Giuliana De Sio: “È una vita che mi batto per le adozioni, gay e non”

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Giuliana De Sio torna al cinema: dopo tanta tv, dal 30 marzo sarà al cinema con La verità, vi spiego, sull'amore.

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È bella, ma inconsapevole. Ha un corpo che sfida le leggi della fisica, ma si sente buffa. Sogna il cinema, ma lavora (quasi) sempre in tv. Ha un animo tormentato, ma sembra una stronza. Quando la incontro è per parlare de La verità, vi spiego, sull’amore, il nuovo film di Max Croci che dal 30 marzo approderà nelle sale di tutta Italia. “Ho scelto di esserci perché il regista mi ha trasmesso tanta energia e perché il mio personaggio è davvero curioso. Sarò una nonna sprint, irriverente e anche un po’ mignotta” mi racconta l’iconica Giuliana e aggiunge: “Le donne sono tante cose: anche terribilmente stronze. Io, ad esempio, sono amata dai gay, ma ancor di più dalle trans”. E al grido di “Io sono animata da una disperata vitalità”, la De Sio del cinema italiano parla del suo nuovo personaggio, di Annalisa Bottelli, di Ballando con le Stelle, del mondo gay, di quello trans, ma anche di adozioni e di alcune serate a tinte arcobaleno con l’amico Ferzan Ozpetek.

Dopo tanto tempo, ritorna al cinema. Che effetto le fa?

È bello. È molto bello. Il cinema è il mio posto o, quantomeno, è il posto che sento più mio. Anche molto più della televisione.

Sta rinnegando qualcosa?

Io? Assolutamente! Frequento la televisione da quando avevo diciotto anni e chissà per quanto ancora la frequenterò. La verità è che mi manca terribilmente il cinema. Ho scelto di esserci in questo film perché il regista mi ha trasmesso tanta energia e perché il mio personaggio è davvero curioso. 

E non ha paura che tutta questa tv possa inquinare la sua carriera di attrice?

Oggi come oggi non s’inquina più nessuno. Siamo tutti inquinati! Negli anni penso di aver dimostrato molto e son certa che un programma tv, piuttosto che una fiction, non tolga nulla né a me, né al mio lavoro. Penso, piuttosto, che il diversificare arricchisca il curriculum, ma soprattutto il bagaglio umano dell’esperienza. 

A Ballando con le Stelle, ad esempio, come si sta trovando?

Benissimo, anche se sono stremata! Dietro c’è davvero tanta fatica fisica e anche quella psicologica, in quel contesto, non è da meno. Sarebbe molto più divertente, se fosse tutto più leggero, invece lì si fa sul serio. Poi, il paso doble che farò stasera, mi da un’ansia inenarrabile. 

Nello show di Milly ha mostrato un lato inaspettato del suo carattere…

Ci stiamo stupendo tutti della mia reazione. In fondo, quello che voglio, e che cerco da sempre, è lo stupore e stavolta mi sono stupita anch’io. 

Piace tanto agli uomini, molto alle donne e tantissimo ai gay. Perché?

Tantissimo ai gay e moltissimo alle trans! Lei mi deve credere: ogni volta che esco, e che incontro una trans, ho paura. Sia ben chiaro: non per chissà quale stupido motivo, ma perché mi manifestano il loro affetto sempre con tanta gioia e calore, che resto spiazzata. La loro gioia di vivere è irrefrenabile! Una volta andai con Ferzan Ozpetek, Garrone e altri amici, ad un locale gay nei pressi di Piazza Vittorio, a Roma. Le drag queen e i ragazzi del locale, hanno dedicato tutta la serata a me e ai miei personaggi. Che serata.

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Annalisa Bottelli in primis, immagino…

(ride, ndr) Non ha idea il bacino di utenza, per amor di battuta, che mi ha dato quel personaggio. Incredibile, davvero. 

Nel nuovo film di Max Croci interpreta un’altra donna decisamente borderline. Si è mai chiesta perché le affidino sempre donne così sopra le righe?

Non lo so, so solo che a me diverte fare personaggi indifendibili, irriverenti e che non rispettano mai i luoghi comuni. Che poi son quei personaggi che piacciono di più al pubblico. I registi dovrebbero iniziare a pensare a qualche film dedicato totalmente a donne così. Basta far sempre le solite cose e con le solite donne.

Le solite donne?

Sì, le solite donne, vittime di convenzioni, mamme, mogli e figlie. Le donne sono tante cose e possono essere anche delle stronze senza precedenti. Quelle che faccio io, poi, non sono mai così cattive o meglio: sulla carta sono senza alcun dubbio fuori dagli schemi, ma poi diventano comiche grazie alla mia interpretazione. In un certo qual modo cerco sempre di difenderle, facendole uscire anche in un modo piuttosto buffo. 

Lei pensa di essere buffa?

Perché no? Che male c’è ad essere anche un po’ buffa? 

Nel film il suo personaggio detesta l’idea di invecchiare. Lei che rapporto ha con il passare degli anni?

La verità? Mi fa schifo! Detesto l’idea di invecchiare, mi spaventa la malattia e ho paura di morire. Cerco di combattere il passare degli anni con il movimento: sia fisico, che mentale. Non a caso ho scelto di fare Ballando con le Stelle anche per questo. Ho un desiderio di vitalità inenarrabile. Pasolini diceva: “Io sono animato da una disperata vitalità!” e questa citazione l’ho fatta mia. Dietro tanta vitalità c’è sempre un fondo di disperazione. 

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