Bari: fascisti in difesa del Gay Pride

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Dalle colonne di "Costruire, pagine di pensiero e azione fascista" un editoriale che difende i patrocinio concesso da Fitto e prende le distanze da Bucciero e Forza Nuova.

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BARI – «Ritengo il patrocinio concesso dall´illustre governatore Raffaele Fitto un atto di civiltà». A pronunciare queste distensive parole non è un esponente del movimento gay, ma Andrea Chimenti, alias Jake, membro dei “Fasci italiani del lavoro”, gruppo che si ispira all’esperienza mussoliniana. Dalle colonne del loro giornale “Costruire, pagine di pensiero e azione fascista”,, che ha sede a Bari, diretto da Antonio Rossini, “Jake” si esprime in termini alquanto sorprendenti sulla prossima manifestazione omosessuale che il capoluogo pugliese ospiterà:«Con la lucida follia e la consapevolezza che per fare sesso con un uomo non è necessario essere omosessuale e, al tempo stesso, con la sicurezza di non appartenere ‘all´altra parrocchia´ – scrive l’autore – ritengo il patrocinio concesso dall´illustre governatore Raffaele Fitto un atto di civiltà».
L’intervento dell’esponente neofascista è stato riportato dall’edizione pugliese di Repubblica, dalla quale si legge ancora: «Anche sulla storia del Gay Pride – scrive Chimenti – i Fasci si distinguono da questi sedicenti fascisti di Forza Nuova. Le posizioni assunte dai forzanovisti e dallo stesso senatore Bucciero non rappresentano quella di chi si riconosce in questa fede. Le loro sono posizioni retrograde, intolleranti, prive di senso. Il fascismo, per sua natura, difende i diritti di ognuno e, visto che non viviamo più nel 1920 e che l´omosessualità oggi è un fatto, non si può che considerare gli omosessuali come persone umane che hanno diritto, come chiunque altro, di vivere liberamente la propria condizione, garantendo il massimo rispetto verso gli altri. In questo ci associamo alla posizione assunta dall´arcivescovo Francesco Cacucci».

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