Sanremo 2024, le pagelle di Gay.it (o per meglio dire le prime sensazioni)

Poche ballate e tanti brani up, le mie preferite Bertè, Mango, Mahmood e BigMama.

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Sanremo 2024 pagelle Gay.it
Sanremo 2024 pagelle Gay.it
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Si sono svolti questa mattina i consueti “Ascolti” di Sanremo 2024: stampa e media hanno potuto ascoltare una sola volta le canzoni partecipanti al Festival. Ecco le nostre pagelle, che sono in verità pure sensazioni a caldo, dopo il primo e unico ascolto.

Sanremo 2024 le pagelle di Gay.it
(o per meglio dire le prime sensazioni dopo un solo ascolto)

(di Giuliano Federico)

Nota di metodo. Per rispetto agli artisti coinvolti e alle stesse canzoni, non ritengo di poter scrivere pagelle dopo un solo ascolto. Eppure “pagelle” è il nome che fa volare i motori di ricerca e dunque eccoci qua. Da grande fan di Sanremo, condivido volentieri le mie prime sensazioni a caldo, come prevede il gioco un po’ sadico della competizione canora. È probabile, se non certo, che io stesso muterò le mie opinioni, quando ascolterò i brani più volte, e quando avremo tutti il piacere di goderli nell’esecuzione live con l’orchestra.

Per ora, posso senz’altro scommettere sulle mie 4 preferite: Loredana Bertè, Angelina Mango, Mahmood, BigMama. Poche le ballate, molti i brani uptempo.

 

Alessandra Amoroso con “Fino a qui“ – voto 5

Amoroso porta una delle poche ballate classiche sanremesi, di quelle che vincevano i festival prima del 2019. Tutto bene? No, francamente. Ma una fanbase gigantesca sarà felice di avere quel che si aspetta.

 

Alfa con “Vai“ – voto: 5

Canzonetta allegretta leggerissima e positiva, Alfa ha il tocco del cantastorie anglo-folk con la chitarra che accelera, e a un certo punto c’è anche un po’ di rap. La sensazione è che ci sia un grande potenziale ancora tremendamente acerbo, ma sul palco dell’Ariston tutto potrebbe cambiare.

 

Angelina Mango con “La noia“ – voto: 8

Angelina fa suoi Madame e Dardust e ne esce un brano ad alto tasso di seduzione: influsso lirico neomelodico, ma tutto da ballare, con rulli gitani e un pop upbeat che fa muovere le anche, ma è anche struggente al cuore. Tra le mie preferite: total!

 

Annalisa con “Sinceramente“ – voto: 6

La canzone che potrebbe vincere il festival è fin dal primo secondo la solita hit di Annalisa che, tra otto lune nere e persone che non si sognano di tagliarsi le vene (ma perché?), sembra voler strafare e invece è soltanto la solita canzone che canteremo tutti (me compreso).

 

BigMama con “La rabbia non ti basta“ – voto: 8

Testo magnificamente personale e quindi politico (senza furberie polemiche), destrutturazione del rap in chiave pop, ma con beat veloce e molleggiante. Partenza sottovoce e poi diluvio dance. Pochi fronzoli e direttamente al punto: ballare e liberarci tuttə. Tra le mie preferite: colpire e poi affondare!

 

BNKR44 con “Governo punk“ – voto: 6

Il punk è ormai roba fresca e leggera che non fa arrabbiare nessuno e loro lo cavalcano con il disincanto di una generazione che non ha più battaglie (o che forse ne ha troppe). Alla fine è un pezzo quasi-dance: dal vivo potrebbero spaccare e molto.

 

Clara con “Diamanti grezzi“ – voto: 5

Si parte dagli archi per poi tuffarsi nelle accelerazioni trappeggianti di Clara e questo funziona, successivamente il brano si perde in una produzione roboante e confusa e il testo è un po’ banale per una che arriva al Festival dopo aver vinto Sanremo Giovani. Con l’orchestra potrebbe cambiare tutto, ma il brano è un po’ deludente.

 

Dargen D’Amico con “Onda alta“ –  voto: 7

Il sicuro tormentone di Dargen è una cavalcata corale electro-dance di accuse e sensi di colpa per le tragedie dei migranti. Il mix apparentemente stridente dell’impegno politico affogato nell’ironia è credibile, e tra decadenza occidentale e giri melodici di sicura presa, ne esce una sorpresa inaspettata, che ha il pregio di lasciare l’amaro in bocca. Si balla e si piange.

 

Diodato con “Ti muovi“ – voto: 6

È sempre godibile farsi cullare da Diodato, la ballata di quest’anno ci porta nelle complesse sfumature di una relazione agli sgoccioli, nella quale una delle due anime prova ancora a salvare qualcosa. Non è la canzone per vincere e questo fa onore a un artista che non ha paura di alzare l’asticella.

 

Emma con “Apnea“ – voto: 7

Emma si lascia contaminare con coraggio, è capace di mettere tutto in discussione e così – evviva! – tutto muta restando intorno all’epicentro del suo carisma incontenibile. L’effetto è coinvolgente. Il brano danza tra giri melodici nostalgici e upbeat da dancefloor, e ci regala un altro capitolo di una metamorfosi assunta a percorso artistico.

 

Fiorella Mannoia con “Mariposa“ –  voto: 6

Un testo femminista un po’ polveroso e banale, stranamente sostenuto da arrangiamenti veloci: la produzione molto bella salva tutto con un frame folkeggiante che funziona, ma nell’insieme ho avuto una sensazione di poca credibilità: ahi ahi ahi!

 

Francesco Renga e Nek con “Pazzo di te“ – 5

Un classico sanremese di bella e solida (e solita scrittura), che fonde due voci tuttavia troppo simili. E così il duetto non decolla. Però chissà dal vivo.

Fred De Palma con “Il cielo non ci vuole“ – 5

Un brano sui sensi di colpa del maschio, buono più per ballare che per riflettere.

Gazzelle con “Tutto qui” – voto: 7

Corteggiamenti, innamoramenti e smarrimenti di una relazione, con probabili riferimenti (Roma nord) alla biografia dell’autore: una melanconica ballata intimista, con quella sensualità ipnotica che è il timbro dell’artista e che mi ha sempre stregato.

 

Geolier con “I p’me, tu p’te“ – voto: 7

Il rapper dei record (di stream) arriva a Sanremo con un testo forte, scritto in napoletano stretto, che pare difficile – anche per la complessa costruzione del brano – possa  vincere. Il brano schiva facili ammiccamenti, per aggiungere un capitolo nero e amaro al racconto che l’autore sta dedicando alle vite ai margini nelle periferie del sud.

 

Ghali con “Casa mia“ – voto: 6

Coraggio in mano, Ghali parla di ospedali bombardati e confini, di migranti e diversità a confronto: la sensazione è che la denuncia non sia un graffio, ma una carezza, se non una posa. E il brano pare nel suo complesso debole.

 

Irama con “Tu no“ – voto: 5

Dalla prima nota Irama ci porta nel suo melodramma, con la consueta efficacia timbrica e la sua attitudine da performer tragico. Il brano risulta un po’ il solito e anche un po’ troppo drammatico, ma certamente sul palco di Sanremo tutto troverà improvvisamente la sua armonia.

Il Tre con “Fragili“ – voto: 5

Ritornello melodico tra barre rap un po’ tradizionali a tratti banali.

 

Il Volo con “Capolavoro“ – voto: 4

La canzone per gli italiani all’estero c’è.

 

La Sad con “Autodistruttivo“ – voto 5

L’attesa di un brano di rottura è pienamente tradita, la Sad presentano un tentativo di piazzare la hit sull’onda del momento, non c’è nichilismo, né rabbia e risulta tutto molto prevedibile.

 

Loredana Bertè con “Pazza“ – voto: 8

Loredana arriva con l’unico brano rock del festival (ad alto potenziale di rotazione radiofonica) con un riff spettacolare e un uptempo sottostante che lo rende totalmente contemporaneo: una delle canzoni più oneste e travolgenti in gara, tra le mie preferite.

 

Mahmood con “Tuta gold“ – voto: 8

Racconto di realtà, con testi vividi e ficcanti: flusso da ballad intimista, ma subito ecco le ferite da incursioni, poi le voci corali doppiate, e gli squarci rap e poi i falsetti.  “ricorderò i gilet neri pieni di zucchero”: tra i miei brani preferiti al Festival.

 

Maninni con “Spettacolare“ – voto: 5

La canzone più sanremese la porta Maninni ed è una ballata godibile e piacevole al primo ascolto, ma pare di ascoltare Renga di quindici anni fa? La sua performance all’Ariston potrebbe farlo volare in alto. La quota della classica canzone italiana è salva.

 

Mr. Rain con “Due altalene“ – voto: 5

Il solito stile Mr Rain, paroloni universali, guerre e oceani e tanta grandezza da piccolo principe, manca la poesia: nel testo, nella musica, nella produzione. Probabile successo under 10.

 

Negramaro con “Ricominciamo tutto” – voto: 5

Il mare, il sole, le ferite e i Negramaro che fanno i Negramaro (e citano non-citano Battisti). Ritornello che non sfonda, una produzione che mi è parsa confusa. Attesa per capire se – come probabile – il live regalerà emozioni in più.

 

Ricchi e Poveri con “Ma non tutta la vita“ – voto: 6

Accendete una strobo in balera e danzate tra ambiguità, ironia e ammiccamenti di una coppia diversamente giovane: l’effetto dal vivo potrebbe essere patetico (vedremo), ma la produzione in studio è goduriosa. Tormentone appassito!

 

Rose Villain con “Click boom!“ – voto: 7

Una lama di voce alterna parti melodiche ad accelerazioni, il brano è seduttivo e il testo si presta a una certa capacità di Rose di raccontare fragilità e orgoglio. Una possibile sorpresa.

 

The Kolors con “Un ragazzo e una ragazza“ – voto: 5

No, questa non è Ibiza, anche se Stash & c. ci provano. Il malinconico racconto di un ragazzo che incontra una ragazza per perdersi nella notte non fa scattare la magia e il tentato tormentone – troppo elementare? – finisce per sembrare un wanna be hit eccessivamente accelerata soltanto per sbancare al tavolo degli algoritmi.

 

Sangiovanni con “Finiscimi“ – voto: 7

Sangiovanni torna con un brano che annuncia una nuova maturità, nella quale non c’è posto per fiorellini e farfalle: una ballata confessione sul proprio malessere, sui propri errori, al limite del nichilismo, con sfumature sadiche che alludono alla salute mentale. L’interpretazione è sofferta e credibile.

 

Santi Francesi con “L’amore in bocca“ – voto: 6

Da poco affacciati all’industria e già dotati di una stilosa riconoscibilità, i Santi approdano al festival con un hard pop amabile, che nel ritornello accelera. Non è il brano memorabile che avrei desiderato per questo sofisticato duo capace secondo me di un più ardito graffio.

 

Amadeus, Sanremo Giovani 2023
Amadeus, Sanremo Giovani 2023 – Foto: Sito RaiPlay

 

Sanremo 2024 – Le serate

Il festival della canzone italiana di Sanremo 2024 si svolgerà dal 6 al 10 Febbraio al Teatro Ariston. Sarà trasmesso su Rai1, Radio2 e RaiPlay.

Condotto da Amadeus, direttore artistico del Festival, il festival vedrà alla co-conduzione:
il 6 febbraio Marco Mengoni, vincitore di Sanremo 2023 con “Due vite”
il 7 febbraio Giorgia
l’8 febbraio Teresa Mannino
il 9 febbraio (serata cover e duetti) da Lorella Cuccarini
il 10 febbraio Finale da Rosario Fiorello

 

Sanremo 2024 – Il regolamento (fonte: Rai > il pdf del regolamento ufficiale)

Nel regolamento c’è una sostanziale modifica. A decretare il vincitore della 74° Edizione del Festival della Canzone Italiana saranno: la sala stampa,

Il regolamento del Festival di Sanremo 2024 porta con sé importanti innovazioni rispetto alle edizioni passate. Questo festival rappresenta un momento cruciale prima dell’inizio ufficiale della competizione canora, che sarà trasmessa su Rai1, Radio2 e RaiPlay dal 6 al 10 febbraio 2024.

La 74ª edizione del Festival della Canzone Italiana sarà guidata da Amadeus, che ricopre il ruolo di direttore artistico e presentatore per la quinta volta consecutiva. Quest’anno, vedremo la partecipazione di 30 artisti in gara, inclusi i 3 finalisti di Sanremo Giovani.

Per quanto riguarda le giurie, si conferma la presenza di tre diverse giurie che determineranno le posizioni nella competizione, votando secondo il regolamento attuale. Tuttavia, si aggiunge una nuova Giuria delle Radio al Televoto e alla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web. La Giuria Demoscopica scompare e viene sostituita dalla Giuria delle Radio, composta da emittenti radiofoniche nazionali e locali, scelte in modo da rappresentare l’intero territorio italiano.

Durante la Prima Serata, le 30 canzoni in gara saranno valutate dalla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web, e verranno comunicate al pubblico le prime 10 posizioni in classifica.

Nelle seconde e terze serate, le 15 canzoni rimanenti saranno giudicate dal pubblico attraverso il Televoto e dalla Giuria delle Radio. I due sistemi di votazione avranno lo stesso peso, con il Televoto al 50% e la Giuria delle Radio al 50%. Durante queste serate, verrà annunciata la classifica delle prime 5 posizioni.

Nella Quarta serata, dedicata alle Cover, tutti e 30 gli artisti in gara saranno giudicati da tutte e 3 le giurie: il pubblico attraverso il Televoto, la Giuria della Sala Stampa, Tv e Web e la Giuria delle Radio. Questi tre sistemi di votazione avranno un peso percentuale uguale, con il Televoto al 34%, la Giuria della Sala Stampa, Tv e Web al 33% e la Giuria delle Radio al 33%. Verranno comunicate al pubblico le prime 10 posizioni di serata, e l’artista in prima posizione sarà proclamato “vincitore della serata”.

Nella finalissima, la Quinta Serata, tutte e 30 le canzoni in gara saranno eseguite nuovamente e saranno votate dal pubblico attraverso il Televoto. La classifica generale delle 30 canzoni e degli artisti sarà comunicata al termine della Quarta serata. Dopo l’esecuzione dei brani da parte dei primi 5 classificati, le votazioni precedenti saranno azzerate, e si procederà a una nuova votazione da parte delle tre giurie (Televoto, Giuria della Sala Stampa, Tv e Web e Giuria delle Radio). Queste votazioni avranno un peso percentuale uguale, con il Televoto al 34%, la Giuria della Sala Stampa, Tv e Web al 33% e la Giuria delle Radio al 33%.

 

Sanremo 2024 – Il Programma (fonte: Rai)

Prima serata
-esibizione dei 30 artisti
-votazione: Giuria della Sala Stampa, Tv e Web
– top 10 della serata

Seconda serata
-esibizione dei 15 artisti
– i 15 artisti che non si esibiranno presenteranno gli altri
-votazione: Televoto 50%; Giuria delle Radio 50%
-top 5 della serata

Terza serata
-esibizione dei 15 artisti
– i 15 artisti che non si esibiranno presenteranno gli altri
-votazione: Televoto 50% ;Giuria delle Radio 50%
-top 5 della serata

Quarta serata, serata cover
-esibizione dei 30 artisti con una cover
-votazione: Televoto 34%; Giuria della Sala Stampa,Tv e Web 33%; Giuria delle Radio 33%
-top 10 della serata

Serata finale, prima parte
– vedremo la classifica generale delle 30 canzoni stilata dopo la 4 serata
-esibizione dei 30 artisti
-votazione: Televoto
– nuova classifica generale con tutte le 30 canzoni

Serata finale, seconda parte
-esibizione della top 5
-Chi vota? Televoto 34% – Giuria della Sala  Stampa, Tv e Web 33% – Giuria delle Radio 33%
-La canzone con la % di voto più elevata ottenuta nell’ultima votazione vincerà il Festival

 

 

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