Il doppiatore di film pornogay

"Sono strano quando esco dallo studio, tutto il mondo, le cose , gli oggetti, mi sembrano come trasfigurati in una forma fallica."

L.G è un ragazzo piacente, con gli occhi scuri e sfrontati, illuminati a tratti da un seducente lampo di malizia. Deve avere una trentina d’anni, lavora coi computer e sogna di diventare regista. Nel frattempo, per sbarcare il lunario, fa il doppiatore di film porno– gay e di film- bi. Ci facciamo raccontare come ha cominciato.

“ Quando i miei mi hanno comunicato che non potevano più mantenermi, il problema della sopravvivenza, di come pagare affitto e bollette, si è fatto urgente. Non avendo un amante ricco con la vocazione da mecenate, ho cominciato a guardarmi intorno, ma non volevo un lavoro uguale e ripetitivo, che spegnesse lentamente le mie idee e i miei sogni, ne ho provati tanti ma non ha mai funzionato. Così un giorno ho bussato alla porta dello Star Studio, dove doppiano film hardcore. Lo sapevo per sentito dire, non ero neanche sicuro. Mi ha accolto una segretaria ingioiellata e leopardata che mi ha squadrato da capo a piedi e mi ha portato dal capo, un uomo sulla cinquantina, grasso, pelato con un enorme collana d’oro al collo. Ha subito capito che ero gay :”Sei finocchio, vero?”

“Sì” Ho risposto io, né infastidito, né seccato ma solo curioso.”

“Bene, bene , molto bene. Ci sarebbero da doppiare i film per finocchi, sai, certi doppiatori non vogliono, o non sanno che cosa dire, si trovano a doppiare situazioni diciamo particolari, che non conoscono, e mi sbagliano tutto, i gemiti, i fruscii, i rumori. Ad esempio i pompini, hai presente?”

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“Sì,perfettamente.”

“Bene, un attore etero è capace di doppiarmi un palestrato californiano che fa un pompino ad un peloso sudamericano continuando a sospirare ah! e oh! a bocca spalancata nonostante sullo schermo la bocca del californiano sia tappata da un pene turgidissimo che lo penetra fin quasi all’esofago. Capisci cosa intendo?”

“Capisco”

“Sono sicuro che tu sai doppiarmi un pompino come si deve, cioè tu sai di che cosa si tratta, no?”

“Certo, so di che cosa si tratta,”

“ Puoi scegliere come fare, io non impongo niente, sono uno liberale, intervengo solo se ci sono problemi, credo ci siano vari modi, lo so perché ne ho visti tanti, non per esperienza diretta , anche se, ti giuro, non ho niente contro i finocchi. Magari un mugolio, o una sorta di “cic ciac”, vedi tu..:”

Lo guardai come un alieno, ma mi venne da ridere. “Vuol dire che mia assume?”

“Certo, c’era proprio bisogno di un omosessuale, da quel tipo di film destinati al pubblico gay abbiamo le maggiori entrate, e non posso andare avanti con derelitti che, mentre uno viene sodomizzato gli fanno dire “ sono potente, lo sai quanto sono potente, ah…”

E’ così che ho cominciato.

Il tempo per il mio lavoro creativo non manca ma tre volte a settimana entro allo Star Studio la mattina e ne esco solo a notte inoltrata. Quando esco sono stordito, cammino per strada e vedo solo cazzi di ogni tipo, forma e colore che penetrano sederini di ragazzi imberbi o che si strusciano su altri peni turgidissimi in interni improbabili di case squallide, o in cupe stanze d’albergo. Corpi nudi uno sopra all’altro, occupati in incastri curiosi e acrobazie da circo, maschioni resi timidi e sottomessi, orsi pelosi che si fanno leccare dappertutto, lingue vorticose che si infilano negli orifizi di tranquilli padri di famiglia, improbabili getti di sperma che sembrano cascate. Sono strano quando esco dallo studio, tutto il mondo, le cose , gli oggetti, mi sembrano come trasfigurati in una forma fallica.

Eppure i film porno gay sono interessanti, sono stati i primi, nel periodo di emergenza aids, ad imporre il preservativo agli attori, per esempio. Questo li rende emblematici, un segno dei tempi e di come nel mondo omosessuale la consapevolezza della prevenzione si sia fatta strada prima che altrove. Alcuni sono noiosi, altri invece sono curati, ambientati in collegi maschili, palestre, caserme e credo che rivelino le fantasie da spogliatoio che appartengono a ogni maschio, gay , etero o bi. Sfido chiunque a non rintracciare, in qualche angolo del suo cervello, un momento in cui , dopo una partita, o una nuotata, sotto la doccia, non ha osservato con un brivido il pene di un suo compagno di squadra, il culetto sodo o i muscoli in evidenza dell’amico di tante bevute che non aveva mai visto nudo, o di uno nuovo timido e imberbe. E poi , quando li doppio, quando, seduto sul mio sgabello col leggio davanti e le immagini che scorrono emetto i miei gridolini, i miei "“dai…così…infilamelo tutto”, non posso fare a meno di pensare che quei film verranno trasmessi anche in certi gay bar, nelle saune, nelle discoteche, e aiuteranno a fare diventare più “cool” tante serate di ragazzi come me.

Talvolta doppio anche i “film bi” che sono una categoria meno conosciuta ma non meno stuzzicante, sono i film destinati ai bisessuali. Ci sono due uomini che fanno tutto fra loro, che si desiderano, si toccano, si possiedono, e poi c’è una donna che si concede ora all’uno ora all’altro. Hanno trame divertenti, variazioni hard e impensate sull’eterno tema del triangolo, e mi capita, doppiandoli insieme a qualche collega donna, di imbarazzarmi, e anche, lo ammetto, di emozionarmi.”

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di Francesca Mazzucato