Muscolosi e latini: il nuovo trend dei pornoattori gay

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Mediterranei, mori e, perché no? pelosi. Sono gli attori porno che riscuotono più successo. E' finita l'era dei giovani, biondi esteuropei?

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Se vero che la pornografia, per avere successo, deve riflettere le fantasie erotiche del maggior numero possibile di fruitori, è abbastanza evidente che analizzandone i trend si può individuare la direzione in cui sta andando l’immaginario gay. Questo compito è reso sicuramente più facile dalla grande quantità di premiazioni internazionali che si stanno moltiplicando in questo settore. Qual è, quindi, la tipologia di maschio che turba maggiormente i sogni dei gay del 2008? Cominciamo dall’ultima edizione dell’Heat Gay, grande manifestazione gay che occupa un’intera sezione del festival dell’erotismo di Barcellona. Il premio come miglior attore è andato a Jean Franko, il performer di origine venezuelana che dopo il debutto con Lucas Kazan ha raggiunto nuove vette di popolarità lavorando con il regista Kristen Bjorn (al quale sono andati altri due premi, proprio grazie al suo ultimo film con protagonista Jean Franko). 

Palestrato, bruno e vigoroso, Jean Franko è la quintessenza del macho latino, un modello di bellezza che ultimamente sembra raccogliere sempre più consensi, tant’è che ai Grabby Awards è stato votato come miglior film “Grunts” della Raging Stallion: un video a base di maschi ben felici di sfoggiare le loro origini latine e/o mediterranee, o perlomeno un look estremamente virile (con tanto di barbe, peli, muscoli e testosterone). Probabilmente non è un caso se, ai Grabby, il premio per il miglior nuovo attore è andato al latinissimo Steve Cruz. Anche l’altra storica premiazione che si tiene negli Stati Uniti,  i Gavyn Awards, hanno confermato questa tendenza: “Grunts” ha collezionato ben sette premi tra cui quelli per la miglior scena di coppia e il miglior attore (al barbuto e ipermascolino Jake Deckard, che ha anche ottenuto il titolo di "performer dell’anno").

 

Anche all’ultimo HustlaBall Berlin, che avrebbe dovuto assegnare i David Awards, si respirava lo stesso clima, e probabilmente il premio di miglior attore sarebbe andato ad Alex Baresi (attore di punta della Titan Media che è di origine genovese ed uno dei tanti performer made in Italy che ultimamente stanno sbancando in tutto il mondo). La  manifestazione, però, è stata boicottata dai maggiori studios americani, che si sono rifiutati di partecipare ad una cerimonia che prevedeva anche un premio per la categoria bareback. Tuttavia anche in questo caso era palese che la tipologia di maschio che si stava affermando era estremamente rude e mascolina. D’altro canto anche ad un’altra manifestazione che si è tenuta a Berlino quest’anno, i Gay European Porn Awards, è stato confermato il primato dei maschi mediterranei/latini (nonostante l’abbondanza di studios che in Europa puntano ancora sui ventenni imberbi) e il premio come miglior attore è andato all’italianissimo Francesco D’Macho, grazie alle sue performance per la statunitense Hot House, con cui collabora ormai da diverso tempo. Se gli anni ’70 sono stati il regno dei maschi della porta accanto, gli anni 80 sono stati dominati dai supermanzi americani e gli anni 90 sono stati rivoluzionati dei ragazzi dell’Est Europa, sembra proprio che questo primo decennio del nuovo millennio abbia inaugurato una nuova fase nell’immaginario erotico della comunità gay.

 

I modelli che vanno per la maggiore sono sempre più spesso mediterranei, latini o meticci, molto mascolini sia nel fisico che negli atteggiamenti, e anche il fatto che in buona parte siano sulla trentina non deve essere casuale. Tuttavia questa loro ipermascolinità non è più un semplice optional, ed è coltivata e curata come una potente arma di seduzione, che si sposa con dei lineamenti molto decisi e talvolta cupi, ma estremamente complici, accattivanti e comunicativi. Qualche psicologo sostiene che certi modelli stanno prendendo piede perché comunicano forza, sicurezza e stabilità, tutte cose di cui si sente la mancanza nella società di oggi. In ogni caso sarà interessante verificare se si tratta di una moda passeggera o se è il sintomo di un cambiamento più profondo.

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di Valeriano Elfodiluce

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