il femminile nella canzone "Ore ed ore" che hai presentato a Sanremo.

Infatti ascoltando il mio disco uno si risponde da solo alla domanda di prima. Non voglio però che la cosa si riduca a mero gossip.

In Italia spesso molti artisti dalla sessualità "chiacchierata" usano il neutro nei loro testi, in modo che possano essere rivolti sia a uomini sia a donne. Tu nel tuo brano ti sei rivolta chiaramente a una lei e l’hai fatto durante il festival di Sanremo!

Non ti nascondo che durante il percorso che mi ha portato al festival avevo anche pensato di portarla rivolgendomi a un "lui". Poi man mano che lavoravo alla cosa mi sono detta: il pezzo è nato così e… vaffanculo! Perché cambiarlo? La gente pensi pure ciò che vuole. Per me era importante che il pezzo arrivasse così com’era e dei "problemi" collaterali non mi sono più preoccupata. E sono contentissima di averlo fatto. Nonostante l’ora tarda in cui mi sono esibita e nonostante non sia passata in finale ho avuto tantissimi messaggi e mail da gente che non conosco nemmeno. Questo mi ha fatto capire che avevo fatto bene.

Nel tuo disco c’è pure la cover di "Oggi sono io" di Britti, anche in questo caso pur cambiando il sesso dell’interprete, il testo l’hai lasciato al maschile com’era.

Il pezzo è stato scritto così, chi sono io per cambiare il testo di un altro? Tra l’altro cambiare un lui con lei in alcuni pezzi fa cambiare la sonorità ed è davvero brutto.

 

Anche qui grande coraggio da parte tua nel cimentarti in una cover che ha un precedente illustre come Mina! Come mai hai deciso di interpretarlo?

Questo pezzo è stato la colonna sonora di un momento importante della mia vita ed è quello con il quale ho vinto Sanremolab che mi ha aperto le porte del festival.

Nel tuo disco ci sono brani più sanremesi di quello che hai portato, come mai hai scelto proprio "Ore ed ore"? Ti è stato esplicitamente richiesto dalla commissione per dare un contraltare alla Tatangelo o per far alzare gli ascolti parlando di omosessualità?

No, niente di tutto questo. Ho saputo della Tatangelo quando i giochi erano già fatti. La scelta è caduta su questa canzone perché riascoltando i vari demo dei miei pezzi insieme ai miei collaboratori è stata quella che mi ha dato la pelle d’oca.

Tornando al tuo album, che cos’è lo "Stato innaturale"?

E’ una sorta di confusione che non ti fa pensare, è quando la parte razionale è esclusa. Riguarda la fase dell’innamoramento, che è quella che prediligo, che ti dà le scosse e i nodi allo stomaco. Il problema è il seguito, i mesi dopo, magari mi cimenterò a scrivere una canzone anche su questa fase! Lo stato innaturale è quando intorno tutto è bello e ti sorride, tu sei innamorato, poi però ottieni quello che volevi e l’entusiasmo è difficile da mantenere.

Beh l’importante è ottenerlo perché talvolta si battono certe musate!Vero, ma io sono una persona molto testarda. Il fatto di essere riuscita a pubblicare questo disco lo dimostra. Poco prima di conoscere Diego Calvetti, il mio produttore, stavo per mollare tutto. Erano anni che sbattevo il muso per trovare qualcuno che credesse in me. Poi mi è arrivata una mail, da cui ho ripreso un po’ di coraggio. E comunque è ancora dura. Non è che un Sanremo risolve tutto, specialmente per noi giovani. Io forse sono un po’ più tutelata perché avendo parlato di un tema così forte chiaramente la stampa se n’è occupata di più. Mi hanno ha trattata molto bene. Il Secolo XIX mi ha dato 8 in pagella e ha messo la mia intervista su una pagina intera.

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