“Alfredo’s Fire”, il doc su Ormando cerca fondi online

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Il regista americano Andy Abraham Wilson sta ultimando un documentario dedicato ad Alfredo Ormando, lo scrittore siciliano che 15 anni fa si diede fuoco in piazza San Pietro....

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La notizia data dalla CNN

La notizia data dalla CNN

Una luce. Si accende nell’appartamento papale dietro ai drappi scarlatti, fa fremere di sincera emozione, lancia un sussulto di speranza in tutto il mondo. E anche i gay, per un attimo, hanno pensato che quell’uomo umile, semplice, arrivato in punta di piedi “dalla fine del mondo” ma di origini astigiane, quel Papa Francesco (niente “Primo”, fa troppo asburgico) che comunque rappresenta una svolta epocale per la Chiesa Cattolica, potesse rappresentare un’immediata apertura di dialogo, di confronto, di speranza, appunto. Anche perché in Argentina i matrimoni gay sono una realtà. Ma è bastata una rapida ricerca online per scoprire che uno dei massimi oppositori delle nozze omosessuali è stato proprio lui, Jorge Mario Bergoglio, che definì “pretesa distruttiva contro i piani di Dio”. E infatti Papa Francesco è inviso alla presidente argentina Kirchner, tant’è che le sue congratulazioni sono arrivate dopo più di un’ora perché non si è voluta interrompere una celebrazione in Parlamento per commemorare Chavez.

Un’altra luce, non elettrica ma scandalosamente umana, si è accesa in piazza San Pietro quindici anni fa, il 13 gennaio del 1998. E rischia di essere dimenticata. La luce flebile, istantanea, tragicamente “urlata” (e in quei 32 secondi di magico silenzio imposto da Papa Francesco per raccogliersi in preghiera sembrava che fosse nuovamente lì, tra i punti luminosi della piazza, a ricordarci di lei) della fiammata che divorò lo scrittore e poeta siciliano neanche quarantenne Alfredo Ormando. Si diede fuoco per protestare “contro la Chiesa che demonizza l’omosessualità, demonizzando nel contempo la natura perché l’omosessualità è sua figlia”. Un regista americano, Andy Abraham Wilson, semifinalista agli Oscar con Under Our Skin, sta ultimando un documentario dedicato a Ormando, Alfredo’s Fire, prodotto dalla sua Open Eyes Pictures, organizzazione senza fini di lucro, e cofinanziato dall’italiana Sara Marinelli. Ma non ci sono abbastanza soldi.

Così ha lanciato una richiesta fondi sulla piattaforma web Kickstarter (la trovate qui ). Ha raggiunto circa un terzo della cifra necessaria a ultimare la post produzione, cinquantamila dollari, affinché il nobile cineprogetto veda la luce: chiunque può fornire il proprio contribuito (è anche possibile, con una fiche di almeno diecimila dollari, risultare produttore esecutivo del documentario). Così il regista, nel giro di un paio di mesi, potrebbe riuscire a terminarlo e presentarlo a Palermo in occasione del Pride nazionale. ‘Alfredo’s fire’ è narrato attraverso la notevole quantità di scritti e lettere lasciati da Alfredo, le interviste con le persone che lo conoscevano bene.

Alfredo Ormando

Alfredo Ormando

Come spiega il regista, “racconta il desiderio di Alfredo di non sentirsi escluso e rivela la lotta archetipica per riconciliare fede e sessualità”. “Lo Stonewall italiano” come l’ha definito l’attivista Imma Battaglia, un atto disperato che a tutt’oggi potrebbe rappresentare l’occasione giusta per riprendere un civile dibattito con l’istituzione religiosa su uno dei temi imprescindibili che il nuovo Papa non può assolutamente ignorare. E osservare la foto che il regista ha postato su Facebook, in cui si affianca la suggestiva fumata bianca dell’altro ieri all’alone nero lasciato da ciò che rimaneva tre lustri fa del corpo di Alfredo (sarebbe morto dieci giorni dopo all’ospedale romano Sant’Eugenio), non può lasciare indifferenti.

Ecco le ultime, testamentarie parole di Ormando: “Ho passato buona parte dei miei quarant’anni sperando che le mie parole pubblicate in un’opera potessero uscire dai confini della mia isola, la Sicilia. Non è stato possibile, inesorabili i rifiuti delle case editrici, dalle più grandi alle minori. Allora ho deciso di farmi parola io stesso. Ho deciso di trasformare in urlo e in segno indelebile il mio corpo di uomo che ama un altro uomo, di gridare tutto ciò che la Chiesa non vuole vedere. Il mio corpo sarà la penna, si consumerà scrivendo la mia parola che nessuno potrà cancellare, il mio inchiostro sarà la benzina”.

Parole che non si possono spegnere.

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