Grandi “doti” e simpatia: i porn performer resistono all’età

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Alcuni attori hard gay tra i più famosi di sempre, come Johnny Hazzard, riscuotono ancora successo nonostante siano alle soglie dei 40. Merito del carisma. Ma c'è chi...

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Il rapporto che lega il mondo della pornografia gay tradizionale alla nuova realtà proposta da internet è sempre più stretto. Se da una parte Stag Homme, il sito messo in piedi da Francesco D’Macho e Damien Crosse per proporre le loro produzioni amatoriali, è diventato vera e propria casa di produzione di livello internazionale, dall’altra ci sono attori cult del porno gay tradizionale che hanno deciso di passare al web. É questo il caso di Frankie Valenti, meglio noto come Johnny Hazzard. Questo simpatico gay porn performer di origine italo americana è stato uno dei nomi di maggior richiamo della scuderia di Chi Chi LaRue a partire dal 2002, vincendo tantissimi premi e diventando estremamente popolare grazie anche alla sua presenza su internet e alla sua capacità di svecchiare l’immagine del gay porn performer tutto sesso. Infatti, al di là delle sue innegabili doti sul set, ha sempre utilizzato internet per avere un contatto costante coi fans e per presentare – con semplicità e trasparenza – anche gli altri aspetti della sua vita, passando dalle lezioni di cucina italo americana (inaugurate con i fichi secchi!) ai video girati in famiglia, ma anche attraverso il diario dei suoi viaggi (adora i parchi naturali) e il suo blog aggiornato costantemente.

Probabilmente è anche per questo che, ora che il suo contratto con Chi Chi LaRue è finito, ha deciso di firmare l’esclusiva con il sito randyblue.com, che lo ha accolto a braccia aperte nonostante sia prossimo ai trentaquattro anni. Evidentemente i gay porn performer di oggi non basano più la loro carriera solo sulla loro freschezza, e sono in grado di riciclarsi in varie fasce d’età, soprattutto se alle loro doti amatorie aggiungono una buona dose di carisma e simpatia. Tuttavia ce ne sono alcuni che, effettivamente, non ne hanno nemmeno bisogno. Basti pensare all’icona omoerotica Ken Ryker, che si era ritirato dalle scene nel 2003 e che ora, a trentanove anni,ha deciso di ripartire con un un tour di spettacoli erotici che toccheranno le maggiori città americane. Ken Ryker, che ha sempre puntato sul suo fisico scultoreo e sulla sua notevolissima dotazione genitale (chi ha visto i dildi modellati sul calco del suo membro ne sa qualcosa), appartiene a una generazione di porn performer ben diversa da quella di Johnny Hazzard, ma c’è da scommettere che farà ancora il tutto esaurito. In ogni caso bisogna prendere atto del fatto che, se da una parte il confine fra porno gay tradizionale e porno gay su internet si fa sempre più sottile, è anche vero che il rapporto fra porno gay e cinema tradizionale inizia a diventare sempre più stretto, soprattutto quando ci sono di mezzo tematiche gay.

Basti ricordare François Sagat, che sta diventando un volto noto anche nel cinema d’essai, o Brent Corrigan, che sta collezionando una grandissima quantità di piccole partecipazioni anche in film di un certo livello come Milk o il recentissimo Judas Kiss. La cosa interessante è che, ultimamente, inizia a verificarsi anche il contrario: esemplare il caso del cantante Ari Gold, che è molto popolare in ambito R&B e che ha avuto una notevole carriera nonostante abbia scelto di fare coming out dall’inizio. Nonostante Ari Gold non abbia certo bisogno di farsi pubblicità fra i fruitori di porno gay, non si è fatto problemi a rientrare nella colonna sonora dell’imminente Assassin, video hard gay ad alto budget diretto e interpretato da Micheal Lucas. La cosa interessante è che, oltre a partecipare con le sue canzoni, farà anche un’apparizione nel film in questione (ovviamente in un ruolo non sessuale) e ha concesso a Michael Lucas di realizzare un video speciale per il suo brano Make My Body Rock, mixando proprio le scene di Assassin. É davvero la prima volta che un cantante professionista sceglie consapevolmente di mettere la propria voce e la propria faccia in una produzione di questo tipo. Un altro segno dei tempi che cambiano e del fatto che il porno gay è progressivamente sdoganato? Staremo a vedere.

di Valeriano Elfodiluce

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