LA FRANCIA APRE ALLA FAMIGLIA GAY

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Due donne ottengono l'adozione congiunta delle loro tre bambine: sono la prima famiglia omoparentale d'oltralpe. E il governo conservatore concede aiuti fiscali alle coppie pacsate.

PARIGI – La Francia compie importanti passi in avanti verso il riconoscimento della famiglia omosessuale. Mentre mercoledì il governo conservatore presentava una finanziaria che prevede per le coppie omosessuali registrate lo stesso trattamento fiscale riservato alle coppie sposate, pochi giorni prima veniva reso noto che lo scorso 27 giugno un tribunale ha riconosciuto ufficialmente la prima famiglia omoparentale francese. Carla e Marie-Laure hanno infatti finalmente ottenuto l’affidamento congiunto delle loro tre bambine, Giulietta, Luana e Zelina (5, 7 e 10 anni), figlie naturali di Marie-Laure che le ha avute con inseminazione artificiale.
Le due mamme.
Le due donne sono “pacsate”, cioè legate da un Patto Civile di Solidarietà secondo la legge approvata già cinque anni fa e che registra le convivenze tra persone di sesso diverso o dello stesso sesso. Ma il PaCS non permette l’adozione congiunta, perché contiene norme diverse in materia d’adozione rispetto a quelle previste per le coppie sposate. Invece, con la sentenza dello scorso luglio – diventata operativa solo adesso – Carla e Marie-Laure hanno eguale autorità parentale sulle tre figlie.
Il tribunale che ha emesso la sentenza, l’ha giusitificata dicendo che la «domanda è conforme all’interesse dei bambini». Secondo l’opinione di un giurista, la sentenza «apre una breccia» nel diritto, ma non è detto che faccia giurisprudenza.
Le associazioni di genitori gay hanno accolto positivamente la sentenza. «Le nostre famiglie esistono – afferma Eric Garnier dell’Associazione dei genitori gay e lesbiche – bisogna ormai tener conto di questa realtà». Per il ginecologo Israël Nisand, «la letteratura medica sull’avvenire psicologico dei bambini di famiglie omosessuali non permette di individuare danni specifici».

Fisco equo per i ‘pacsati’.
Si tratta quindi di un importante passo in avanti per le unioni omosessuali, che si aggiunge a quello siglato nella finanziaria 2005 che contiene norme tese a migliorare i diritti fiscali delle unioni registrate attraverso il PaCS. In sostanza, da ora, il governo conservatore porrà lo status fiscale delle coppie gay alla pari con quelle delle coppie sposate: ad esempio, i partner uniti col PaCS potranno presentare dichiarazioni dei redditi congiunte da subito, mentre finora potevano farlo solo dopo tre anni. «E’ un’ottima notizia – ha detto Alain Piriou (foto), rappresentante del gruppo Inter-LGBT – Cambiare le leggi fiscali è una decisione politica che implica dei valori ideologici. Migliorando lo status fiscale dei gay che vivono in unione civile, il governo ha innalzato lo status delle coppie omosessuali in generale».
Il dibattito sulle nozze gay prosegue.
Dopo l’approvazione del PaCS, in Francia ora si assiste a un acceso dibattito per il riconoscimento del matrimonio omosessuale. Le associazioni glbt affermano infatti che il PACS pone i gay in svantaggio rispetto a tasse, eredità, adozione e diritti d’immigrazione.

Il dibattito si è fatto ancora più intenso quest’anno quando Noel Mamere (foto), sindaco di una cittadina del nord, ha celebrato il primo matrimonio gay del paese, nel giugno scorso. Un tribunale ha successivamente annullato il matrimonio, e il governo lo ha dichiarato invalido, ma alcuni politici socialisti promettono di spingere per legalizzare il matrimonio gay, mentre i conservatori affermano che questo sarebbe un attacco alla santità del matrimonio.
«Non sono favorevole al matrimonio omosessuale – ha detto il ministro delle finanze Nicolas Sarkozy, alla presentazione della finanziaria mercoledì scorso – Ma sarebbe ingiusto dire agli omosessuali, non vi permettiamo di sposarvi, ma nello stesso tempo il trattamento fiscale del Pacs non è uguale».
Tuttavia Piriou ha detto che la finanziaria dl governo non garantisce ai partner omosessuali gli stessi diritti fiscali nell’eredità riconosciuti alle coppie sposate. «La discriminazione resta – ha detto – Ci sono ancora minori protezioni per i gay. Il governo ha presentato un piano pronto a metà. Ciò rende la nostra richiesta per il matrimonio omosessuale più valida che mai. Il fatto che si migliori il PaCS non fermerà i gay dal chiedere il matrimonio. Il matrimonio e il PaCS saranno sempre diversi. Vogliamo un dibattito reale sul matrimonio gay».

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