Sette caramelle arcobaleno dal Festival di Cannes

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Sette flash da Cannes 70: dal nudo di Garrel alle orge aliene della fantasia al potere in How To Talk To Girls At Parties di John Cameron Mitchell.

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Sette cose che hanno catturato la nostra attenzione finora al 70esimo Festival di Cannes.

GODARD A NUDO FA GODERE LA CROISETTE

Salle Lumière, ieri mattina. Nello spassoso Le Redoutable di Michel Hazanavicius (adombrava l’incubo terrorismo perché la proiezione stampa del giorno prima era stata ritardata causa oggetto sospetto, evacuazione del Palais e intervento dei cani molecolari) tutti con sguardo dritto verso il nudo frontale reiterato di Louis Garrel prima in libertà adamitica a casa sua e poi sul set folle de Il seme dell’uomo di Ferreri: Louis potrebbe vincere il Premio d’Interpretazione. Il Temibile Pisellone.

COME FARE LE FESTE DI CARNEVALE VESTITI DA ALIENI GENDER

La fantasia al potere: nell’immaginifica ode punk How To Talk To Girls at Parties di John Cameron Mitchell, un manipolo di alieni si sollazza entrando e uscendo letteralmente da corpi e vestiti. Altro che Rocky Horror, qui siamo allo Shortbus che diventa Corriera del Piacere dove i peni sono ‘piccoli fiori rosa’. In Montée la Nicole era argentea, Elle Fanning con doppia Palma a coprire il seno e quell’enfant terrible di John Cameron Mitchell sembrava il figlio adottivo delle due. Qui l’ammucchiata è creativa e colorata, l’ex signora Kidman una leader punk extraterrestre con parruccona grigia inguardabile. Perché rifarsi i connotati, visti i precedenti?

MARLINA, QUESTA MISTERIOSA SIGNORA INDONESIANA

È il grande mistero di quest’edizione: Marlina l’assassina in quattro mosse è nel programma Quinzaine ma non si capisce perché sia finita nella lista Queer Palm, visto che nel trailer sembra una vendicatrice superetero in un mondo crudelissimo che taglia teste come fossero bucce di banana. Attenderemo martedì quando Marlina dovrebbe materializzarsi al Palais Stéphanie, dove sabato si è svolta una spassosissima serata alla Vip Room con Gianluca Vacchi scatenato alla console, ballerine acrobatiche e misteriose mistress leather. Dance, dance, dance: sarà Marlina Dance?

WONDERSTRUCK, TODD HAYNES FIRMA UNA FIABA DAL FINALE COMMOVENTE

È il film più fiabesco di Cannes 70, abbellito dalla fotografia pastosa di Ed Lachmann. Stiamo parlando dell’abbacinante Wonderstruck del regista gay Todd Haynes (Lontano dal ParadisoCarol). Tratto dall’omonimo romanzo di Brian Selznick (vedi Hugo Cabret), è un diorama abitato dall’immaginario adolescenziale e giocato sul doppio, maschile e femminile, di un ragazzino sordo a causa di un fulmine (a colori) e una bimbetta che cerca nella Grande Mela la sua attrice preferita (in bianco e nero). È Una notte al museo che s’illumina di luce scintillante ma anche un Jumanji di plastilina dove New York diventa un gioco magico per perdersi e poi ritrovarsi: finale commovente nonostante un sapore un po’ dolciastro che rischia di strabordare nel melenso. Ma potrebbe piacere al lato più infantile della Nostra Presidentessa Pedrita: non meraviglia delle meraviglie ma rassicurante e molto ben fatto.

TUTTI GENDER SULLA CROISETTE

Sarà che impazzano i film ultrasex come They o Coby, ma sulla Croisette si fanno incontri davvero bizzarri: una deliziosa ‘Edda’ Redmayne in attesa davanti al Palais prima della proiezione del coreano Okja, un bel giornalista con abitino femminile carta da zucchero nella nuova Terrasse des Journalistes al quarto piano, una poliziotta che più lesbica non si può all’ingresso del Palais dopo l’evacuazione di sabato sera per un oggetto sospetto in Salle Debussy. E se fosse stata la trousse di Edda? O il pc della giornalista in lista? O la pistola dimenticata dalla lesBic(hi)ona? Ai gender l’ardua sentenza.

NOTHINGWOOD, MANCANO I DOC QUEER MA CI SONO LE FESTE QUEER DOC!

Si attende il bizzarro Nothingwood, doc inserito in Queer Palm su un cineasta iperprolifico afghano (110 film: volete che non ce ne sia uno queer?). Eppure i doc quest’anno sono rari, e a parte Napalm di Lanzmann sulla Nord Corea partendo da un suo innamoramento per un’infermiera di lì, nulla da segnalare. Ma i veri documentari queer cannensi sono le feste top: la più blindata è prevista il 24 maggio nella villa la Jungle du Roi che ospita il Resort Plein di Philipp Plein. Si rumoreggia di Madonna, Paris Hilton e Tiffany Trump. Ci vuole la parola magica: se fosse semplicemente ‘Madonna?’

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RICCHI E PURE BELLI, ECCO I NUOVI TORELLI

La scuderia si allarga, qualcos’altro si allunga: abbiamo incrociato il lungo sguardo della grande rivelazione di 120 Battements Par Minute di Robin Campillo, già in pole per la Palma d’Oro: la recensione ditirambica del Maestro Peter Bradshaw del Guardian (cinque stellette su cinque) lo pone nel cosiddetto Triangle d’Or – Palma, Grand Prix o Prix du Jury – quindi stiamo tranquilli. La rivelazione del film è il bellissimo esordiente Ariel Borestein, charme da vendere e quegli occhi, ah quelli occhi, da far capitolare persino Elton John che farà un’apparizione sulla Croisette oggi per presentare il contest The Cut: realizzare video musicali di suoi classici. Trovate tutte le informazioni su: https://thecut.eltonjohn.com. Dai grandi saggi alle nuove leve il passo è breve.

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