Richetti (Pd): “No alle adozioni gay, ma i figli dei partner…”

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Polemica a Bologna sulle parole del candidato alle primarie. Arcigay: "E l'uguaglianza?"

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Il fronte del “no” alle adozioni per le coppie gay si allarga. Oltre a NCD e Fratelli d’Italia, senza contare la Lega Nord, si aggiungono anche esponenti del PD. Ultimo in ordine di tempo Matteo Richetti, cattolico, renziano della prima ora e candidato alle primarie emiliane per il ruolo di candidato del PD alla presidenza della Regione.

La posizione di Richetti è netta: niente adozioni gay. “Abbiamo sempre ritenuto che un affido iniziale ad una coppia di due uomini e due donne non fosse opportuno inserirlo nell’ordinamento – ha dichiarato Richetti -. E’ una posizione che faceva e che fa i conti con una realtà di fatto”. Le cose cambiano se si parla di figli del partner, come nel caso della sentenza di Roma. Per Richetti è “sbagliato impedire al figlio di una persona che si è unita con un’altra persona dello stesso sesso di stare in maniera riconosciuta in quella famiglia. È un tema molto delicato che va ordinato facendo i conti con la realtà”.

Un’apertura che, però, Arcigay Bologna giudica insufficiente. “L’ostinato no di Richetti alle adozioni per le coppie gay e lesbiche – dichiara il presidente del circolo bolognese dell’associazione, Vincenzo Branà -, così come la distinzione netta che pone tra l’istituto matrimoniale (esclusivo per gli omosessuali) e quello per le coppie omosessuali tradiscono un disegno della società per classi, categorie di privilegio o di svantaggio”. “Che fine ha fatto l’uguaglianza – si chiede Branà -? Quando la sinistra ha deciso di perdersela per strada, o peggio ancora di rottamarla?”.

“Ovviamente la penso in modo diverso dall’amico Richetti – aggiunge Franco Grillini presidente di Gaynet Italia e consigliere regionale uscente – perché a mio avviso anche in Italia si devono parificare i diritti di tutte le famiglie comprese quelle omosessuali attraverso l’accesso al matrimonio civile ed anche all’istituto delle adozioni”.

Per il consigliere “è un bene che i diritti civili siano al centro anche della campagna elettorale per le regionali dell’Emilia Romagna e bene ha fatto Richetti a pronunciarsi con chiarezza il suo punto di vista. Cosa che anche gli altri candidati dovranno fare a loro volta”. Grillini aggiunge che proprio la Regione Emilia Romagna “è l’unica nel panorama nazionale ad aver approvato il famoso articolo 48 della finanziaria 2010 che mette sullo stesso piano ogni forma di famiglia, quelle lgbt comprese, senza discriminazione alcuna”. “Tuttavia è una decisione rimasta sostanzialmente inattuata e nell’autunno dello scorso anno – ricorda – il gruppo Pd votò contro il diritto di accesso delle coppie gay nei bandi di edilizia popolare. Nella prossima legislatura quindi la giunta o il consiglio dovranno porre rimedio e varare una delibera di attuazione dell’art 48 in modo da passare dalle petizioni di principio alla pratica attuazione dei diritti di tutte le famiglie”.

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