Nureyev – The White Crow, stasera in prima tv su Rai Movie il biopic diretto da Ralph Fiennes

La vita del celebre danzatore sbarca in tv, canale 24.

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Nureyev - The White Crow, stasera in prima tv su Rai Movie il biopic diretto da Ralph Fiennes - Rudolf Nureyev - Gay.it

Rudolf Nureyev – The White Crow, biopic diretto e interpretato da Ralph Fiennes, arriva finalmente sulla tv generalista. Questa sera alle ore 21:10, in prima assoluta su Rai Movie (canale 24 del digitale terrestre), il film porterà sul piccolo schermo la vita del celebre danzatore Rudolf Nureyev, che dalla Russia si trasferì a Parigi per raggiungere il suo sogno.

Il film ripercorre la vita del ballerino fin dalla sua nascita, a Ufa, su un treno. Alle prese con un’esistenza non semplice, fatta soprattutto di povertà, decide di apprendere l’arte della danza a Leningrado. Nel 1961 arriva a Parigi a soli 23 anni insieme alla Kirov Ballet Company. Il carattere ribelle del ragazzo, il suo anticonformismo e le sue amicizie troppo occidentali attirano le attenzioni degli ufficiali del KGB che decidono così di sorvegliarlo costantemente. Quando deciderà di partire per Londra, gli stessi agenti decideranno di impedirglielo e così Nureyev deciderà di chiedere asilo politico alla Francia.

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Protagonisti della pellicola, tratta dalla biografia biografia “Nureyev: The Life” di Julie Kavanagh e vincitrice del premio speciale per il miglior contributo tecnico al Tokyo International Film Festival, Oleg Ivenko, Adèle Exarchopoulos e Čulpan Nailevna Chamatovania.

Quando HIV e AIDS iniziarono a diffondersi in Occidente, intorno al 1982, il grande danzatore russo  vi prestò poca attenzione, come del resto all’inizio fecero in molti: probabilmente il danzatore contrasse l’HIV proprio intorno a quegli anni. Per un po’ di tempo egli semplicemente minimizzava, negava che ci fosse qualcosa di strano riguardo alla sua salute: quando nel 1990 si ammalò senza ombra di dubbio, finse di avere altre malattie, rifiutando qualsiasi trattamento disponibile all’epoca. Alla fine dovette affrontare il fatto che stesse morendo e lo fece anche attraverso questa struggente Lettera alla danza, insieme suo testamento artistico ed esistenziale.

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