PITTI: O SFARZO O JEANS

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Niente mezze misure nella moda uomo!

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Smettetela con le mezze misure. O di qua, o di là. O professionisti o pazze. I commessi viaggiatori con il rimmel sono acqua passata, per fortuna.

Questo un suggerimento della rassegna Pitti Immagine Uomo, che ha presentato le collezioni primavera estate 2002.

Delusione per le sezioni Classico Italia e Futuro maschile, quelle dedicate ai marchi classici, come Brioni, Pal Zileri (che si salva con l’abito che si piega come una camicia, però), ma anche Montana, Versus, che nella linea pret-a-porter hanno esibito il peggio dello stile giovanilista. Giacchine avvitate dai colori improbabili ed importabili: rosa pallido, celeste sbiadito, nonché gli orridi patchwork floreali per lo stile pappone hawaiano.

Il confindustriale veste in divisa come il metalmeccanico, rassegnatevi. Sono ammesse variazioni sul tema, ma non uno stravolgimento radicale della melodia.

Sorprendente ed affascinante, invece, la sezione "Affinità Elettive", dedicata ai veri signori. Lo dimostra il fatto che è la più visitata dai Giapponesi. Lasciamo perdere i costi. La moda ha prezzi elevati, lo sanno tutti. Ma, chi può, si lasci abbagliare dalle scarpe cucite a mano di Ducal o Bonora, scegliendo egli stesso la pelle che più lo intriga.

Le camice perfette ed i gemelli di Elf Craft in argento e turchesi abbottoneranno camicie su misura che occhieggeranno sotto abiti in morbido lino dai colori ecrù o scuri.

Un capo di infinita classe: il tabarro. Zara, ditta veneta, riscopre questo antico soprabito con nuovi tessuti, altamente tecnologici ed impermeabili.

Per intenderci, si tratta di un mantello che termina al ginocchio, con bottoni e colletto, avvolgente. Adatto a nascondere meravigliosi misteri, anche per chi ne è totalmente privo.

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