Omocausto: le 10.000 vittime gay

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Venti iniziative in tutta Italia per ricordare le vittime del nazifascismo. Dopo ebrei e rom, quello degli omosessuali fu il terzo gruppo a subire la follia dello sterminio....

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«Ci sono ancora molte storie di omosessuali e transessuali da raccontare» – spiega Marco Reglia, responsabile Arcigay per la Memoria Storica – «vissuti di esistenze escluse da società che non li riconoscevano, li relegavano ai margini e li uccidevano barbaramente, assieme a tutti gli altri “diversi” che non rispettavano le tragiche regole della cultura dei diversi regimi totalitari.»

È questo il senso delle commemorazioni – una ventina in tutta Italia – in occasione della "Giornata per la Memoria". Istituita dal parlamento nel 2000 nell’anniversario della liberazione del campo di Auschwitz il 27 gennaio è dedicato alla rievocazione dello sterminio anche degli omosessuali europei. Il cosiddetto Omocausto ha coinvolto circa 14 mila tra gay, lesbiche, bisex e transgender internati nei campi di concentramento. Di questi solo quattromila sono riusciti a salvarsi. Nella Germania di Hitler, infatti, gli atteggiamenti omosessuali erano regolati dal Paragrafo 175 del Codice penale: "Un atto sessuale innaturale commesso tra persone di sesso maschile o da esseri umani con animali è punibile con la prigione. Può essere imposta la pena accessoria della perdita dei diritti civili". Il film Paragraph 175 ne ha descritto bene l’applicazione.

A Roma la "Giornata per la Memoria" sarà celebrata con la mostra "Omocausto: lo sterminio dimenticato degli omosessuali" che sarà allestita da martedì 27 gennaio a domenica 1 febbraio presso la sede dell’associazione a Testaccio in via Nicola Zabaglia, 14 (Roma) e sarà visitabile tutti i giorni dalle 16.00 alle 20.00. A Milano il presidente nazionale Arcigay Aurelio Mancuso parteciperà alle 20.30 presso la sala Congressi della Provincia di Milano ad una commemorazione ufficiale con rappresentanti istituzionali e studenti delle scuole superiori.

«Attraverso la cura del ricordo e la proposta di queste iniziative vogliamo donare alle nostre generazioni, in particolare alle più giovani, strumenti di consapevolezza per dare valore alla nostra libertà conquistata» ha continuato Marco Reglia.

Quello lgbt è il terzo gruppo per dimensioni, dopo ebrei e rom, ad essere stato perseguitato dalla follia nazifascista. Il triangolo rosa che veniva appuntato sulle casacche dei maschi è ancora simbolo internazionale del ricordo dell’omocausto. Alle lesbiche, considerate malate di mente, veniva invece assegnato il triangolo nero, che contraddistingueva le prostitute. A Berlino e ad Amsterdam due sculture in marmo che ricordano l’omocausto hanno la forma proprio del triangolo rosa.

Tutte le inizative possono essere consultate sul sito internet http://www.memorialgbt.it/IniziativeMemoria.htm

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