Andrea Castrignano: “Dopo due donne, ho sposato il mio avvocato”

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"Penso che ogni essere umano debba provare il piacere di confrontarsi sia con un uomo, che con una donna, al fine di conoscersi nel modo più giusto possibile."

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E alla fine anche il designer più famoso d’Italia si è sposato…

Ebbene sì. È toccato anche a me. Dopo sedici anni, il test è stato fatto, è stato ampiamente superato e non avevo più scuse per rimandare ancora. 

Eppure ci ha messo un bel po’, no?

Effettivamente sedici anni, se vogliamo, sono una vita intera. Il tempo, il così tanto tempo, alla fin fine, ha permesso a noi e al nostro rapporto di crescere così tanto.

Per amor di battuta, mi verrebbe da dirle: coraggioso a sposarsi con un avvocato, non trova?

No, anzi! Consiglio a tutti di sposare un avvocato, o al massimo di averlo come socio. Io ho superato tutti: prima socio e poi marito. 

Andrea Castrignano, mai come stavolta, è un fiume in piena. Il famoso designer e conduttore Tv del docu-reality Cambio casa, Cambio vita, il 17 settembre scorso si è unito civilmente con l’avvocato Federico Torzo in quel di Venezia e questa è la sua intervista a pochi giorni dal fatidico sì.

Qual è stato il motivo principale che l’ha spinta ad unirsi civilmente con il suo compagno?

Mi crede se le dicessi che è stato fatto anche per celebrare, nel vero senso della parola, la nostra unione con tutti i nostri cari? È stata per un certo senso una condivisione d’amore. La cosa che mi ha convinto, invece, son stati gli occhi di quello che oggi è mio marito. Mai avrei pensato di sposarmi. Ho sempre pensato che sarei rimasto signorino a vita. Poi, quando ho saputo del poco successo, numericamente parlando, delle unioni civili registrate io e Federico abbiamo pensato di farlo anche per dare un messaggio di forza a tutte quelle coppie che non hanno ancora trovato il coraggio.

E se le chiedessi il momento più emozionante di tutta la giornata?

Quando ho visto il nostro cerimoniere, Marco Patuano (uno tra i cento manager più importanti del mondo, ndr), commuoversi. Vedere un uomo del suo calibro, nel nostro giorno più bello, con la sua meravigliosa famiglia, visibilmente emozionato mentre legge una poesia per noi, mi ha fatto capire che non sono l’unico sensibile su questa terra. 

All’idea di diventare genitori avete mai pensato?

Nonostante vorrei essere più figlio, che genitore, la risposta è sì! Non è semplice. Accadrà. Non so ancora bene quando, ma accadrà. Non ci piace, purtroppo, la tanta speculazione che c’è dietro. Ci piacerebbe tanto una bambina, soprattutto per renderle la vita più facile avendo due papà.

È vero che prima di incontrare Federico era eterosessuale?

Verissimo! Dai diciotto ai trent’anni, ho sempre avuto relazioni eterosessuali delle quali due molto importanti. Due donne meravigliose che avrebbero voluto fare, anche loro, il grande passo. Posso aggiungerle una cosa?

Prego…

È stata molto criticata questa mia confessione, ma io auguro a tutti la mia stessa fortuna. Penso che ogni essere umano debba provare il piacere di confrontarsi sia con un uomo, che con una donna, al fine di conoscersi e apprezzarsi nella maniera più giusta possibile. Tutti noi dobbiamo capire, senza precluderci nulla, quello che può farci star meglio. Nella vita dovremmo sempre ricordarci che abbiamo un solo obiettivo: stare bene. 

E non rinnega nulla di quel passato?

Assolutamente no! Io non rinnego nulla.

La sua famiglia come reagì a questo cambiamento?

Come ho già detto al Corriere della Sera, sono un privilegiato. Ho avuto un padre eccezionale che mi ha sempre detto: “Voglio che tu sia felice!” e mi creda: augurerei a tutti un papà come il mio che ha saputo amare, senza mai, neanche lontanamente, giudicare. Una sera a Milano, a cena da amici, ho conosciuto un ragazzo di ventisette anni di origini napoletane. Parlando mi raccontò che erano sette anni che non vedeva la mamma. Ma le sembra una cosa normale che una mamma non debba accettare una cosa naturale come l’omosessualità? 

Piuttosto, perché un creativo come lei si è affidato all’aiuto di una wedding planner?

Ognuno ha il suo mestiere. Ema Giangreco, wedding planner di successo italo-americana, ha seguito perfettamente tutte le nostre direttive, liberandoci dalle tante difficoltà che si possono incontrare nella progettazione di un matrimonio. Poi, da non sottovalutare, è che noi siamo a Milano e l’unione è stata celebrata a Venezia. Non è poi così facile gestire al meglio il tutto, soprattutto per chi è maniaco del dettaglio come me. Il pranzo, invece, è stato curato in ogni particolare dallo Chef Andrea Ribaldone che, da metà novembre, sarà al mio fianco nel nuovo programma ‘Aiuto arrivano gli ospiti’, sempre su La5.

Qual è stato il regalo più bizzarro che avete ricevuto?

Non essendo dei freschi sposini e avendo già duemila servizi da tavola, abbiamo fatto una ‘lista nozze’ con un nostro ritratto fatto dal grandissimo Agostino Arrivabene. Mi divertiva l’idea di avere alla parete, un’opera che ci ricordasse quel giorno.  

Quando qualcuno sostiene che i gay siano dei veri e propri trendsetter, lo pensa anche lei o le sembrano i classici cliché all’italiana?

Forse in Italia lo è. All’estero, dove il concetto di sessualità è superato, non credo ci sia bisogno di tutta questa distinzione. 

Stesso discorso anche per il buongusto?

Direi proprio di sì. Poi, il buongusto, puoi raffinarlo, ma o ce l’hai, o non ce l’hai. 

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